Pagani. Mercato ortofrutticolo, appalti e silenzi - Le Cronache Provincia
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Pagani. Mercato ortofrutticolo, appalti e silenzi

Pagani. Mercato ortofrutticolo, appalti e silenzi

Il recente sequestro di quattro aziende operanti anche nel settore dello smaltimento dei rifiuti riporta al centro dell’attenzione pubblica una questione che riguarda direttamente il Mercato Ortofrutticolo e la gestione degli appalti collegati ai servizi ambientali. Secondo quanto riportato dalla stampa, l’inchiesta riguarderebbe ipotesi gravi, tra debiti fiscali, bancarotta e rapporti societari da chiarire. Sarà la magistratura ad accertare fatti e responsabilità. Ma sul piano politico e amministrativo alcune domande non possono più essere rinviate. Il Mercato Ortofrutticolo non è una realtà privata qualsiasi. È una struttura che coinvolge interessi pubblici, lavoratori, operatori economici e due soci istituzionali: il Comune di Nocera Inferiore e il Comune di Pagani. Proprio per questo, quando emergono criticità su appalti, mezzi, sicurezza e qualità del servizio, il controllo pubblico dovrebbe essere immediato, trasparente e documentato. Già nei mesi scorsi, le organizzazioni sindacali avevano denunciato una situazione preoccupante. Secondo quanto riportato, la società affidataria avrebbe messo a disposizione solo tre mezzi rispetto a quelli previsti dal capitolato, con conseguenze dirette sull’organizzazione del lavoro, sulla sicurezza degli operatori e sull’efficienza del servizio. La Fisascat Cisl aveva proclamato lo stato di agitazione, segnalando carenze operative e condizioni di lavoro non adeguate. A fronte di queste denunce, la domanda resta una: chi doveva intervenire? Il tema non riguarda soltanto l’impresa affidataria. Riguarda chi ha affidato, chi ha controllato, chi ha taciuto e chi ha consentito che le segnalazioni dei lavoratori restassero senza risposte efficaci. In questo quadro, va approfondito anche quanto abbiano inciso le scelte dell’amministrazione De Prisco, successivamente sciolta, nella gestione del mercato, degli affidamenti e degli equilibri amministrativi che ancora oggi sembrano pesare sul funzionamento della struttura. Se vi sono stati annullamenti di gara, nuovi affidamenti, proroghe o percorsi amministrativi che hanno favorito aziende collegate o riconducibili a medesimi ambienti imprenditoriali, occorre fare piena luce. Non bastano atti formalmente corretti. In materia di appalti pubblici serve legalità sostanziale: concorrenza reale, rispetto del capitolato, tutela dei lavoratori e controllo effettivo da parte degli enti pubblici. La normativa richiamabile, rispetto ai sequestri, è l’art. 321 del codice di procedura penale sul sequestro preventivo. Ove ne ricorrano i presupposti, può assumere rilievo anche il D.Lgs. 159/2011, Codice Antimafia, in materia di amministrazione giudiziaria e continuità aziendale. Sul versante degli appalti e della sicurezza restano centrali il D.Lgs. 36/2023, il D.Lgs. 81/2008 e il D.Lgs. 152/2006. Ma oltre alle norme c’è una responsabilità politica e gestionale. Particolare attenzione merita il ruolo dei vertici del Mercato e del liquidatore, presente da anni in una posizione strategica. Una permanenza così lunga impone una domanda pubblica: quale interesse viene realmente garantito? Quello della società, dei Comuni soci, dei lavoratori e degli operatori, oppure quello di equilibri consolidati che sembrano resistere a ogni denuncia? Anche il ruolo della direzione, compreso quello del direttore Scoletti, va valutato alla luce dei nuovi affidamenti e delle criticità più volte segnalate. Se i lavoratori denunciano carenze, se i sindacati proclamano lo stato di agitazione, se gli appalti vengono contestati o annullati, nessun vertice può limitarsi a gestire l’ordinario come se nulla fosse. Il Mercato Ortofrutticolo ha bisogno di trasparenza, non di silenzi. I Comuni soci devono chiarire quali controlli siano stati svolti, quali contestazioni siano state mosse, quali penali siano state applicate e quali verifiche siano state effettuate sui mezzi, sul personale e sull’effettivo rispetto del capitolato. La vicenda giudiziaria seguirà il proprio corso. Ma la responsabilità pubblica deve muoversi subito. Perché il punto non è soltanto sapere se alcune aziende abbiano commesso reati. Il punto è capire se il sistema di controllo pubblico abbia funzionato o se, al contrario, abbia lasciato soli i lavoratori, gli operatori e i cittadini. Oggi la domanda finale è inevitabile: il Mercato Ortofrutticolo viene gestito nell’interesse dei Comuni soci e della collettività, oppure continua a essere prigioniero di logiche, silenzi e coperture che nulla hanno a che fare con il bene pubblico? in foto il direttore Martino Scoletti detto Pino