di Arturo Calabrese
Settembre è tempo di bilanci per il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e, al termine della stagione estiva, il presidente Giuseppe Coccorullo traccia un bilancio positivo, senza però nascondere le criticità emerse nei mesi di maggiore affluenza. Per il presidente dell’area protetta, l’estate appena conclusa rappresenta infatti l’occasione per riflettere sull’andamento del turismo, sui problemi ancora da affrontare e sulle strategie necessarie a migliorare al tempo stesso l’accoglienza e la tutela del territorio. Il Cilento, sottolinea Coccorullo, è un territorio protetto ma fortemente antropizzato, dove la qualità della convivenza e la salvaguardia dell’ambiente dipendono dal senso civico di residenti e visitatori. Da qui la necessità di condannare gli episodi di inciviltà, senza però attribuire automaticamente ai turisti la responsabilità di ogni disservizio o fenomeno di degrado. L’abbandono dei rifiuti e le intemperanze, osserva il presidente del Parco, sono problematiche che si verificano durante tutto l’anno e non possono essere ricondotte esclusivamente alla presenza dei vacanzieri. Al contrario, chi sceglie il Cilento contribuisce in maniera significativa all’economia locale, alimentando l’indotto e sostenendo soprattutto le numerose imprese familiari che garantiscono occupazione sul territorio. Riconoscere il valore del turismo, però, non significa ignorarne le criticità. Per elevare lo standard dell’accoglienza, secondo Coccorullo, è necessario intervenire con maggiore decisione contro l’inciviltà e gli abusivismi, compreso il fenomeno del subaffitto irregolare. Centrale diventa quindi il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni e forze dell’ordine, con un’attività di controllo coordinata lungo l’intero territorio, dalla costa di Capaccio Paestum fino a Sapri, ma anche nelle aree interne. Una maggiore presenza e un controllo più efficace, evidenzia il presidente, non rappresentano un limite allo sviluppo turistico, bensì una condizione necessaria per garantire sicurezza, decoro e trasparenza. L’estate 2026, secondo il bilancio tracciato dal Parco, ha dimostrato inoltre che grandi flussi turistici e tutela ambientale possono convivere. I comuni che hanno registrato presenze da record senza ripercussioni negative sul piano ambientale o sull’immagine del territorio rappresentano, in questa prospettiva, esempi di come una programmazione attenta e la collaborazione tra amministrazioni, commercianti e operatori turistici possano fare la differenza. “Il successo di una stagione si misura sulla capacità di gestire i flussi offrendo servizi efficienti”, è il concetto ribadito da Coccorullo, che guarda dunque alla qualità dell’accoglienza come elemento decisivo per il futuro del territorio. Nel bilancio di fine estate trova spazio anche un ringraziamento a quanti hanno garantito la presenza e la sicurezza sul territorio nei mesi di maggiore affluenza: amministrazioni locali, forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, personale forestale e volontari. Un riconoscimento particolare viene rivolto inoltre a medici, infermieri e operatori sanitari dei Pronto Soccorso e delle Guardie Mediche, chiamati a fronteggiare carichi di lavoro particolarmente complessi durante il periodo estivo. Il bilancio dell’estate 2026 si chiude dunque positivamente, ma con la consapevolezza che le criticità non possono essere affrontate da un solo soggetto. Per Coccorullo, il futuro del Cilento passa dalla capacità delle istituzioni di programmare e vigilare, dalle imprese chiamate a puntare sulla qualità e dalla responsabilità di cittadini e visitatori, chiamati a riconoscere e rispettare il valore di un patrimonio ambientale e culturale che appartiene all’intera comunità di questo territorio unico e inestimabile.










