C.S.Giorgio: Legambiente toglie la parola al sindaco - Le Cronache Attualità
Attualità Castel San Giorgio

C.S.Giorgio: Legambiente toglie la parola al sindaco

C.S.Giorgio: Legambiente toglie la parola al sindaco

Sandro Pertini si sarebbe rivoltato nella tomba se fosse stato presente l’altra sera al confronto-dibattito organizzato da due pietre miliari della legalità e della democrazia quali Legambiente e Libera. L’ex Partigiano socialista e poi Presidente della Repubblica in una delle sue dichiarazioni ebbe a dire: «Si combatte un’idea contraria alla propria, ma si è pronti a battersi fino al prezzo della propria vita perché l’altro possa esprimere sempre liberamente la sua idea». Appunto! Il Confronto Dibattito era stato organizzato per esprimere la contrarietà al progetto di un parcheggio che secondo gli organizzatori toglie spazio ad una villetta al centro del paese. Tutto legittimo, tranne che i confronti e i dibattiti dovrebbero avvenire, nel 2026 in maniera civile, democratica, e partecipativa. Un dubbio che non avrebbe dovuto sfiorare nessuno dato che non risultava tra gli organizzatori il generale Roberto Vannacci. Il quale se fosse stato presente avrebbe riso a crepapelle e avrebbe chiosato dicendo: “E poi accusano me di essere fascista”. I fatti. Che Legambiente di Castel San Giorgio dopo la morte del compianto professor Francesco Di Pace, abbia imboccato un lento, inesorabile e lapalissiano declino di autorevolezza, competenza e capacità, è cosa oramai nota anche alle pietre di Castel San Giorgio, (tanto che è sorta un’altra associazione di ambientalisti molto più operativa e presente sul territorio), ma che a fiancheggiare il nuovo corso, senza battere ciglio, ci sia anche l’Associazione Libera lascia perplessi. Non è concepibile che un’associazione come Libera accetti silenziosamente che si tolga la parola a chi non segue il pensiero unico dettato da esponenti di Legambiente. E’ inaccettabile che referenti autorevoli e stimati come quelli di Castel San Giorgio, possano accettare senza protestare, comportamenti come quelli dell’altra sera che travalicano qualsiasi regola basilare di democrazia e partecipazione. Alla faccia della difesa della legalità e della difesa dei diritti. Alla serata comunque erano presenti la sindaca di Castel San Giorgio Paola Lanzara con l’assessore Antonia Alfano, il consigliere comunale Aniello Gioiella e il capo dell’ufficio tecnico comunale. Per l’opposizione presenti i consiglieri comunali Michele Salvati e Biagio Apostolico. Tra i principali promotori della serata Mario Alfano, presidente locale di Legambiente con Camillo Capuano e Paolo D’Amore. Giuseppe De Caro e Nello Fimiani di Libera. La giornalista Luisa Trezza. Nello Calatola. I possibili candidati in pectore a sindaco alle amministrative del prossimo anno Enzo Petrillo e Anna Longanella. Raffaele Nasti e molti cittadini. La serata è subito iniziata male dato che la sindaca, all’inizio del suo intervento, ha reso note due lettere di associazioni che risultavano tra gli organizzatori e che invece disconoscevano ogni loro apporto alla serata minando la credibilità di chi aveva realizzato inviti e manifesti. La serata era stata organizzata pure incredibilmente in un luogo consacrato come la cappella dell’Arciconfraternita Maria SS. Immacolata in via Piave. Sarà stato proprio il clima ecclesiastico a infondere probabilmente lo Spirito Divino tra i moderatori tanto da “sciogliere” le lingue e ripristinare il pensiero unico di memoria Sovietica o di Minculpop che poi ai fini della democrazia sono la stessa cosa. Addirittura il presidente di Legambiente che aveva abbondantemente criticato l’amministrazione in carica, quando la sindaca ha tentato di replicare, senza mezze parole, ha detto che non poteva e che la Lanzara doveva limitarsi a rispondere solo sulla villetta. Cose che neanche nei tribunali avvengono più. Gli imputati possono rilasciare memorie difensive. Per Legambiente no! Tutto sotto gli occhi e con il silenzio di Libera. Addirittura quando Calatola, esponente del Pd, ha chiesto almeno che la sindaca illustrasse il progetto, puntualmente gli è stato di fatto tolto la parola. Con gli esponenti di Libera presenti e che ovviamente non hanno eccepito alcun vulnus democratico. Insomma una serata che democraticamente ha riportato Castel San Giorgio agli anni del Ventennio e con molti cittadini residenti nei palazzi vicini alla villetta, negli ultimi anni diventata una vera e propria piazza di spaccio, che plaudivano al progetto dell’amministrazione proprio perché avrebbe ridotto la presenza di spacciatori e fruitori di droga. A questo riguardo va ricordato che Legambiente e Libera a Castel San Giorgio non hanno mai impegnato in quella struttura propri volontari per salvaguardare l’uso della villetta e fare opere di dissuasione contro lo spaccio di sostanze stupefacenti in una logica comunitaria di collaborazione. Insomma una serata democraticamente da dimenticare, mentre qualcuno allontanandosi diceva che la prossima volta provvederanno a invitare il generale Vannacci. Magari con lui si potranno esprimere e democraticamente esporre lo straccio di una idea. Ma scommettiamo che se Vannacci verrà a Castel San Giorgio, nel nome della democrazia i primi a contestare saranno proprio Legambiente e Libera? Si accettano scommesse. Luigi Tursi