Parco del Cilento, Romano Gregorio confermato direttore - Le Cronache Attualità
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Parco del Cilento, Romano Gregorio confermato direttore

Parco del Cilento, Romano Gregorio confermato direttore

di Arturo Calabrese

 

 

Per l’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni arriva la conferma alla Direzione dell’Ente e delle Aree Marine Protette annesse per Romano Gregorio. La nomina è stata ufficializzata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica al termine dell’iter di selezione e della trasmissione della terna dei candidati, secondo quanto previsto dalle procedure istituzionali. Con questo provvedimento viene quindi confermata la guida dell’Ente, con la prosecuzione dell’incarico già ricoperto, a seguito delle valutazioni e degli adempimenti amministrativi conclusi nelle sedi competenti.

Direttore, un primo pensiero dopo la conferma…

“L’emozione è sempre forte perché ricoprire questo ruolo dà molto molto orgoglio ma dà anche tante responsabilità. Il Parco ha un territorio vasto, eterogeno e complesso per cui davvero bisogna continuare nel solco che abbiamo tracciato per cercare di fare delle cose positive. Da amministrare ci sono 181mila ettari più due Aree Marine Protette, circa 10 mila ettari a mare e 80 comuni. Continuerò ad esercitare il mio ruolo guardando a quanto fatto e lanciando lo sguardo verso il domani. Le criticità affrontate sono state tante: alcune risolte, altre in fase di risoluzione e saranno i prossimi obiettivi”.

Un bilancio?

“Le cose che sono state fatte sono tante. Il percorso del Piano del Parco è quasi alla conclusione e in questi giorni è stata consegnata anche la valutazione ambientale strategica. Dovremo adesso avviare a il percorso per le fasi previste per l’approvazione della Valutazione Ambientale Strategica e successivamente l’iter dell’approvazione del piano stesso. È stato approvato il regolamento del Parco, abbiamo rielaborato il paino pluriennale e sociale, sono in corso contatti con l’Università di Salerno per creare strumenti di programmazione. Dal 2019 è stato avviato il discorso dei Parchi per il Clima con l’efficientamento energetico degli edifici di proprietà dell’ente. Sono state create le tre ciclovie, Tanagro, Ascea e Capaccio Paestum, è stato avviato il progetto per l’installazione di pannelli fotovoltaici sulle strutture dell’Ente. Altro importante traguardo è stato il lancio del marchio del Parco, un sistema di tutela e valorizzazione dei prodotti di eccellenza delle nostre zone”.

Il Parco è stato spesso in vetrina grazie alla partecipazione a numerose fiere nazionali ed internazionali…

“Fondamentale. I territori devono essere conosciuti e il nostro territorio deve essere pubblicizzato al meglio. Il modo migliore per parlare del Cilento, del Vallo di Diano e degli Alburni è quello di farlo conoscere attraverso le peculiarità Penso, ad esempio, all’olio e al vino: a Verona e a Rocca Cilento, palcoscenici internazionali, siamo stati protagonisti e i nostri prodotti sono stati apprezzati da esperti italiani, europei e provenienti da ogni parte del mondo. Anche questo vuol dire fare turismo, investire su un volano di estrema importanza. Un territorio può essere famoso anche per qualità di un prodotto enogastronomico e dato che le nostre aree annoverano una lunga serie di prodotti di eccellenza è doveroso puntare su di esse”.

Parlando di turismo?

“Il Parco è eterogeneo: c’è la montagna e c’è il mare, ci sono i campi coltivati, i boschi, le foreste, ci sono le strutture religiose e quelle militari come i castelli, c’è la collina e c’è la costa. Questo vuol dire avere un turismo variegato. Sta a noi continuare a creare ponti tra le varie aree e quindi fornire al turista una scelta ampia che va dal mare all’interno, passando per un piccolo borgo o per un paese affacciato sul golfo cilentano. È stato e sarà importante destagionalizzare il turismo con precise misure. La sfida è proprio questa: integrare le zone eterogene del parco proprio per completare l’offerta turistica, nell’ottica di integrare l’offerta balneare con tutti gli altri tipi di turismo che si possono fare nelle aree interne, altrettanto suggestive. Così facendo si può completare un’offerta turistica integrata e quindi attrarre sempre più turisti e sempre più persone che vogliono godere del nostro magnifico territorio”.