Aniello Salzano
Ad una settimana dai funerali del Sen Michele Pinto, cui non ho purtroppo potuto partecipare, mi piace ricordarlo e rievocare una delle figure di spicco e più rappresentative della Democrazia Cristiana e della politica nazionale. La sua scomparsa mi ha particolarmente addolorato, per l’affetto vero e la stima sincera che ho sempre nutrito per lui, essendo legato a lui da un rapporto di amicizia antico, nato negli anni in cui frequentavamo le sezioni della Democrazia Cristiana di Salerno e della provincia, dove ci si incontrava per discutere, dibattere, ragionare e confrontarsi con gli amici che avevano tanta voglia di capire le dinamiche della politica. In quelle occasioni era un vero piacere ascoltarlo: il suo eloquio forbito, l’eleganza dei modi, toni sempre pacati, a volte anche intelligentemente ironici, ma mai un’offesa e un’ingiuria all’interlocutore. Capivi che ad animarlo erano un profondo ed intenso legame alla dottrina sociale della Chiesa, una grande passione politica, una cultura giuridica che faceva di lui un avvocato di grido, e poi un forte radicamento nei principi e nei valori sturziani. Non saprei dire quante volte con il Sen. Michele Pinto mi sono accompagnato nelle campagne elettorali nei paesi del Vallo di Diano e del Cilento, dove lui era praticamente di casa e i cui amministratori facevano a gara per averlo presente nelle piazze per ascoltare dalla sua voce le ragioni perché si votasse la Democrazia Cristiana. Erano le occasioni in cui si riscontrava la sua popolarità, si notava l’affetto che le persone, anche le più umili, nutrivano per lui e il rapporto di amicizia e conoscenza che intercorreva tra loro e il proprio rappresentante al Senato della Repubblica. Resta nella mia mente una lunghissima giornata trascorsa in giro per i paesi del Cilento, conclusasi a tarda sera a Valle dell’Angelo, a casa della famiglia dei genitori dell’allora giovanissimo Tino Iannuzzi. Né posso dimenticare quanto mi è stato vicino in alcune circostanze per me alquanto difficili, così come l’onore e il piacere di averlo avuto tra i miei sponsor nelle diverse campagne elettorali. E poi ricordo sempre con piacere i simpatici aneddoti della sua vita politica che amava raccontarmi con dovizia di particolari, così come i rapporti della sua lunga e sincera amicizia con il Sen. Alfonso Tesauro, nel cui studio aveva mosso i primi passi. Con la scomparsa di Michele Pinto viene a mancarci un altro punto di riferimento politico, un uomo delle Istituzioni che lui ha servito con onore e devozione, un altro esponente di quella Democrazia Cristiana di cui è stato uno dei maggiori interpreti ad ogni livello, provinciale, regionale e nazionale. Insieme con Scarlato, De Mita, Gargani, Lettieri, Valiante e tanti altri amici, che purtroppo negli ultimi anni hanno lasciato in noi un vuoto incolmabile, ha nobilitato il Parlamento e la politica, rappresentando con amore i nostri territori, di cui si è preso cura dedicando ad essi le proprie energie e un impegno costante. Mi piace concludere con le parole di Guglielmo Scarlato: “il Sen. Michele Pinto resta nelle leggi che ha contribuito a scrivere, negli incarichi che ha ricoperto con sobrietà, ma soprattutto nel modo in cui ha abitato la politica: con responsabilità, discrezione, radicamento”.







