De Luca: A S. Matteo Salerno cambierà volto - Le Cronache Ultimora
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De Luca: A S. Matteo Salerno cambierà volto

De Luca: A S. Matteo Salerno cambierà volto

di Erika Noschese

Arriva in anticipo, sotto braccio con la compagna, la dirigente del Comune di Salerno Maria Maddalena Cantisani, Vincenzo De Luca, già presidente della Giunta regionale della Campania e oggi candidato sindaco, deciso a riconquistare la fascia tricolore per il quinto mandato. Giunge in piazza Portanova, ma sceglie di temporeggiare: si accomoda al tavolino di un locale e attende. Nel frattempo arrivano il figlio Roberto, il suo storico braccio destro Nello Mastursi, il comandante della Polizia municipale Rosario Battipaglia. Scattano i primi sorrisi e le prime strette di mano. Poche parole: prima di raggiungere il palco, De Luca sceglie di non concedersi troppo ai presenti. Saluta Roberto con un bacio, scambia con lui qualche battuta e poi osserva, soddisfatto, la piazza che man mano si riempie. A un certo punto un cronista tenta di avvicinarsi ed ecco che si mobilita la “scorta”: un agente della Polizia municipale di Salerno presidia il dehors occupato dal candidato sindaco. Nessuno può passare. Poi De Luca si avvicina alla piazza, si siede e ascolta il concerto d’apertura. Dopo pochi minuti arriva Gigi Finizio: lo accoglie con un abbraccio e qualche parola. Partono i video scelti per gli elettori, i conduttori lo chiamano sul palco e prende il via l’ultimo incontro pubblico dell’ex governatore. In piazza ci sono i suoi fedelissimi, i candidati delle sue sette liste ma, soprattutto, c’è il Partito Democratico. Gli amministratori della provincia di Salerno non hanno fatto mancare il loro supporto e la loro presenza. Ci sono Paolo De Maio (Nocera Inferiore), Anna Petta (Baronissi), Giovanni De Simone (Vietri sul Mare), Antonio Santoro, Ester Sapere e Francesco Morra (Pellezzano), solo per citarne alcuni. C’è il suo dirigente Matteo Picardi, ma anche l’ex sindaco Vincenzo Napoli e Giovanni Coscia, segretario provinciale del Pd. Ci sono tutti. Tutti tranne il simbolo del partito che, anche stavolta, scompare dalla scheda elettorale per volontà del segretario regionale Piero De Luca, figlio di Vincenzo. «Era mio dovere ringraziare la città di Salerno, i nostri candidati, quelli che si sono battuti in questi mesi in una campagna elettorale difficile, per proporre una nuova primavera per questa città», ha detto De Luca, riproponendo il racconto di una Salerno cambiata negli anni grazie al suo lavoro e al suo impegno. «Nel centro storico non si poteva entrare: faceva paura per lo spaccio di droga e la città era divisa a metà dal ponte di Torrione. Abbiamo demolito il cementificio, abbiamo abbattuto altre strutture e realizzato la Lungoirno e la Cittadella giudiziaria. È stato un lavoro immane. Salerno ha una grandissima potenzialità e, allora, era difficile immaginare una città del turismo, ma noi abbiamo creduto in quel sogno e lo abbiamo realizzato», ha aggiunto l’ex governatore, accendendo i riflettori sul turismo e sul flusso di visitatori. «Salerno è la città più dotata di infrastrutture, come Genova, che però è grande tre volte di più: un porto commerciale, tre porti turistici, l’aeroporto, la metropolitana. L’aeroporto è nato perché c’era Vincenzo De Luca alla guida della Regione. Abbiamo avuto coraggio, determinazione, abbiamo corso dei rischi. Dobbiamo sfruttare queste potenzialità, completare le opere, le reti alberghiere e le infrastrutture. È un lavoro enorme ma, alla fine, Salerno sarà la Montecarlo d’Italia. Ce la faremo», ha detto ancora dal palco di piazza Portanova, rilanciando anche il suo programma per lo sport e per le opere destinate a favorire la presenza di atleti nel capoluogo. «Abbiamo realizzato la città dei parchi: sento parlare di ambiente, ma noi abbiamo creato venti parchi urbani e tanto altro ancora. Il Teatro Verdi era chiuso, non c’era programmazione, e noi lo abbiamo riaperto insieme al Pasolini, all’Augusteo; abbiamo realizzato il Teatro Pirelli e il Teatro delle Arti. Bisogna essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Dobbiamo proseguire questo lavoro», ha aggiunto, rilanciando anche la proposta della funicolare che collegherà il centro storico al Castello Arechi. Punto cardine del suo impegno sarà la sicurezza nei quartieri, con la lotta ai parcheggiatori abusivi e alle baby gang: «Chi viene a Salerno troverà accoglienza, ma dovrà rispettare le leggi e le regole della nostra città. «Salerno rimarrà la città della solidarietà verso la povera gente e verso chi non ce la fa. Abbiamo pensato di realizzare un centro socio-sanitario in ogni quartiere e un pronto soccorso veterinario. Faremo ciò che è giusto fare, parlando un linguaggio di verità. Ci sono stati problemi con l’igiene pubblica: faremo di più, ma la città non deve essere sporcata. Servono comportamenti civili. Per San Matteo Salerno cambierà faccia». E poi un messaggio rivolto ai giovani: «Faremo di tutto per costruire luoghi di aggregazione, offriremo tre spazi pubblici per fare musica. Cercheremo di portare un pezzo di Università a Salerno e realizzeremo studentati per gli studenti fuori sede. Cari ragazzi, so che oggi per voi le parole contano poco ed è per questo che ho voluto mostrarvi quel video all’inizio: per realizzare tutto questo De Luca ci ha rimesso la vita. La movida l’abbiamo portata noi a Salerno, perché prima non esisteva, ma dobbiamo costruire una movida più seria e più sicura d’Italia. Apriremo le chiese il sabato sera per portare i ragazzi nei conservatori. Prendetevi la città e basta duelli con i coltelli. Questo non deve più accadere. Abbiamo bisogno del vostro entusiasmo, della vostra capacità di sognare questa città e insieme costruiremo la città del lavoro, dell’entusiasmo giovanile e delle opportunità per un futuro sereno». Poi l’ultimo appello al voto: «Noi ci siamo proposti, vi abbiamo dimostrato di avere passione e di aver dedicato la vita a Salerno, alla Campania e al Sud Italia. Ho combattuto quando altri si nascondevano e cercavo di fermare Salvini, ma non c’era nessuno a combattere con De Luca. Vi propongo un esempio di vita e di militanza, non soltanto un programma. Vorrei che voi foste testimoni di questo: dovete essere radicati nel territorio in cui vivete, dovete essere testimoni di battaglie civili, del dolore del mondo. Fino a quando avrò respiro combatterò per Salerno, per la Campania e per il Sud», ha concluso. Foto Massimo Pica