La maggioranza prova a rilanciare la riapertura dei termini del condono edilizio del 2003, con tre emendamenti in fotocopia al decreto milleproroghe, uno a firma di Fratelli d’Italia, uno di Forza Italia e uno della Lega. Le opposizioni respingono l’ipotesi e parlano in alcuni casi di proposta “criminogena”, vista anche la concomitante emergenza maltempo che ha colpito il Sud Italia. Mentre Legambiente valuta l’iniziativa come un “tragico errore”. Gia’ nel corso dell’iter dell’ultima legge di bilancio in Parlamento la maggioranza aveva presentato diverse proposte per la riapertura del condono edilizio e la sanatoria di alcune tipologie di abusi edilizi. Dopo un mese di dibattito, con le opposizioni nettamente contrarie, anche per il possibile peso elettorale della misura sul voto per le regionali in Campania, gli emendamenti alla manovra sono stati accantonati in Commissione e trasformati in un semplice ordine del giorno. Nel 2003, infatti, il condono venne effettuato su tutto il territorio nazionale ad eccezione della Campania, dove la giunta regionale dell’epoca si oppose – decisione poi sconfessata dalla Corte costituzionale – ma nel frattempo i tempi per aderire alla misura stavano scadendo e buona parte delle domande campane rimasero inevase. Questa volta i testi proposti dispongono la sanatoria di immobili nell’ambito dell’intero territorio nazionale, purche’ non rientrino nei casi d’insuscettibilita’ assoluta. E prevedono che le regioni adottino una legge di attuazione della misura con la quale vengano determinate le possibilita’, le condizioni e le modalita’ per l’ammissibilita’ a sanatoria degli abusi edilizi.





