di Erika Noschese
Il progetto “32 Dicembre – Capodanno in ritardo” si presenta come una sfida culturale e sociale che punta a ridisegnare la mappa degli eventi a Salerno, portando la musica e l’arte laddove solitamente faticano ad arrivare. Ispirata a una celebre scena del cinema di Luciano De Crescenzo, l’iniziativa si propone di offrire un’occasione di festa e di riscatto a chi non ha potuto celebrare l’inizio dell’anno o, più in generale, resta ai margini della vita culturale cittadina. L’idea, nata dall’intuizione di Antonio Santoro, fondatore dei Picarielli, ha l’ambizione di trasformarsi in un modello di partecipazione dal basso, capace di animare le piazze periferiche attraverso una raccolta fondi indipendente e il coinvolgimento diretto della cittadinanza.
Abbiamo approfondito i dettagli di questa iniziativa proprio con Antonio Santoro, che ci ha illustrato la visione e i prossimi passi di questo cammino collettivo.
Il progetto 32 Dicembre nasce con l’obiettivo di valorizzare i talenti del territorio salernitano. Qual è il riscontro che ha ottenuto fino a questo momento?
«Il lavoro è iniziato essenzialmente in solitaria, ma in breve tempo è riuscito ad aggregare diverse realtà che hanno mostrato grande entusiasmo. Ho aperto un dialogo con varie associazioni e il riscontro è stato estremamente positivo; l’idea piace e stiamo costruendo relazioni solide per fare rete. L’obiettivo principale è aprire un confronto il più ampio possibile con i cittadini e con chi amministra il territorio, affinché le attività culturali diventino davvero accessibili e diffuse, trovando una continuità che vada oltre la singola manifestazione».
Com’è nata l’idea di dare vita a questo “Capodanno in ritardo” e quali sono i primi appuntamenti in calendario per trasformare questa visione in realtà?
«L’ispirazione proviene dal film di Luciano De Crescenzo, in cui il personaggio di Enzo Cannavale decide di festeggiare il Capodanno nei giorni successivi poiché non era riuscito a farlo nel momento canonico. Da qui è nata l’intenzione di dedicare un evento a chi ha meno opportunità di accesso alla cultura. Vogliamo colmare il divario tra i grandi eventi cittadini e le realtà locali che spesso restano nell’ombra, portando l’arte nelle piazze periferiche. Il debutto simbolico avverrà sabato prossimo, 10 gennaio, presso il Circolo Santa Maria di Ogliara a Salerno, con una serata lancio che vedrà la partecipazione dei Picarielli, del gruppo del Liceo Alfano I e dell’associazione Ballando per le Strade. Dopo questa data, abbiamo già in programma altri quattro appuntamenti nelle zone periferiche, la cui realizzazione dipenderà dal sostegno che riusciremo a raccogliere attraverso la nostra iniziativa di finanziamento popolare».
Quali sono le prospettive future e l’ambizione a lungo termine del progetto?
«Vedo questa iniziativa come un comitato festa permanente, ispirato allo spirito delle piccole comunità che realizzano i propri eventi a prescindere dai finanziamenti pubblici. La nostra priorità è riportare la gente in strada, favorire la socializzazione e dare ai giovani artisti locali la possibilità di esprimersi in contesti dignitosi. Vorremmo che questo modello diventasse una consuetudine per valorizzare il nostro clima e i nostri spazi aperti, creando momenti di comunità che durino tutto l’anno e non siano legati a una specifica agenda politica».
Si registra già un’importante adesione, in particolare da parte di alcuni istituti scolastici e associazioni locali. Quanto è importante questo supporto?
«La collaborazione con il Liceo Musicale Alfano I è stata immediata e fondamentale; hanno abbracciato il progetto fin da subito. Insieme a loro, realtà come l’Associazione Ballando per le Strade e Oltre il benessere stanno già dando un contributo concreto. Il nostro intento è di coinvolgere progressivamente altre scuole e associazioni che hanno già manifestato interesse. Coinvolgere le istituzioni scolastiche significa dare voce ai ragazzi e ai loro progetti artistici, offrendo loro un palcoscenico nelle proprie piazze e contribuendo attivamente alla crescita sociale del territorio».





