Progetto per Salerno - Le Cronache Salerno
Salerno

Progetto per Salerno

Progetto per Salerno

di Alfonso Malangone*

La volta scorsa (Cronache 28/02) è stato chiarito perché solo con un complessivo ‘Progetto per la Città’ si possono fronteggiare le criticità di un contesto ormai sfibrato, sfilacciato e contrassegnato dalle deficienze di superficiali tentativi di recupero. Di fatto, una condizione di riconosciuto degrado rende irrealistica qualsiasi ipotesi di intervento con le toppe in sostituzione di una doverosa ricucitura del tessuto. Per questo, è necessario introdurre immediatamente nuove logiche di indirizzo idonee alla creazione di ‘percorsi originali di sviluppo’ in continuità con la storia millenaria della Città, già esempio di progresso e civiltà. Una nuova vitalità deve quindi attraversare tutte le componenti attive perché sia finalmente concretizzato il ‘fondamentale diritto alla qualità della vita’ nel rispetto dei principi di libertà, di equità, di giustizia, di solidarietà e di coesione sociale. Solo trasformando in concreta visione una sinergica volontà di partecipazione, sarà possibile elaborare un unitario progetto urbanistico-economico-sociale-morale finalizzato a dare vita ad una ‘Città Nuova’, un luogo di benessere, di serenità, di gioia, nel quale ciascuno possa vivere con soddisfazione nutrendo un sentimento di profonda fierezza. Salerno non può continuare a ricoprire vergognosi posti di retrovia in qualsiasi statistica nazionale e le sue nuove generazioni non possono essere offese nella loro dignità né essere costrette a percorrere strade di dolore per tentare di costruire altrove un degno futuro. E, allora, vediamo come si può fare. Inizialmente, è doveroso prendere atto delle reali condizioni di difficoltà della Città e delle ridotte fonti finanziarie disponibili. Tutto questo, impone di utilizzare proficuamente i suoi punti di forza a costo zero e, quindi, di puntare sulle caratteristiche naturali-ambientali-territoriali, sull’arte, sulla cultura, sulla storia e sulle memorie, nonché sulle doti di fantasia, creatività e umanità della gente. Debbono essere recuperate, in particolare, le sue originarie funzioni di luogo di incontro per la scienza, per il commercio, per le produzioni del sapere e del saper fare, esaltando in chiave sinergica la centralità della peculiare posizione geografica meridionale e mediterranea. Il tutto, nell’ambito di una progettazione a misura della Città ed esclusivamente orientata a soddisfare i veri bisogni della Comunità. Anche le infrastrutture di livello superiore debbono essere pensate in relazione al loro concreto apporto alla vita quotidiana di tutti, non agli interessi particolari degli investitori, e far parte di un complessivo progetto logico/funzionale. Per favore, quelle mostruose, smodate, invasive e insostenibili, lasciamole ad altri. Nel concreto, fare un ‘Progetto per la Città’ non è operazione complessa. E’ sufficiente seguire la stessa procedura utilizzata quando, per programmare un viaggio di piacere, si decide la meta, si sceglie il mezzo, si mettono da parte i soldi, si stabiliscono la durata e cosa visitare. Ne segue che una qualsiasi proposta agli elettori deve essere elaborata in relazione a oggettivi punti di riflessione e in sintonia con i condizionamenti diversamente presenti nel territorio. I punti essenziali sono almeno i seguenti: – la finalità da perseguire; – le linee-guida da rispettare; – gli obiettivi intermedi da raggiungere; – le azioni concrete da fare. Vediamoli insieme, dopo una doverosa premessa sulla necessità di riorganizzare la macchina amministrativa, effettivo centro motore di produzione dei servizi e di ogni utilità pubblica, per renderla più moderna nella sua funzione istituzionale e più reattiva grazie a modalità gestionali tratte dalle esperienze del settore privato. Efficacia, efficienza, innovazione, digitalizzazione, decentramento, debbono essere la parole magiche dell’operatività di una nuova ‘Città Smart’, cioè semplice e intelligente, innovativa, sostenibile, equa, civile, democratica. Una particolare attenzione deve essere rivolta alla ricostituzione di un rapporto di fiducia, di rispetto e di collaborazione partecipativa tra Ente e cittadini per incidere sui comportamenti e sulle relazioni interpersonali al fine di consolidare un forte sentimento di appartenenza e di accrescere la partecipazione di tutti alla realizzazione di una vera Comunità di anime. I cittadini debbono essere anche attori, non solo spettatori.Ciò posto, iniziamo dalla ‘Finalità ultima’ da perseguire, cioè dalla individuazione della meta qualificante dell’azione Comunale. Benché sia generalmente ritenuta quella della fornitura dei servizi essenziali, essa è in realtà costituita dalla ‘diffusione del massimo benessere individuale’ tra tutti i residenti. Quindi, per ogni scelta deve essere valutata la concreta idoneità in termini di contributo offerto all’accrescimento dei livelli di soddisfazione e della qualità della vita. A seguire, ci sono le ‘Linee-guida’, cioè le regole da adottare per uniformare l’attività ad una comune identità. Nella pratica, esse sono definite ‘Missioni’ con riferimento ad almeno tre settori fondamentali: l’etico, il sociale, l’economico. Il primo, quello Etico, impone all’Ente Comunale di impegnarsi a gestire i rapporti amministrativi con trasparenza, chiarezza, lealtà, rispetto, applicando ai cittadini un limite sostenibile di imposizione ed evitando ogni ingiustificata pressione di qualsiasi natura. Il secondo, quello Sociale, lo obbliga a tutelare con equità e giustizia gli interessi generali della Comunità mirando a migliorarne le condizioni materiali, morali e anche spirituali in un contesto di solidarietà e di coesione sociale. Il terzo, quello Economico, lo induce a programmare le attività con lo scopo di agevolare lo sviluppo di ogni componente grazie a progetti rispettosi degli equilibri ambientali e della qualità e quantità delle risorse disponibili, utilizzando come componente propulsiva la natura, le ricchezze storiche, culturali e umane. Poi, ci sono gli ‘Obiettivi intermedi’, volti a definire i traguardi da raggiungere con ogni singolo progetto nell’ambito di ricercate interrelazioni con tutti gli altri, in termini di causa ed effetto, per accrescere il complessivo contributo al raggiungimento di un più elevato livello di benessere. Le ‘Scelte operative’, infine, sono gli interventi da realizzare selezionati a seguito della verifica del puntuale rispetto di tre vincoli specifici ed indefettibili: la ‘coerenza’ con l’identità e la vocazione, la ‘compatibilità’ con le risorse materiali, finanziarie e umane, la ‘sostenibilità’ con riferimento a più stringenti equilibri ambientali. A questo punto, sulla falsariga del percorso suggerito, ciascuno può consapevolmente procedere all’elaborazione di un personale Progetto elettorale. Un confronto successivo tra le differenti visioni potrà consentire auspicabilmente di procedere alla definizione di un documento costruito da tutti e per tutti. Al riguardo, chi avesse pazienza potrà leggere nel prossimo intervento le nostre proposte concrete. Questa Città ha bisogno dell’amore vero dei cittadini di cuore. *Ali per la Città