Medici e infermieri sotto pressione per il sovraffollamento dei pronto soccorso? Forse sì, ma non abbastanza — a quanto pare — da “limitarsi” esclusivamente al lavoro. Nonostante il cronico sovraccarico di attività, le carenze di personale e l’emergenza legata al picco influenzale, c’è chi riesce comunque a ritagliarsi il tempo per improvvisare un balletto, rigorosamente in orario di servizio, in divisa e all’interno di un’area ospedaliera, per poi pubblicarlo sui social network. La denuncia arriva dall’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”, che ha diffuso un video sui propri canali social puntando il dito contro quanto avvenuto all’Ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno. Un filmato che, nel giro di poche ore, ha acceso un acceso dibattito e sollevato un’ondata di polemiche. «Ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno: mentre in tutta Italia i pronto soccorso e il personale sanitario sono al collasso per il picco influenzale… nell’anticamera (sterilizzazione) della sala operatoria si balla e si pubblica su TikTok! Complimenti. Forse è il caso di trovare al più presto un direttore generale per la struttura!», scrive l’associazione in un post che accompagna le immagini. Un episodio che ha profondamente indignato molti cittadini, già esasperati da lunghe attese, carenze organizzative e da una percezione sempre più diffusa di inefficienza del sistema sanitario. In un contesto in cui pazienti e familiari vivono quotidianamente disagi, vedere personale sanitario impegnato in balletti social appare, agli occhi di molti, come una mancanza di rispetto verso chi attende cure e assistenza. Sdegno che arriva anche da parte di numerosi medici, i quali, pur difendendo la dignità della professione sanitaria, chiedono il rispetto delle regole e del decoro all’interno delle strutture ospedaliere. «Al di là di ogni considerazione — afferma un medico — io mi chiedo: è davvero necessario realizzare questo tipo di video, per di più in ambito ospedaliero? Ritengo che le direzioni generali e gli ordini professionali debbano intervenire per porre rimedio a questo scempio. Lo dico da medico e da chirurgo». Nel frattempo, il video condiviso dall’associazione sembrerebbe essere scomparso dal profilo social di una delle infermiere coinvolte, che lo aveva inizialmente pubblicato. Una rimozione che molti interpretano come conseguenza diretta dell’indignazione sollevata tra i cittadini, sempre più numerosi nel denunciare una situazione ritenuta di totale inefficienza e scarsa attenzione verso il rispetto dei ruoli e delle responsabilità all’interno dell’ospedale Ruggi d’Aragona. Un episodio che riaccende il dibattito sul corretto utilizzo dei social network in ambito sanitario e sulla necessità di riaffermare, soprattutto nei luoghi di cura, professionalità, rispetto e senso del dovere.





