di Arturo Calabrese
Come era prevedibile, il sequestro avvenuto al lido di Trentova, famigerata cornice agropolese e nota meta turistica, ha scatenato il dibattito in città. In esso entra anche la Fondazione Angelo Vassallo con il presidente Dario, fratello del sindaco pescatore, e con Gerardo Spira, storico segretario del fu sindaco di Pollica ed oggi ambasciatore. La realtà che porta avanti l’obiettivo di tenere viva la memoria del primo cittadino cilentano trucidato nel settembre del 2010 è in questi giorni protagonista di un progetto scolastico con un istituto a Monselice, comune veneto in provincia di Padova.
Ed è la dicotomia, rappresentata anche dalla concomitanza della pubblicazione delle due notizie sulla stessa pagina nell’edizione di ieri di questo quotidiano, che il presidente Dario Vassallo usa per dire la sua. «Volutamente ho messo insieme questi due articoli – scrive pubblicando un estratto dell’edizione – da una parte si parla di cemento a mare e nell’altro di legalità quotidiana. Due modi diversi di concepire la vita». Il concetto è chiaro. A ribadirlo ci pensa Spira che risponde al primo cittadino. Roberto Antonio Mutalipassi, già nella serata di martedì e quindi a poche ore dall’apposizione dei sigilli, aveva tuonato sui social accusando le opposizioni e chi commentava di sciacallaggio.
Nel suo intervento, senza entrare nel vivo della questione, il primo cittadino ha anche detto di non avere colpe e soprattutto di essere fiducioso nella magistratura, formula ormai trita e ritrita nel Paese Italia. «Così ha dichiarato? – si chiede sarcasticamente Spira – la legge dice invece che lui è il responsabile in materia ambientale e paesaggistica. Lui è il responsabile di San Francesco. Lui è il responsabile del disastro ambientale della marina e della vasca di pietre alla foce del Testene – dice – leggete bene le carte».
L’ambasciatore della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, dunque, fa un rapido excursus sulle recenti vicende particolarmente negative in materia ambientale che ha vissuto la città agropolese. Vicende sulle quali è sceso, ed è probabile che scenderà, lo stesso ed immutato silenzio, in particolare da chi dovrebbe occuparsi di ambiente, essendo deputata al ramo proprio dal primo cittadino.
L’assessore competente, e cioè l’amministratore a cui compete tale ambito, come sempre non interviene sulla vicenda. A Rosa Lampasona, già candidata alle recenti regionali dalle quali è uscita pesantemente sconfitta non riuscendo ad imporsi nemmeno nella città amministrata, interessa poco l’ambiente, ma la presenza agli eventi rimane di importanza vitale. Poco conta, infatti, se sulla rinomata spiaggia agropolese sia stata alzata una costruzione in cemento armato e poi sequestrata, poco conta se la baia di San Francesco sia stata irrimediabilmente deturpata, e anche lì apposti i sigilli, poco conta se la foce del fiume Testene e il fiume stesso siano poco considerati, ciò che davvero conta è ben altro.
Mentre la città, i cittadini e gli operatori turistici si pongono interrogativi sull’ormai imminente stagione turistica con dei sigilli al luogo più rinomato dell’intero comprensorio, lei ci tiene a far sapere che “ad onor del vero e della giusta informazione, ero presente fisicamente all’inaugurazione degli ambulatori di telemedicina”. Per l’attuale assessore all’ambiente ed ex assessore alla sanità, quindi, la presenza ad un evento dell’Azienda Sanitaria Locale, di cui è dipendente, è più importante di altre vicende. Fiat voluntas tua…






