Salerno. Rottamazione: perdete ogni speranza… - Le Cronache Salerno
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Salerno. Rottamazione: perdete ogni speranza…

Salerno. Rottamazione: perdete ogni speranza…

di Alfonso Malangone*

La scelta dell’Amministrazione Comunale di non aderire alla Rottamazione-quinquies, come ufficialmente dichiarato, ha diffuso un comprensibile malcontento tra i tanti cittadini esposti per tributi, multe, canoni e altro ancora. In verità, i debitori non avrebbero il diritto di parlare, perché potrebbero ritenersi quantomeno sbeffeggiati tutti i contribuenti più rispettosi del dovere civico. In ogni caso, poiché le adesioni decise da alcuni Comuni limitrofi potrebbero spingere taluni a ritenere leso il principio dell’uguaglianza tra cittadini, è bene chiarire che la Rottamazione non rientra tra i ‘diritti universali’ e che proprio la Legge istitutiva ne esclude l’automatica applicazione. Proviamo a capire, iniziando dall’origine. Con la Legge di Bilancio 2026, il Governo ha concesso a Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni, la facoltà di applicare una autonoma definizione agevolata delle entrate locali. Il provvedimento riguarda esclusivamente le voci tributarie e patrimoniali di competenza e a condizione che: – siano gestite da propri agenti della riscossione; – la decisione sia compatibile con l’equilibrio del Bilancio e della situazione economico-finanziaria complessiva. Cioè, la linea di demarcazione è netta: ogni Ente locale può intervenire solo sul proprio perimetro impositivo con la esclusiva finalità di incrementare le Entrate grazie al recupero dei crediti in modo efficiente e sostenibile. Nulla di più. Se volesse attivare il provvedimento, il Comune dovrebbe assumere una precisa delibera e approvare un regolamento di disciplina accompagnato da una certificazione dei revisori dei conti e da una relazione tecnica contenente le stime sugli effetti attesi. Adesso, si sa che questo non avverrà pur dopo il favorevole orientamento espresso dal Commissario Prefettizio, dr. Panico, con la delibera n. 72 del 22/06 scorso. Quel provvedimento forniva indirizzo al Settore Tributi ed Entrate Comunali di predisporre una proposta operativa da sottoporre al Consiglio Comunale. Ora, però, è divenuto privo di qualsiasi efficacia anche se, per la ritualità della procedura, forse sarebbe necessaria una formale pronuncia collegiale di annullamento. Di fatto, aderendo al provvedimento, potrebbero essere rottamati i crediti per l’IMU, la Tari, il canone unico patrimoniale, gli oneri di urbanizzazione, le rette per servizi scolastici e le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada. Resta un dubbio per l’IMU degli immobili di cat. D per la quota riservata allo Stato. Tra essi: opifici, alberghi (si proprio gli alberghi), ospedali e capannoni. Per queste voci, nel Bilancio al 31/12/2025 sono riportati i seguenti importi più significativi, salvo ogni errore di catalogazione: Tari per 92,0milioni, di cui 40,2 a rischio prescrizione, Imu per 50,0milioni, di cui 16,3 a rischio; Multe per 48,3milioni, di cui 36,0 a rischio; Fitti/sanzioni per 5,4milioni, di cui 1,4 a rischio; Canoni pubblicità per 1,0milioni, tutti a rischio. Sono crediti davvero cospicui per i quali, peraltro, l’attività di recupero non sembra fornire risultati soddisfacenti visto che la società di riscossione, Municipia Spa, ha certificato di aver incassato nel 2025 solo 13,1milioni su ruoli di 201,1milioni. Senza dire che, come osservato nel precedente commento, negli ultimi cinque anni sono stati cancellati crediti inesigibili o insussistenti per ben 322,7 milioni. Una cifra mostruosa. Con questi presupposti, non è detto che la Rottamazione non possa migliorare le cose e consentire il recupero delle quote capitale a fronte di una riduzione, anche fino all’azzeramento totale, di sanzioni e interessi. E’ importante ricordare che una multa non pagata si può raddoppiare e crescere ancor più per sanzioni, al 10% ogni semestre, interessi e spese varie. Ora, se è certamente vero che i mancati pagamenti sono spesso causati da atteggiamenti di furbizia o noncuranza, è altrettanto vero che motivazioni concrete possono aver indotto i cittadini delle fasce più deboli a mettere in fila i pagamenti e provvedere secondo priorità. Per chi vive di stipendio, neppure elevato, risulta davvero difficile pagare anche una multa di poche centinaia di euro. Sull’argomento, a parte la delusione dei ’delusi’, c’è stato chi non ha mancato di avanzare critiche con riferimento a minacciate conseguenze per i debitori e alle giustificazioni della decisione assunta. Vediamo di capirci qualcosa. Sotto il primo punto di vista, l’invito a regolarizzare adombrando conseguenze ancor più gravi è stato interpretato come modo per colpevolizzare e colpire nel mucchio. Del resto, l’Ente avrebbe potuto, e dovuto, attivare da tempo le procedure e avviare le azioni per il recupero dei crediti sopra dettagliati. Se fossero stati incassati in buona parte, sarebbe stato possibile rimborsare il Disavanzo, oggi di 100,5milioni, e offrire caffe e cornetto a tutti. Una domanda: “sono crediti veri, o farlocchi?” In verità, negli elenchi ci sono partite contabili vecchie di oltre 10 anni. Circa la motivazione della mancata adesione, ha alimentato preoccupazione la notizia del costante monitoraggio dei conti da parte del Ministero dell’Interno e del Ministero dell’Economia per evitare il dissesto finanziario. Eppure, ogni precedente giudizio sui vari Bilanci approvati è sempre stato di grande apprezzamento per aver rispettato il piano di rientro e per la conferma degli equilibri. Di più. Se il Disavanzo è ancora di 100,5miliochi, il sostegno offerto dal Governo con la concessione di un contributo pari, oggi, a 64 milioni lo riduce di fatto solo a 35. E, quindi: “quali sono i motivi di preoccupazione”? Wiston Churchill definirebbe la situazione finanziaria come “un rebus, avvolto nel mistero, all’interno di un enigma”. Sta di fatto che lo stesso Commissario Prefettizio, prima di andare via, ha ben pensato di aumentare l’aliquota dell’addizionale Irpef, la tassa di imbarco, l’imposta di soggiorno e svariate altre voci delle entrate tra cui lo scuolabus e il contributo pranzo esteso fino alle famiglie con ISEE zero. Così, quella che appare l’unica certezza è l’altezza del prelievo nei confronti dei salernitani sottoposti alla più alta addizionale Irpef del Paese, schiacciati da una eccessiva pressione fiscale complessiva e, adesso, esclusi dal beneficio della Rottamazione perché il Bilancio sarebbe ancora ‘sfondato’ nonostante i sacrifici sostenuti fino ad oggi. A quanto sembra, in futuro se ne dovranno affrontare ben altri al solo scopo di rimborsare debiti multi-milionari pur senza averne colpa. A meno che non sia stata una colpa quella di aver avuto fiducia in chi, si capisce adesso, avrebbe compilato il Bilancio con la stessa ’leggerezza’ utilizzata per scrivere un libro delle favole. Come sempre: Salerno ha bisogno di amore vero.

*Ali per la Città – 17/07/2026 P.S.: si tratta di una ricostruzione in cerca di verità, non per avanzare accuse. In ogni caso, per la complessità della materia, si fa salvo ogni errore