Mamma li turchi De Luca - Le Cronache
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Attualità Cava dè Tirreni

Mamma li turchi De Luca

Mamma li turchi De Luca

 

di Adriano Rescigno

CAVA DE’ TIRRENI – «Un gioiellino da proteggere. Una magnifica realtà produttiva che ora intende conquistare anche la Turchia». Queste le parole del governatore Vincenzo De Luca al termine della visita di ieri pomeriggio alla manifattura tabacchi di via Atenolfi per festeggiare i duecento anni del sigaro Toscano. Un cicerone d’eccezione, Aurelio Regina presidente delle manifatture sigaro Toscano, ha condotto la visita all’impianto di produzione metelliano alla quale hanno partecipato oltre al governatore della Campania il primo cittadino Vincenzo Servalli, la presidente del consiglio comunale Lorena Iuliano ed il capogruppo consiliare del Partito democratico Giuliano Galdo accompagnati dai vertici del comando di polizia locale oltre al comandate della tenenza dei carabinieri il maresciallo maggiore Antonio Palumbo nonchè il figlio del governatore Piero De Luca. Tutti entusiasti di scoprire una magnifica realtà produttiva che fornisce reddito per centodieci impiegati cavesi e che contribuisce alla produzione di cento milioni di sigari. Una centrale produttiva incastonata al centro della città e che punta ad espandersi anche se i problemi come sottolineato anche dal governatore sono tanti a causa della collocazione tra il centro abitato, l’autostrada e la ferrovia, un impianto coperto da pannelli fotovoltaici e che non inquina l’aria cittadina grazie a filtri silos da duecentocinquantamila euro che trattengono le sostanze inquinanti e gli odori della produzione. Affascinato dai processi produttivi il governatore immediatamente ha dichiarato al gotha delle manifatture sigari Toscano presenti di poter contare sul contributo della regione, definita dall’ex sindaco di Salerno come l’unica in Italia ad essere terreno fertile per gli imprenditori, per gli incentivi sull’acquisto di nuovi macchinari e per le nuove assunzioni. Nuove assunzioni che non sono un vezzo da dichiarare alla stampa ma una realtà in divenire visto che la cultura del sigaro Toscano, pietra miliare del made in Italy, sembra aver conquistato anche la Turchia, zona geografica dalla quale sono stati richiesti centinaia di migliaia di articoli di produzione, oltre che al- l’Europa e l’America. Diradati gli aromi e ricevuto la cravatta commemorativa, tutto è bene quel che finisce bene, nonostante una protesta in versione mini da parte di sei ragazzi che chiedevano chiarezza sulle sorti dell’ospedale cittadino dinanzi all’ingresso della manifattura, in un classico pomeriggio di novembre alla scoperta delle realtà territoriali che senza fare rumore contribuiscono in maniera sostanziale al prodotto interno lordo della nazione.