Antonio Manzo
Ci si può perdere, smarrire, nel labirinto delle sue grandezze, umane e politiche, dei suoi errori e delle sue invenzioni politiche clamorose, delle sue raffinatezze culturali, del suo linguaggio sempre apparentemente benigno e mai oltraggioso soprattutto con i suoi avversari. Paolo Cirino Pomicino non è più. È morto ieri in una clinica romana vinto dalla morte che aveva già sconfitto diverse volte. La notizia è stata confermata da Gianfranco Rotondi, amico ed ex collega di partito, che ha parlato con la moglie: “Questa volta Paolo non ce l’ha fatta” sono state le sue parole. Pomicino era, infatti, ricoverato da qualche giorno nella clinica Quisisana a Roma. Ora di lacrime ce ne saranno molte, ma anche di parole, giuste e ingiuste. Chi lo ha accusato, come uomo come politico, va lasciato nella sua bolla di invidia astiosa. Fu subito il democristiano di Tangentopoli: subì 42 processi e ne uscì con 40 assoluzioni e 2 condanne” . E’ stato l testimonial vivente della Democrazia Cristiana con la sua verve intatta e la vivida intelligenza. “La Dc ha fatto grande il Paese” amava dire nei talkshow nazionali E davvero pochi osavano contestarlo….] Ora è come se Paolo Cirino Pomicino avesse violato il silenzio elettorale del giorno prima del voto sul referendum della giustizia. Non ha potuto più, per una sorta di maleficio della storia, sbarrare il suo sì sulla scheda elettorale. Ora parla lui con il suo curriculum pubblicato sul suo sito: “Sono nato a Napoli, il 3 settembre 1939, ho ricoperto numerose cariche comunali, nazionali ed europee. Sono il quinto di sette figli uno dei quali, Bruno, scomparso improvvisamente il 17 aprile 1981. Bruno Cirino era un comunista impegnato ed entrambi siamo vissuti in una famiglia di 6 maschi che tifavano per sei squadre diverse e si identificavano in sei partiti diversi. Insomma ci siamo formati alla scuola della tolleranza senza che mai le diversità intaccassero il profondo rapporto fraterno. Mi sono laureato in medicina e chirurgia con 110/110, specializzato in malattie nervose e mentali con lode, sono stato assistente neurochirurgo prima e poi aiuto neurologo presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli. Sono stato consigliere e assessore del Comune di Napoli (1970-1979), deputato alla Camera (dal 1976 al 1994), presidente della commissione bilancio della Camera(1983-1988) ministro della Funzione Pubblica (1988-1989), ministro del Bilancio (1989-1992). Sono stato eletto europarlamentare nel 2004 Sono stato operato nel 1985 a Houston ( USA) di quadruplice bypass cardiaco, rioperato a Londra nel 1997 di duplice bypass, ho avuto il trapianto cardiaco il 9 aprile 2007 al San Matteo di Pavia, operato dal Prof. Mario Viganò”. Paolo Cirino Pomicino è stato attento osservatore della scena politica italiana che ha continuato a subire stravolgimenti, con movimenti che ha sempre criticato per vaghezza e incoerenza. O come delle “semplici convulsioni”, amava dire, prive di un vero e proprio fondamento culturale. Paolo Cirino Pomicino ha vissuto il potere democristiano con Giulio Andreotti e ha sempre detto i nomi di chi ha consegnato il paese nelle mani del capitalismo finanziario e delle grandi corporazioni internazionali, sapendo le ragioni che hanno portato al crollo della Repubblica dei partiti e alla fine del primato della politica in nome del regno della tecnica e della società di mercato. Si è opposto con ragione, dignità e passione ai predicatori che hanno diffuso la grande menzogna di una classe politica corrotta e incapace che da Tangentopoli ad oggi ha causato direttamente ed indirettamente il totale collasso, pur portando avanti la narrazione falsa di una prima Repubblica impotente e debole, mafiosa ed affarista che non c’entra nulla con quella descritta dai fatti, dai dati, democratica, sovrana, in espansione, contro quella nuova e già abortita fatta di assalti giudiziari e comunicazione trash. E che ha affidato la propria selezione politica non all’elettorato, ma alla magistratura, la propria agenda non al parlamento bensì agli indici di borsa ed ai consigli di amministrazione delle società. Non è stato affatto tenero con la Dc con la diaspora dei democristiani che hanno abiurato il loro spirito per diventare i cortigiani dei personalismi, rimanendo l’unica classe dirigente che era rimasta al paese. Perché in questi ultimi ventotto anni di seconda repubblica Paolo Cirino Pomicino ha assistito ad un profondo declino della democrazia e della politica. Perché nella Seconda Repubblica la narrazione della prima è avvenuta con ogni sorta di inganno e mistificazione. Oggi quel grande inganno ha mostrato tutta la sua fragilità ed in questi venti anni della Seconda Repubblica ha preso piede un liberismo selvaggio che ha alimentato il capitalismo finanziario e le grandi disuguaglianze. Avrebbe chiuso la campagna elettorale sul referendum della giustizia con queste parole: “Gli storici potranno divertirsi, ma intanto è un dato certo: la sinistra italiana ha sempre premiato lautamente quei magistrati che hanno arrestato o processato gli innocenti. Antonio Di Pietro, per esempio, mandò in galera molte persone poi risultate completamente estranee ai fatti. Era stato nominato ministro e poi eletto senatore in uno dei collegi più blindati, quello toscano del Mugello.”





