Si concluderà oggi, presso l’Università degli Studi di Salerno il convegno scientifico “Sicurezza, Informazione, Manipolazione – aspetti informatici, giuridici, sociologici”, promosso nell’ambito delle attività della Fondazione SERICS, a conclusione del Progetto Spoke 2 “Disinformazione e Fake News”. «La trasformazione digitale e l’evoluzione dell’intelligenza artificiale stanno ridefinendo profondamente i paradigmi della sicurezza e del diritto nella sfera pubblica», ha dichiarato il Presidente della Fondazione SERICS, il professore Vincenzo Loia. «Con questo convegno intendiamo promuovere una riflessione scientifica rigorosa e interdisciplinare – la sfida non è solo tecnologica: è culturale e istituzionale. Servono strumenti nuovi per garantire sicurezza, trasparenza e diritti, ma anche per rafforzare la capacità delle democrazie di resistere alle distorsioni prodotte dai nuovi ecosistemi informativi». L’evento rappresenta un passaggio cruciale nel percorso della Fondazione SERICS, confermandone il ruolo di riferimento nazionale nella ricerca sui temi della sicurezza, dell’informazione e dell’impatto sociale delle tecnologie emergenti. L’iniziativa rappresenta un momento di sintesi e rilancio delle ricerche condotte sul mutamento strutturale della sfera comunicativa contemporanea, caratterizzata dalla crescente diffusione di forme di agentività non umana – come algoritmi e bot – nella produzione e nella manipolazione del consenso. In questo quadro, la sicurezza dell’ecosistema informativo emerge come elemento cruciale: dalla protezione dei processi decisionali alla resilienza delle istituzioni democratiche rispetto a manipolazioni e interferenze. L’iniziativa punta a rafforzare il dialogo tra diritto, sociologia e teoria dell’informazione per sviluppare strumenti operativi contro la disinformazione. Il programma prevede la partecipazione di studiosi ed esperti provenienti da diverse università italiane, articolandosi in sessioni tematiche e tavole rotonde dedicate al rapporto tra intelligenza artificiale, diritto, società e democrazia. In particolare, la giornata di ieri è stata dedicata alla tavola rotonda “Intelligenza artificiale e saperi interdisciplinari”, un momento di confronto tra accademici e ricercatori volto a mettere in dialogo prospettive giuridiche, sociologiche e tecnologiche. L’obiettivo è approfondire le implicazioni sistemiche dell’intelligenza artificiale nei processi di produzione e circolazione dell’informazione, con attenzione ai profili di sicurezza, responsabilità e governance. La giornata di oggi, sarà invece articolata in una serie di relazioni scientifiche che esploreranno, da diverse angolazioni, il rapporto tra macchine intelligenti e trasformazioni della democrazia. «L’esperienza di ricerca in Serics – ha dichiarato il prof. Pasquale Femia – è stata densa di pensiero e di passione. Oggi più che mai la comunicazione pubblica, sociale e politica, è realizzata con strumenti di diritto privato: la reticolarità contrattuale dei social media rischia di produrre una finestra aperta non su di un luminoso spazio collettivo, ma su di un illusorio cortile digitale – eppure attraverso di essa transita e si costituisce un nuovo fragile senso sociale. La giornata, inoltre, approfondirà, con l’ausilio di esperti molto qualificati il rapporto tra macchine intelligenti e democrazie meccanizzate: un bivio, quello della potenza veritativa dei flussi informativi, che può condurre tanto al prosciugamento autoritario delle sorgenti della società civile quanto al rafforzamento di forme rinnovate di partecipazione democratica. I pericoli per le nostre società seguono le vie della manipolazione, modificando i confini della soggettività e della conoscenza. La ricerca giuridica è la via della riflessività». Il titolo del convegno – ha concluso la prof.ssa Mariassunta Imbrenda – fissa i punti focali del manifesto culturale del Centro di Ricerca Dipartimentale Diritto e Sicurezza Digitale DeSD , da me diretto col prof. Femia – centro che intende proseguire il percorso di ricerca Serics. Sulla scorta della teoria giuridica contemporanea, DeSD pone al centro dell’attenzione il ruolo della comunicazione, la configurazione dell’ambiente comunicativo, e la conseguente considerazione del diritto come complessa interazione di discorsi e pratiche ordinanti: dalla comunicazione emergono reti discorsive, dalle reti si consolidano istituzioni, dalle istituzioni muove la riflessione scientifica. Il tema della sicurezza – segnatamente, digitale – e della cybersecurity incombe su tali riflessioni. Basti pensare, da un lato, alla connessione tra la sicurezza dell’ecosistema e quella degli individui (si pensi ai dati sanitari) e dei loro diritti; dall’altro, al ruolo essenziale che i privati svolgono nella governance della sicurezza: l’intreccio proattivo di cooperazione e di collaborazione dell’apparato pubblico con i privati configura un nuovo paradigma di governo».





