«Quello che emerge dall’inchiesta della Procura di Napoli sui cantieri dell’Alta velocità Napoli-Bari è molto grave». Lo affermano i deputati del Partito democratico Claudio Stefanazzi, Piero De Luca e Marco Lacarra, intervenendo sull’indagine che riguarda, tra l’altro, ipotesi di corruzione e sfruttamento dei lavoratori.
Secondo i parlamentari dem, dagli atti dell’inchiesta emergerebbero anche elementi che «fanno pensare che sia a rischio la sicurezza di un’opera su cui viaggeranno milioni di persone». Nell’ordinanza, sottolineano, il giudice fa riferimento a «calcestruzzo non conforme alle prescrizioni di progetto». Inoltre, «secondo le prove di carotaggio, le resistenze erano inferiori a quelle previste», mentre le opere, sempre secondo quanto riportato nell’ordinanza e richiamato dai deputati, non sarebbero state demolite né rifatte.
Il giudice avrebbe definito la circostanza di «straordinaria gravità, anche in termini di sicurezza dell’opera». Una parte dei lavori interessata dalle contestazioni, aggiungono Stefanazzi, De Luca e Lacarra, riguarderebbe inoltre un lotto già aperto al pubblico, la tratta Napoli-Cancello.
«Non possiamo accettare che restino dubbi sulla tenuta di ponti, solai e strutture di una linea ferroviaria», affermano i tre deputati, annunciando di aver presentato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
La richiesta è di disporre «verifiche straordinarie e indipendenti su tutte le opere coinvolte, a partire da quelle già in esercizio», rendendo pubblici gli esiti degli accertamenti e facendo «piena chiarezza sui controlli che non hanno funzionato».
«La Napoli-Bari è un’infrastruttura decisiva per il Mezzogiorno, attesa da decenni. A maggior ragione – concludono i deputati dem – non possiamo tollerare che ci sia il minimo dubbio sulla sua qualità o, ancor peggio, sulla sicurezza».










