Terre dell’Orientale, intervenga Fico - Le Cronache Attualità
Attualità Eboli

Terre dell’Orientale, intervenga Fico

Terre dell’Orientale, intervenga Fico

di Antonio Manzo

Un minuscolo avviso pubblicitario di asta pubblica per la locazione dei terreni dell’Istituto Orientale a Eboli fa riesplodere i dubbi, più volte sollevati ma mai risolti, su un bene che il missionario Matteo Ripa destinò, ma non donò, per finanziare il nascente Collegio di Cinesi divenuto poi Istituto Universitario Orientale. Da decenni non è dato sapere nelle mani di chi stanno le “terre dei cinesi” e a che titolo sono occupate con il sospetto che siano finite nelle mani della speculazione come avvenne Battipaglia negli anni Novanta. Ora gli interrogativi diventano d’attualità ed innescano la richiesta di un intervento del presidente della Giunta Regionale della Campania Roberto Fico a pochi giorni della presentazione dell offerte ( 2 febbraio prossimo) per il fitto di due lotti dei terreni a Eboli dell’Orientale a Petruccia (importo a base d’asta 222mila euro) e Santa Cecilia (importo a base d’asta 4mila euro). E’ l’occasione perché il presidente Fico prenda in mano il controllo e l’indirizzo dei beni demaniali nella mani della Regione Campania e, soprattutto, molti terreni di proprietà della Regione vengano assegnati a giovani per occupazione “green” nelle aree interne. Già nel 2025 la Regione Campania adottò decreti dirigenziali in ordine ai beni demaniali di sua proprietà. Ora al presidente Fico spetterebbe metter mano ad un patrimonio pubblico e farlo gestire con criteri di trasparenza e redditività sociale. E’ il caso, ad esempio, dei terreni dell’Orientale di Eboli o quelli a Mandrano e Mandranello di Padula dove un tempo si esercitavano i militari della vicina base Nato di monte Cervati. Nella zona di Mandranello c’è una corona di villette abbandonate che servivano ai militari per alloggi di vigilanza. Soprattutto per evitare scelte cervellottiche come accaduto a Serre dove su una porzione conquistate dalla lotta dei contadini per prendere possesso delle aree militari, la Regione investì milioni di euro per un campo da golf poi finito nelle buche dei fallimenti con danaro pubblico. Recentemente l’Istituto Orientale (rettore professore Tontoli) ha varato un piano per la valorizzazione delle proprietà immobiliari che l’Università “L’Orientale” possiede a Eboli, in località Santa Cecilia e via Arenosola. Sarebbero le stesse ora messe all’asta per i fitti annuali. L’Ateneo partenopeo si è impegnato a ristrutturare, utilizzando fondi propri, gli edifici storici e i fondi agricoli di sua proprietà. La novità più rilevante, però, riguarda la destinazione d’uso di queste strutture. Non dovrebbe nascere solo un “Centro Studi ed Esperienze Scientifiche IUOR” dotato di un auditorium di 310 mq in grado di ospitare 200 partecipanti, ma anche una foresteria a duplice funzione: ospiterà gli studenti universitari impegnati nelle summer school di archeologia e fatto di grande rilievo sociale. Sono terreni sui quali nel ‘600 nel triangolo Battipaglia-Pontecagnano-Eboli, fu fondato il patrimonio dell’antica Congregazione della Sacra Famiglia di Gesù Cristo, detta anche Collegio Convitto e Seminario della “Sacra Famiglia di Gesù Cristo dei Padri Cinesi di Napoli”, più brevemente detta “Collegio dei Cinesi di Napoli. Nel 1868 assunse la denominazione di Collegio Asiatico di Napoli, per poi prendere il titolo di Regio Istituto Universitario Orientale (Legge 5873 del 27 dicembre 1888) e divenire successivamente Istituto Universitario Orientale. Il Regio Decreto n. 1592 del 31.8.1933, riporta che il patrimonio dell’Istituto Universitario Orientale è costituito “…dai beni di qualsiasi natura già appartenenti all’Antico Collegio dei Cinesi e ad esso assegnati dalla legge n. 5873 del 27/12/1888 e da qualsiasi altro cespite che gli potrà in seguito pervenire …”. Il documento fu ritrovato negli archivi del Vaticano grazie alla pazienza certosina di un avvocato salernitano , ma ebolitano di nascita, molto noto Pino Lanocita appassionato studioso sulla storia delle terre della Piana del Sele. . Nello specifico, alla fine degli anni ottanta i fondi agricoli di proprietà dell’Orientale erano quelli di “Fontana di Fico”, situato nel territorio di Pontecagnano, e le Aziende agricole di “Le Filette” e “Santa Cecilia e Petruccia” situate nel territorio di Battipaglia, in località denominata “Cinesi”. Nel 1991, l’Orientale mise in vendita una porzione delle sue proprietà per acquistare un’altra sede su Napoli per garantire spazi e aule agli studenti, in numero sempre crescente di anno in anno. Attualmente i terreni di proprietà dell’Orientale sono: il lotto “S. Cecilia” composto da 28,67 ettari a cui si aggiunge un appezzamento detto ex agrumeto di 11,26 ettari; altro appezzamento del lotto “S. Cecilia” composto da 135,88 ettari; lotto n.5 denominato “Petruccia 2” e le zone paludose confinanti, per complessivi 140,04 ettari; il lotto n.4, denominato “Petruccia 1” di 60,26 ettari e l’appezzamento n. 23 della zona paludosa di 5,75 ettari;il lotto n. 2, denominato “S. Pietro 1” di 66,57 ettari. In questi terreni dovrebbe sorgere, ma al momento è solo una fantasiosa proposta che l’Università l’Orientale prepara uno dei passaggi più significativi della sua storia recente. Nella frazione di Santa Cecilia a Eboli prenderebbe forma il Centro Studi e di Alta Formazione, tassello centrale del progetto che trasformerà l’area di Santa Cecilia in un polo avanzato di formazione, ricerca e connessioni internazionali. Al centro della Piana del Sele, tra il fiume che scorre lento verso la costa e il profilo armonioso della masseria Petruccia, l’Università l’Orientale prepara uno dei passaggi più significativi della sua storia recente. Un investimento pubblico importante, sostenuto dalla Regione Campania e progettato dal Dipartimento di Architettura della Federico II, che ridisegna 600 metri quadri di strutture, aule, laboratori e servizi all’interno dei terreni agricoli dell’Ateneo, che per la prima volta nella sua storia lunga quasi tre secoli, investe in un centro di Alta Formazione. È questo il cuore del provvedimento firmato dal Presidente della Provincia di Salerno, che ha approvato il Protocollo d’Intesa con la Regione Campania, il Comune di Eboli e l’Università di Napoli “L’Orientale”. L’atto sancisce l’avvio di un intervento strategico nell’area di Santa Cecilia, inserito nel più ampio contesto del Masterplan per il rilancio del Litorale Salerno Sud. Se l’Università si farà carico del recupero edilizio, le istituzioni pubbliche interverranno sulle infrastrutture per rendere l’area accessibile. La Provincia di Salerno, in qualità di ente coordinatore del Masterplan, e la Regione Campania hanno inserito nel programma di finanziamento (PR FESR 2021-2027) un intervento specifico denominato “Intervento di mobilità sostenibile a sostegno del Centro Studi”. L’obiettivo è connettere il nuovo polo con i principali assi viari del litorale, migliorando l’accessibilità di una zona periferica. Le risorse attingeranno dal tesoretto di oltre 33 milioni di euro programmati dalla Regione per il Masterplan del Litorale Salerno Sud. Per realizzare l’opera è stato istituito un gruppo di lavoro congiunto che vedrà la partecipazione dei tecnici della Provincia, del Comune di Eboli, della Regione e dell’Università, con il supporto scientifico del Dipartimento di Architettura della Federico II (DIARC). Il Protocollo d’Intesa avrà validità fino al 31 dicembre 2029, data entro la quale si prevede il completamento e il collaudo delle opere. Ma di questo gruppo di lavoro non si sa nulla. .E’ prevista perfino la sede della fondazione “Matteo Ripa” la cui biblioteca, con gran parte dei volumi già presenti presso l’istituto agrario di Eboli, dovrebbe essere trasformata in mediateca collegata con le altre dell’Ateneo e aperta a tutti gli studiosi. Luigi Adinolfi dirigeva già l’Unior, la fondazione che possiede i terreni dell’Università napoletana ed è uno dei protagonisti di questa storia delle terre Orientale. Sottolinea il rettore, Roberto Tottoli: «L’importanza storica dei terreni di Eboli è da valorizzare non solo perché qui ha vissuto il fondatore dell’Orientale, Matteo Ripa, e quindi potremmo parlare di un interesse particolare nostro, ma anche perché i nostri terreni si trovano in una delle più antiche frazioni ebolitane, quella di Santa Cecilia». Alle belle parole del professore Tontoli si aggiungono quelle degli amministratori locali vogliosi di fare proposte concrete ma per decenni colpevoli complici della mala gestione dei terreni dell’Orientale. Presidente Fico, pensaci tu.