Nel lungo elenco di candidati per le amministrative 2026 c’è un nutrito gruppo di giovani che vuole raccogliere l’eredità del presente al fine di poter investire con consapevolezza sul proprio futuro. Tra essi spicca Fedele Giuseppe Lerro, che milita nella lista “Crescere Insieme” di Luigi Guerra a Lustra. Innesto per la compagine guidata dal sindaco uscente, alla sua seconda campagna elettorale da candidato a primo cittadino, il giovane classe 2006, alla sua prima esperienza in campo politico, ha all’attivo un’esperienza non indifferente in quello sociale, grazie a numerose attività svolte al liceo “Parmenide” di Vallo della Lucania nel progetto di alternanza scuola-lavoro. In quegli anni è stato anche rappresentante d’istituto, mostrando tenacia e competenze.
Chi è Fedele Lerro?
“Sono un giovane cittadino di Lustra che vuole impegnarsi nella cosa pubblica, in un periodo in cui essere giovani non è assolutamente facile. Non lo è per una serie di motivi a causa dei quali si fa fatica a trovare i giusti spazi. Ed è da questa difficoltà che ho deciso di impegnarmi affinché, cominciando da un primo passo, si possa raggiungere un risultato importante. Mi sono candidato per dimostrare che qui a Lustra si può sognare in grande anche se si è piccoli e soprattutto per far sì che qui i sogni possano realizzarsi. Mi candido per dimostrare che avere 19 anni non significa essere “acerbi”, ma avere il coraggio di guardare al futuro con occhi puliti e mani pronte al lavoro”.
Il Suo è un curriculum di tutto rispetto…
“Il foglio è da riempire, ma posso dire con soddisfazione che, nonostante i miei 19 anni, ho toccato con mano tante storie. Ho frequentato e mi sono diplomato con 100 e lode al liceo Parmenide di Vallo della Lucania. Qui, grazie all’alternanza scuola-lavoro, ho avuto l’opportunità di confrontarmi con realtà delicate, dalle scuole elementari ai centri di istruzione per adulti, fino al contatto diretto con la sofferenza nei centri per la salute mentale e le tossicodipendenze. Non dimenticherò mai i pomeriggi passati all’ospedale di Vallo, tra i reparti di psichiatria e ostetricia: vedere la vita nei suoi momenti più fragili e in quelli più gioiosi mi ha insegnato il valore dell’empatia. Ho potuto vedere pianti e sorrisi, disperazione e fragilità. Aspetti della vita che si devono conoscere per poterla capire e quindi affrontare al meglio. Allo stesso tempo, ho sempre cercato di essere concreto e di “sporcarmi le mani”. Fin da piccolo ho cercato la mia indipendenza: ho aiutato altri ragazzi nello studio, ho fatto il dog sitter e ho alternato i libri al lavoro vero, quello fatto di orari e fatica, tra i tavolini di un bar e un salone di parrucchiere. Credo che questa gavetta sia la mia scuola migliore, perché mi ha insegnato il valore del lavoro e del sacrificio. Ho anche partecipato a un documentario dal titolo “Assavulà”, che possiamo tradurre come “lasciar andare”. Quattro storie, quattro ragazzi che guardano al futuro. Non è solo un racconto, è lo specchio di una generazione che cresce con coraggio, alimentando il legame con le proprie radici e guardando con fiducia al mondo. È stata una delle attività che il liceo ha messo in campo e sono orgoglioso di aver dato il mio umile contributo a questo progetto, condiviso con altri studenti”.
Un impegno che però non finisce…
“Oggi studio Lettere all’Università degli Studi di Salerno, a Fisciano, perché nutro un profondo interesse per il mondo dell’informazione; un domani mi piacerebbe fare proprio il giornalista!”.
Fedele Lerro domani: dove si vede?
“La mia speranza è di vedermi felice, realizzato, sereno. Spero di poter dare il mio apporto alla società, cominciando a muovere i primi passi negli ambienti amministrativi. Spero di poter dimostrare il mio valore ed essere un esempio per tutti, in particolare per i “piccoli” che “sognano in grande”. So che non sarà facile, ma la volontà è tanta.”






