Legge elettorale: la maggioranza punta sul ballottaggio - Le Cronache Ultimora
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Legge elettorale: la maggioranza punta sul ballottaggio

Legge elettorale: la maggioranza punta sul ballottaggio

La Legge elettorale e’ la protagonista assoluta della ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva. Gia’ approvato alla Camera, il testo e’ atteso il prossimo 9 settembre nell’Aula del Senato e oggi, alle 12, scadeva il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno nella commissione Affari costituzionali di palazzo Madama. L’intesa unitaria nella maggioranza non c’e’, ma il ballottaggio, scartato come ipotesi alla Camera viene riproposto al Senato. Un primo emendamento e’ a firma Fratelli d’Italia (Marcello Pera) e prevede il secondo turno nel caso in cui nessuna delle coalizioni superi il 48 per cento, ma se almeno due raggiungano il 38 per cento, senza la possibilita’ di apparentamenti diversi dal primo turno. Per Forza Italia, invece, il ballottaggio dovrebbe scattare nel caso in cui due coalizioni raggiungano entrambe almeno il 40 per cento dei voti. L’esito della sfida a due stabilirebbe a chi va il premio di maggioranza. Si tratta di circa 70 deputati e 35 senatori, un bottino che verrebbe assegnato subito nel caso in cui solo una coalizione superasse il 40 per cento. Se pero’ tutte le coalizioni restassero sotto quella soglia, i seggi verrebbero ripartiti in modo proporzionale. Sondaggi sul partito di Roberto Vannacci alla mano, la soluzione del doppio turno sembra tornare ad essere auspicabile nella maggioranza: infatti, il ballottaggio darebbe una seconda chance di vittoria al centrodestra, anche nel caso in cui decida di correre senza Futuro nazionale. Appare invece confermato l’emendamento sulle preferenze con i capilista bloccati, bocciato da Montecitorio quando, con il voto segreto, e’ stato bersagliato dai franchi tiratori. Quanto alla tutela della rappresentanza femminile, l’obbligo dell’alternanza di genere al momento non varrebbe per i capilista. Hanno prevalso poi i dubbi di incostituzionalita’ sulla cosiddetta “norma anti-cespugli”, che prevedeva di non conteggiare i voti dei partiti sotto il 3 per cento. La misura e’ stata cancellata. Contro il testo tuonano le opposizioni, che in una conferenza stampa unitaria a palazzo Madama hanno rimarcato che “la Legge elettorale per la destra cambia ogni volta che cambiano i sondaggi” (Pd), che “in queste ore stanno litigando su tutto. Il loro unico collante e’ quello di rimanere imbullonati alla poltrona e riportare in Parlamento i loro uomini di fiducia utili a pigiare il bottone al momento giusto” (M5s), mentre “c’e’ un centrosinistra unito” la cui “sintesi unitaria e’ gia’ un accordo” (Iv). Dunque, per Avs “le opposizioni si presentano con una proposta comune” pronte a dare “battaglia in Parlamento affinche’ Legge venga bocciata”