Savastano, bagno di folla e chiamata alla città - Le Cronache Salerno
Salerno

Savastano, bagno di folla e chiamata alla città

Savastano, bagno di folla e chiamata alla città

di Erika Noschese

La campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale di Salerno entra nelle sue ore decisive e, a giudicare dalla partecipazione registrata ieri sera, la sfida è ormai entrata nel vivo anche sul piano emotivo e simbolico. La sede elettorale di Giovanni “Nino” Savastano, candidato nella lista “Progressisti per Salerno” a sostegno del sindaco Vincenzo De Luca, si è trasformata in un autentico punto di ritrovo popolare. Nessun palco scenografico, nessun effetto speciale, ma una folla compatta e trasversale che ha riempito le strade circostanti, rallentando il traffico e creando quell’atmosfera tipica delle grandi occasioni politiche, quando il consenso si misura prima ancora che nei voti, nella presenza fisica delle persone. Un colpo d’occhio che racconta molto più di una semplice chiusura di campagna elettorale. Per Savastano, ex assessore alle Politiche Sociali e figura storica del centrosinistra cittadino, quella di ieri sera è stata la dimostrazione di un radicamento ancora forte nei quartieri, nelle associazioni, nel tessuto umano della città. La partecipazione di operatori del terzo settore, volontari, rappresentanti dell’associazionismo locale, famiglie e cittadini provenienti da ogni zona di Salerno ha dato alla serata il tono di una mobilitazione collettiva più che di un semplice appuntamento elettorale. Un popolo composito, fatto di relazioni costruite negli anni, dal lavoro e dalla costante presenza tra le persone, che continua a riconoscere nell’ex assessore un riferimento politico e umano. Nel suo intervento conclusivo Savastano ha scelto di tornare ai temi che hanno segnato il suo percorso amministrativo: il welfare, l’inclusione sociale, il sostegno alle fasce più fragili e quella trasformazione urbana e sociale che, negli anni delle amministrazioni De Luca, ha cambiato il volto della città. «Il modello Salerno va difeso», ha ribadito più volte dal microfono, indicando nella continuità amministrativa la condizione necessaria per non disperdere quanto costruito negli ultimi decenni. Un modello che, secondo il candidato dei Progressisti, ha saputo coniugare sviluppo urbano, sicurezza e solidarietà sociale, anche in anni segnati da difficoltà economiche e da continui tagli ai trasferimenti statali verso gli enti locali. Il tono del discorso è rimasto volutamente diretto, quasi confidenziale. Nessuna enfasi da comizio finale, ma il richiamo costante al contatto umano e alla presenza quotidiana nei quartieri. Per Savastano la politica continua a nascere soprattutto lì: nelle strade, nei problemi concreti delle periferie, nell’ascolto quotidiano delle famiglie, dentro le difficoltà e contraddizioni sociali e non nel “Palazzo”. “Nino”, come tutti continuano a chiamarlo, ha ripercorso gli ultimi mesi di campagna elettorale tra assemblee affollate, incontri nei rioni, visite nelle case e confronti continui con cittadini e commercianti. Un racconto scandito da episodi, volti e richieste raccolte durante un lungo viaggio dentro la città reale. Particolarmente significativo il passaggio dedicato ai giovani. Savastano ha parlato della necessità di costruire una Salerno capace di trattenere i propri figli, offrendo opportunità di lavoro, stabilità e prospettive di vita. Un tema che ieri sera è diventato uno dei punti emotivamente più forti del suo intervento. Da qui anche l’appello finale alla mobilitazione totale: convincere gli indecisi, recuperare chi si è allontanato dalla politica, riportare al voto chi pensa che nulla possa più cambiare. Un invito rivolto ai sostenitori ma anche alla rete personale di ciascun elettore: amici, parenti, colleghi, vicini di casa. Ma il significato politico della serata va letto inevitabilmente anche alla luce della vicenda giudiziaria che ha coinvolto Savastano nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Salerno”. Un passaggio che, pur senza essere enfatizzato direttamente dal palco, aleggiava tra i presenti come una sorta di sottotraccia emotiva dell’intera manifestazione. La sentenza di primo grado di assoluzione pronunciata il 26 gennaio scorso con formula piena — “il fatto non sussiste” — ha rappresentato per l’ex consigliere regionale la chiusura di una fase lunga e logorante. E il bagno di folla di ieri sera è apparso anche come una risposta collettiva a quella vicenda: un modo per riaffermare pubblicamente un rapporto di fiducia che, secondo i suoi sostenitori, non sarebbe mai venuto meno. Non a caso, molti dei presenti hanno vissuto la serata come un momento di restituzione politica e personale, quasi un abbraccio pubblico dopo mesi difficili. Adesso, però, la parola passa alle urne. A poche ore dall’apertura dei seggi, il clima resta carico di tensione e attesa. La vera sfida per “Progressisti per Salerno” sarà trasformare la partecipazione e l’entusiasmo di queste settimane in consenso concreto dentro le cabine elettorali. Savastano, nel finale, ha evitato accuratamente ogni tono trionfalistico. Ha chiesto ai suoi di non abbassare la guardia e di continuare il lavoro “porta a porta” fino all’ultimo minuto utile, indicando in Vincenzo De Luca il punto di riferimento per garantire continuità amministrativa e rilancio della città. La mobilitazione di ieri sera dimostra che la macchina organizzativa è a pieno regime, ma in elezioni amministrative spesso decise sul filo delle singole preferenze, il contatto diretto casa per casa delle prossime ore sarà l’elemento determinante per sancire la vittoria finale.