L’avvocato cassazionista e Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Salerno, Sarel Malan, che da tempo ha annunciato la sua candidatura al consiglio comunale per le elezioni dei prossimi 24 e 25 maggio, fa leva sulla sua esperienza amministrativa, che lo ha visto, in passato, ricoprire già un prestigioso incarico: quello di assessore al bilancio del Comune di Baronissi. In questa tornata sosterrà la candidatura a sindaco di Armando Zambrano a caccia di una elezione che significherebbe tanto.
Una candidatura annunciata da tempo. Già da circa due mesi. Quindi idee chiare per lei?
“Sì. La scelta è maturata nel tempo e nasce da un percorso coerente, non improvvisato. Ho deciso di candidarmi quando ho ritenuto che ci fossero le condizioni per dare un contributo concreto, mettendo a disposizione esperienza professionale e conoscenza della macchina amministrativa. Non è una candidatura simbolica, ma operativa”.
Sostegno incondizionato a Zambrano. Perché questa scelta?
“Perché rappresenta una proposta credibile, capace di tenere insieme sensibilità diverse senza cadere negli estremismi. È una candidatura che parla ad un’area moderata, pragmatica, che oggi chiede soluzioni e non slogan. Ho ritenuto fosse il progetto più serio su cui investire”.
Si è parlato tanto di campo largo… Alla fine non c’è stato. Cosa è successo?
“È mancata una sintesi politica reale. Quando si tenta di unire realtà troppo distanti senza una visione comune, il risultato è inevitabilmente fragile. Più che una scissione, parlerei di un chiarimento: sono emerse differenze che erano già presenti e che non sono state risolte”.
In passato, nelle istituzioni ha ricoperto la carica di Assessore al Bilancio. Se eletto, cosa intende fare per Salerno?
“L’esperienza amministrativa mi ha insegnato una cosa: le decisioni devono partire dai bisogni reali delle persone. Per questo metto al centro il sociale, il sostegno alle famiglie in difficoltà, l’attenzione agli anziani e ai giovani. Serve una città che non lasci indietro nessuno, con servizi più vicini ai cittadini e quartieri meno dimenticati. Accanto a questo, è necessario creare condizioni concrete per il lavoro, sostenendo le attività economiche e semplificando il rapporto con il Comune. L’obiettivo è una Salerno più equa, più vivibile e con maggiori opportunità per chi ci vive ogni giorno”.
Un suo pronostico su questa tornata elettorale.
“Più che sul risultato formale, che conosceremo solo alla fine, il dato politico è già evidente: chi si aspettava un plebiscito oggi deve fare i conti con una realtà diversa. Il consenso non è più quello di un tempo e questo segna un passaggio importante.
Questo significa che la partita è più aperta di quanto possa sembrare e che la campagna elettorale può ancora incidere in modo significativo sugli equilibri complessivi. In politica non conta solo vincere, ma come si vince e con quale forza si rappresenta una comunità”.
Le sue impressioni sul recente referendum sulla giustizia.
“È stata un’occasione persa. Era un passaggio importante per avviare un processo di riforma della giustizia che molti cittadini sentono come necessario e urgente. Io ho sostenuto convintamente quelle proposte perché andavano nella direzione di un sistema più equilibrato, più garantista e più vicino alle esigenze reali delle persone. Il risultato finale non chiude il tema, anzi lo rilancia: la giustizia resta una priorità e non può essere affrontata con interventi parziali o rinviata nel tempo. Serve una riforma seria, organica e soprattutto concreta”.
Quali sono le priorità per Salerno?
“Il primo tema è la vivibilità: Salerno non può diventare una città dormitorio. Serve un rilancio reale del commercio e della vita urbana, restituendo centralità ai quartieri e alle attività locali. C’è poi il lavoro, soprattutto per i giovani. Oggi troppi sono costretti ad andare via subito dopo la laurea. Bisogna creare condizioni che rendano possibile restare, investire e costruire qui il proprio futuro. Un altro tema centrale è la sicurezza, che incide direttamente sulla qualità della vita e sulla percezione dei cittadini. Infine, la sanità. Pur non essendo una competenza diretta del Comune, non può essere ignorata: la situazione dell’ospedale cittadino è tale da spingere molti a rinunciare alle cure. Questo è un dato grave, che impone un’azione politica forte, anche di pressione istituzionale, perché il diritto alla salute sia garantito concretamente”. Lo abbiamo sottolineato e lo ripetiamo: idee molto chiare per Malan e soprattutto una certezza: non ci sarà un plebiscito per nessuno dei candidati a sindaco, ma molto probabile un ballottaggio.
Mario Rinaldi





