Di Antonio Manzo
Da oggi, piazza del Plebiscito a Napoli sarà anche la Piazza dei Papi dopo che ieri papa Lone nella sua prima visita a una città italiana ha voluto benedire la città “capitale di umanità e speranza”. Dopo la supplica al Santuario della Madonna di Pompei poi ieri pomeriggio l’abbraccio di Napoli è stato visibile, emozionante. Sia a Napoli che Pompei è risuonato l’appello del Papa: “Basta guerre”. E proprio a questa circostanza storica del mondo in fiamme papa Leone ha voluto inserire un messaggio per Napoli ma che vale per tutto il mondo: Nessuna pace senza giustizia e cultura è alternativa alla violenza” A piazza Plebiscito a Napoli il primo lungo applauso. Papa Leone ha detto come siano «tanti i napoletani che coltivano il desiderio di una città riscattata dal male e guarita dalle sue ferite. Spesso si tratta di veri e proprio eroi del sociale, donne e uomini che si prodigano ogni giorno con dedizione, talvolta anche solo col portare avanti fedelmente il proprio dovere, senza apparire, perché la giustizia, la verità, la bellezza si facciano largo tra le strade, nelle istituzioni, nelle relazioni. Queste persone non devono restare isolate, e perché il loro impegno pervada il tessuto profondo della città, c’è bisogno di creare una connessione, di lavorare in rete, di fare comunità».
L’appello contro la criminalità
«Napoli vive oggi un drammatico paradosso: alla notevole crescita di turisti fatica a corrispondere un dinamismo economico capace di coinvolgere davvero l’intera comunità sociale – dice il Papa – la città rimane ancora segnata da un divario sociale che non separa più il centro dalle periferie, ma è addirittura marcato all’interno di ogni area, con periferie esistenziali annidate anche nel cuore del centro storico. In molte zone si scorge una vera e propria geografia della disuguaglianza e della povertà. Dinanzi a queste realtà, che talvolta assumono dimensioni
preoccupanti, la presenza e l’azione dello Stato è più che mai necessaria per dare sicurezza e fiducia ai cittadini e togliere spazio alla malavita organizzata».
La musica per il Papa
Papa Leone ha ascoltato l’orchestra di fiati dei giovani che hanno intona “Torna a Surriento”, poi è toccato a Rebecca, una ragazza della cooperativa “La Paranza” fondatrice della coop “La Sorte”. Dopo, il commovente racconto di una vittima innocente della criminalità: «Mi chiamo Fabio Varrella – ha detto rivolgendosi al Papa – sono un ingegnere e vengo da Napoli. Il 29 marzo 2023 mi trovavo in un distributore di benzina. Ero immerso nei miei pensieri: avevo perso mio padre da pochi giorni. In quel momento di fragilità, due ragazzi mi si avvicinarono. Puntarono una pistola contro di me e mi ordinarono di scendere dal motorino. Io cercai di restare calmo, di non reagire. Ma quella mano premette il grilletto. Due volte. In quel momento ho sentito il silenzio. Un silenzio irreale, come se tutto intorno si fosse fermato. Santità, in quell’istante la mia vita si è fermata. E oggi, guardandomi indietro, sento che non si è fermata per caso». Poi continua: «Sono qui, vivo, grazie a chi mi ha soccorso, ai medici, ma anche, ne sono profondamente convinto, grazie a qualcosa di più grande: una mano mi ha sostenuto quando stavo per cadere».
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«Pace e giustizia contro la camorra»
Il saluto dell’arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia è stato un atto d’accusa alla camorra e un grido d’amore per Napoli. « Qui non parla solo la chiesa, ma la città che non lo fa mai con una voce sola, parla con il mare che insegna l’apertura, con i vicoli che custodiscono storie e legami. Napoli oggi non le consegna una cartolina, ma un volto antico e giovane insieme, un volto segnato ma che conosce la gioia e il dolore, ma che ha un’anima grande fatta di accoglienza. Una città che sa trasformare il poco in molto e sa condividere il pane anche se non abbonda. Noi oggi le chiediamo ad aiutarci ad avere pace e giustizia per tutti, giovani, bambini, famiglie. Pace e giustizia contro la camorra, che non è solo criminalità ma menzogna evocativa. Falsa promessa di facile denaro e furto di futuro. La camorra non uccide solo quando spara ma quando fa credere che il rispetto si compra con la paura».
Papa Leone XIV ha incontrato la mamma di Domenico
Patrizia Mercolino: la mamma di Domenico Caliendo, il bambino morto a febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito. Ha incontrato papa Leone. Patrizia ha dato al Papa la foto del piccolo Domenico, mentre lei gli ha regalato il libro che ha scritto sulla vicenda del bambino morto.
Poi a tardo pomeriggio il saluto alla città e un non formale “Grazie Napoli”





