È una figura che tiene insieme impegno istituzionale e radicamento nella società civile. Angelo Quaglia, presidente del Consiglio comunale di Capaccio-Paestum ed esponente di Forza Italia, porta nel dibattito politico campano l’esperienza maturata nel mondo dell’accoglienza e dell’enogastronomia, ma anche il punto di vista di chi vive quotidianamente il rapporto tra amministrazioni locali e sistema produttivo, in una fase segnata dallo stallo della Regione Campania.
Presidente Quaglia, lei ricopre un ruolo istituzionale importante a livello comunale. Come giudica il momento che sta vivendo la Campania?
«È una fase delicata. Lo stallo istituzionale a livello regionale non è una questione astratta: ha ricadute concrete sui territori, sui Comuni e sull’economia reale. Il fatto che non sia stato ancora approvato il bilancio e che si proceda con l’esercizio provvisorio crea incertezza e rallenta ogni forma di programmazione».
Dal suo osservatorio, quali sono le conseguenze più evidenti?
«Le amministrazioni locali fanno fatica a pianificare e gli imprenditori restano sospesi. Senza un bilancio regionale approvato, mancano certezze su risorse, tempi e interventi. Questo blocca investimenti e scoraggia chi vorrebbe crescere o assumere».
Il mondo produttivo campano ha lanciato un allarme chiaro.
«Un allarme più che legittimo. Gli imprenditori chiedono stabilità e regole chiare. Lo stallo e il ricorso all’esercizio provvisorio non sono neutri: significano rinvii, ritardi nei pagamenti, fondi che non partono. Per settori come accoglienza, turismo ed enogastronomia, tutto questo pesa enormemente».
Lei arriva anche da quel mondo. Che clima respira tra gli operatori economici?
«C’è preoccupazione. Questo vale in modo particolare per albergatori e stabilimenti balneari, che in Campania vivono una situazione sempre più esasperata. A Capaccio-Paestum, come in molte altre località costiere, parliamo di imprese che avrebbero bisogno di un quadro normativo chiaro e stabile per programmare investimenti, riqualificare le strutture e guardare al futuro. Il turismo balneare è una risorsa preziosa per l’economia campana e non può essere lasciato nell’incertezza».
Che ruolo può svolgere la politica in questa fase?
«Deve assumersi la responsabilità di sbloccare la situazione. Le istituzioni non possono restare ferme mentre il sistema produttivo lancia segnali di allarme. Serve chiarezza, tempi certi e una visione».
In questo quadro, che Forza Italia vuole essere in Campania?
«Una forza politica seria, che unisce competenza istituzionale e attenzione al mondo produttivo. Forza Italia ha nel suo Dna il rapporto con chi crea lavoro e sviluppo e può essere il punto di riferimento di amministratori e imprenditori».
Da presidente del Consiglio comunale, che messaggio sente di mandare?
«Che i territori non possono essere lasciati soli. Senza una Regione pienamente funzionante, a pagare il prezzo più alto sono i Comuni e le imprese. È il momento di rimettere in moto le istituzioni, nell’interesse della Campania».





