Salerno: la fiera del frastuono e dei rumori. E la dormita della Polizia municipale - Le Cronache
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Salerno: la fiera del frastuono e dei rumori. E la dormita della Polizia municipale

Salerno: la fiera del frastuono e dei rumori. E la dormita della Polizia municipale

di Aldo Primicerio
“Oh Roma, fammi dormire”, implora nei suoi epigrammi Marziale, poeta spagnolo ma romano di adozione. E poi, “Son svegliato dal riso della folla che passa (per la strada), e l’intera Roma è presso il mio letto”, si duole nelle sue Satire Giovenale, poeta e retore romano. Ed ancora, “I clamori tra i più vari risuonano da ogni lato intorno a me: abito infatti sopra i bagni delle terme”, scrive, in una delle sue Epistole Morali a Lucilio, Anneo Seneca, il grande filosofo drammaturgo e politico, spinto al suicidio da Nerone che lo ritiene coinvolto nella congiura dei Pisoni.
Insomma, i rumori della notte e del giorno sembrno non aver tempo. Sono sempre al centro di scritti e racconti che spingono anche Decimo Magno Ausonio, poeta latino del 500 d.C. nella Roma tardo-imperiale (con Teodosio) a stilare addirittura l’Ordo Urbium Nobilium, una graduatoria delle meraviglie (ma anche dei baccani e dei disturbi delle città di quel tempo). In questa antica classifica della “qualità della vita”, Roma sta al primo posto. Al ventesimo c’è Burdigala (poi Bordeaux), città natale del poeta, celebrata per i suoi ottimi vini, mentre Mediolanum (Milano) è settima. Ma si cantano anche gli splendori di Alessandria d’Egitto, dove si trova tutto quello che di buono si può immaginare. Ma il primato è di Roma, con buona pace di Marziale, Giovenale, Seneca, dello storico Strabone e di tanti altri cantori inascoltati del rumore pubblico.
Ed ai giorni nostri? Le città più rumorose dei nostri tempi sono Milano, Lecce, Verona e Messina, la più civile e “silenziosa” è Torino, secondo un’indagine di Amplifon con Otohub ed Aiesec, un’associazione studentesca, che insieme hanno creato Noise Escape Challenge.
Eppure di rumore se ne parla poco. Per tre ragioni. La prima, perché la legge nazionale non indica con chiarezza decisiva la soglia di rumore oltre cui si incorre nel reato penale, imponendo numerose variabili nel mare di parole del burocratese. Comunque, in base al Dpcm attuativo del 14 novembre 1997, le sorgenti di rumore da attività produttive o commerciali nelle zone prevalentemente residenziali non possono superare i 55 Leq in dB(A) dalle 6 alle 22 e i 45 Leq in dB(A) dalle 22 alle 6 del mattino. Limiti ormai ridicoli, perché oggi puntualmente superati. La seconda, perché regna l’ignoranza dei politici che non sanno fare le leggi, ed anche la sottovalutazione da parte degli organi di polizia e della magistratura. La terza, forse la più grave, è che non ci facciamo più caso. Letteralmente circondati dai rumori, ci siamo assuefatti.
Prendiamo come esempio una città “media” Salerno. Il confronto ci viene dall’esperienza di vita vissuta in questi nostri quasi quattro ventenni. Durante i quali abbiamo visto cambiare tante cose, anche i rumori e le voci del giorno e della notte, attraverso cui è possibile misurare il progresso (o il regresso), la civiltà (o l’inciviltà), il buono stile di vita (o il malcostume) di una delle 104 città italiane cosiddette medie.
Anche Salerno ha visto assottigliarsi sempre di più quella linea di demarcazione tra il giorno e la notte, quella fase in cui di solito non si odono voci umane e rumori di motori. A mio parere quella linea si è ridotta ad una o massimo due ore. Qui lo stand-by, la pausa fino al ritorno alle attività umane parte dalle 3 antimeridiane, per tirare al massimo fino alle 4,30-5 del mattino, quando la giornata si apre con un fragore di vetro.
E’ la novità di questa giunta del sindaco Napoli e del suo assessore all’ambiente. Hanno pensato di superare le vecchie campane per il vetro, sostituendole con il lancio delle buste piene di bottiglie di bar e ristoranti. Sì, il lancio del vetro. Oggi è lo sport preferito dei “mattutini di Salerno Pulita. Niente da dire, per carità. Loro sono lavoratori ricchi di abnegazione e di spirito di servizio. Ma con un vizietto antipatico, quello del lancio delle bottiglie di vetro. Le buste non si depositano nel cassonetto del furgone. Si scagliano come fanno i lanciatori del peso o del disco o del martello. Insomma, l’assessorato all’ambiente, invece di limitarsi alla raccolta del vetro alle 14, obbligando i commercianti a conservare quello della sera fino alle 14 del giorno dopo come accade in molte città, prescrivono, ahinoi, il doppio prelievo. Quasi a dire, in questa città si deve dormire solo qualche ora e svegliarci tutti alle 4,30. Una idiozia allo stato puro.
E di lì, la fiera del frastuono e dei rumori, con i “mattutini” di Salerno Pulita, già alle 5, a divertirsi trascinando i carrelli dei rifiuti sul selciato dell’arredo urbano. E poi il vociare, soprattutto femminile, con urla, richiami e schiamazzi. Si immagini con quali effetti nel caldo soffocante di queste notti. Il tutto regolarmente contro le norme del codice penale sui rumori molesti e contro il regolamento dello stesso Comune di Salerno. Una prassi consolidata. Qui il Comune vìola clamorosamente ed impunemente svariate regole scritte nei suoi stessi Regolamenti. Ad esempio, lo abbiamo detto in altre occasioni, anche quello sulla illuminazione pubblica e sulle pubblicità luminose, su cui c’è il silenzio degli assessorati alla sicurezza, all’ambiente, al commercio, e le dormite della Polizia Municipale. Lo abbiamo denunciato più volte allo Sportello Unico Attività Produttive, al Comando della Polizia Municipale, alla Procura, indicando con precisione, ed in lingua italiana, le norme violate. Ma sempre senza risultati apprezzabili. E’ l’incuria, ma soprattutto l’impreparazione, l’ignoranza e, alla fine, l’incultura del rispetto della salute pubblica.
E le prime ore del giorno proseguono alle 6,00 con il rombo del primo bus SitaSud Salerno-Napoli via autostrada. E’ il classico frastuono della vecchia carretta a gasolio. E si è fortunati se alle 6 il conducente non fa il solito uso gratuito delle trombe. Gli autisti Sita in genere sono esperti ed attenti, ma sull’uso del segnalatore acustico parecchi di loro sono ignoranti ed arroganti. Abusano della segnalazione acustica, perché ignorano l’art. 156 del nuovo codice della strada. che recita: “Il segnale acustico deve essere usato con la massima moderazione e solamente ai fini della sicurezza stradale. La segnalazione deve avvenire in pochi secondi e non prolungati. L’uso è consentito fuori dai centri abitati ogni qualvolta le condizioni del traffico o ambientali lo richiedono, durante le manovre di sorpasso, per evitare incidenti etc. Nei centri abitati invece è vietato, salvo in casi di reale pericolo. Salutare un amico, sollecitare l’automobilista fermo al semaforo, affrettare un ciclista, sono tutte circostanze in cui non vi è rischio alla sicurezza stradale, pertanto non è richiesto l’utilizzo del clacson. Ma molti di loro lo ignorano, e l’azienda farebbe bene a richiamarli periodicamente agli aggiornamenti necessari. Saper guidare sì, ma anche nel rispetto degli altri.
E dalle 7 le danze sui rumori sono già aperte. Con le moto i cui scarichi sono stati manomessi dai centauri, cioè senza i cosiddetti DbKiller di cui sono dotati alla vendita (la Polizia Municipale di Salerno sa cosa sono? Ha gli strumenti per rilevare le violazioni?). Dal primo mattino infatti, e fino a sera tardi, alcuni dementi motorizzati si compiacciono volutamente di improvvise e violente accelerate. Ad esempio, con minicompetizioni tra un semaforo e l’altro: al corso Garibaldi, sul Lungomare Trieste, su via SS. Martiri Salernitani e via Dalmazia. Ma le forze di polizia dove sono, che fanno? Perché il Prefetto o il Questore non dispongono blocchi e controlli continui, che sarebbero utili per scoraggiare il fenomeno in una città che abbiamo più volte definita incivile ed insicura? Un rumore infernale, che una volta ci siamo trovati personalmente a registrare con il fonometro dello smartphone, rilevando che supera ampiamente i 120 decibel. Lo abbiamo segnalato al 112 ed alla Polizia Municipale. Ma inutilmente. Si dorme e si ignora. Massacrare i timpani, produrre stress, insonnia, ipertensione, interferenti endocrini sui nostri ormoni, e spaventarci, è meno grave che un’auto in doppia fila o la sosta senza il numero del distretto cittadino di residenza.
Ed aggiungiamoci i rumori da abuso di segnalazione acustica, causati indirettamente da imperizia ed ignoranza dei funzionari del Comune di Salerno nei servizi ambiente, segnaletica, sicurezza stradale o altri uffici del genere. Un esempio per tutti: il semaforo attivo con giallo rosso e verde all’incrocio tra via SS.Martiri Salernitani ed il corso V. Emanuele. Due gli evidenti errori. Il primo è il non-sincronismo tra i due semafori. Non coincidono. Il secondo, quello più grave, è proprio il giallo-rosso-verde ai Martiri. Se ci si ferma ad osservare, il meccanismo è evidente. I pedoni puntualmente non rispettano il rosso, continuando ad attraversare come e quando vogliono. Gli automobilisti, restando bloccati nonostante il verde, suonano a distesa clacson e trombe. E questo puntualmente e drammaticamente ogni tre-quattro minuti, e quindi centinaia di volte nel corso della giornata, fino alle 21, quando il semaforo torna al giallo. Sarebbe così semplice risolvere: lasciando il giallo permanente. Motivi di sicurezza? Ed allora perché sì il giallo intermittente ai due incroci tra via Adolfo Cilento ed il corso Garibaldi, ed il no tra i Martiri e l’Emanuele? Lo abbiamo segnalato. Ma a questo mondo non c’è peggior sordo (e idiota) di chi non vuol sentire (e capire). E se così è, allora si abbia il pudore di lasciare l’incarico pubblico di cui non si è degni e capaci. E si torni a casa.