Salerno e l'Epifania Civile - Le Cronache Salerno
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Salerno e l’Epifania Civile

Salerno e l’Epifania Civile

di Giovanni Terranova

Nel panorama delle festività italiane, l’Epifania occupa un posto che trascende la semplice ricorrenza religiosa. Prima di cristallizzarsi nell’immagine della “vecchina” benevola, questa figura affondava le proprie radici in arcaici riti propiziatori agricoli: nelle dodici notti successive al solstizio d’inverno, si credeva che figure femminili sorvolassero i campi per propiziare la fertilità dei raccolti. Persino il carbone rappresentava in origine il residuo vitale dei falò che bruciavano il vecchio anno per lasciare spazio al nuovo. Con l’avvento del Cristianesimo, la leggenda si fuse con il cammino dei Re Magi. Tuttavia, è nel XX secolo che questa figura ha compiuto il suo salto più significativo, diventando lo specchio di un’Italia che guardava al lavoro come a uno strumento di elevazione morale e coesione sociale. L’insegnamento di Olivetti: un’architettura di comunità Tra gli anni ’50 e i tardi anni ’70, il “Pacco della Befana” era un pilastro del welfare in aziende come Fiat, Pirelli o Alfa Romeo. Tuttavia, il modello della Olivetti si distinse per una profondità etica magistrale. Per Adriano Olivetti, la fabbrica era il centro pulsante di una “comunità” che doveva irradiare benessere e istruzione. Questo spirito si estendeva a tutto il mosaico industriale del Gruppo: dalla sede storica di Ivrea allo stabilimento di Pozzuoli, che sfidava i pregiudizi sullo sviluppo del Mezzogiorno, fino ai poli di Crema, Massa, Scarmagno e Agliè. Ovunque, la Befana aziendale non distribuiva semplici balocchi, ma strumenti di emancipazione: libri curatissimi e giochi didattici progettati per stimolare l’intelligenza dei figli dei dipendenti. L’insegnamento è attuale: l’impresa ha una responsabilità sociale che va oltre il bilancio; deve farsi carico della formazione culturale delle nuove generazioni. La festa riconosceva al lavoratore la dignità di genitore e cittadino, non solo di ingranaggio produttivo. La Befana del Vigile: il cuore di Salerno e la solidarietà Parallelamente, nelle piazze, si consumava la “Befana del Vigile Urbano”. Un esempio luminoso è quello di Salerno, dove la raccolta dei doni era una vera festa di popolo. I cittadini ricordano le pedane dei vigili sommerse da panettoni, bottiglie e pacchi regalo portati da automobilisti e commercianti. Non era un semplice omaggio all’uniforme, ma un atto di gratitudine urbana che umanizzava il rapporto tra la cittadinanza e la legge. Quei beni venivano poi redistribuiti a enti benefici e orfanotrofi. Il vigile diventava il fulcro di un sistema che trasformava la cortesia stradale in aiuto per gli ultimi. L’insegnamento è chiaro: il rispetto per le istituzioni fiorisce solo dove esiste un legame di fiducia e generosità tra chi garantisce l’ordine e la comunità. I Maestri del Lavoro: custodi di un futuro consapevole Oggi, in un’epoca di welfare digitale e algoritmi impersonali, quel senso di appartenenza sembra sbiadito. Tuttavia, l’eredità morale di quelle stagioni sopravvive nei Maestri del Lavoro. Insigniti della “Stella al Merito” dal Presidente della Repubblica per la loro perizia e condotta morale, questi veterani rappresentano la continuità di quell’etica che univa la fabbrica alla città. Il loro ruolo oggi è fondamentale: essi non distribuiscono più doni materiali, ma la conoscenza. Come mentori nelle scuole, i Maestri del Lavoro ricuciono il patto tra le generazioni, insegnando che l’eccellenza è il frutto di una passione per il “lavoro ben fatto”. Se ieri la Befana accoglieva i bambini con un regalo, oggi i Maestri offrono ai giovani la bussola dell’etica per non smarrirsi. Il lavoro è dignità, la formazione è libertà, e la solidarietà è l’unica base per costruire una nazione capace di guardare al futuro con speranza. Il passaggio del testimone: incontrare i Maestri del Lavoro La Federazione Maestri del Lavoro d’Italia è impegnata in percorsi di orientamento didattico in tutto il Paese. Scuole e università possono richiedere l’intervento dei Maestri per sessioni di mentorship, trasformando il “pacco della Befana” di un tempo in un bagaglio di valori. Per informazioni, contattare i Consolati provinciali sul territorio nazionale. Per la Provincia di Salerno inviare una email a: salerno@maestrilavoro.it