Landi: Il Fucito al collasso - Le Cronache Provincia
Provincia Mercato San Severino

Landi: Il Fucito al collasso

Landi: Il Fucito al collasso

di Mario Rinaldi

L’emergenza sanitaria non risparmia nemmeno il pronto soccorso dell’ospedale “Fucito” di Mercato San Severino, al collasso come tanti altri pronto soccorso della provincia di Salerno. Una delle cause principali riguarda sicuramente la problematica dell’influenza stagionale, che in questi giorni sembra aver raggiunto il picco massimo, con accessi continui che stanno mettendo in ginocchio l’intero sistema della sanità pubblico, di per se già precario. Scene già viste di recente, con pazienti, soprattutto anziani, che stazionano per giorni nelle sale del pronto soccorso in attesa che si liberino dei posti letto nei reparti e personale medico ridotto all’osso. E’ di pochi giorni fa l’allarme scattato proprio al “Fucito”, dove un operatore aveva evidenziato le difficoltà di gestione delle emergenze, con soli quattro medici che a turno devono assistere un numero di pazienti in continuo aumento giornaliero. Una emergenza che ha fatto intervenire e scendere in campo gli operatori del settore nel tentativo di cercare possibili soluzioni da adottare nell’immediatezza. Tra questi il cardiologo sanseverinese, Carmine Landi, che oltre ad illustrare l’attuale quadro della sanità pubblica in provincia di Salerno, espone anche delle proposte per far fronte a tali emergenze. “I Pronto Soccorso Provinciali – spiega Landi – sono tutti al collasso: una crisi prevedibile che impone scelte organizzative immediate. La situazione di grave criticità che coinvolge i P.S. dell’intera provincia non può essere descritta come un’emergenza improvvisa”. Per Landi si tratta di una crisi ampiamente prevedibile, frutto di carenze strutturali, di una progressiva riduzione delle risorse e di un modello organizzativo che oggi mostra tutti i suoi limiti. “Il sovraffollamento cronico, le difficoltà nella gestione dei flussi e la crescente pressione sugli operatori sanitari – aggiunge Landi – sta mettendo a rischio non solo le qualità dell’assistenza, ma anche la salute stessa dei pazienti che si dirigono verso le strutture sanitarie pubbliche locali”. “In vista del nuovo Atto aziendale – conclude Landi – è necessario mettere da parte la demagogia ed affrontare il problema con realismo e responsabilità. Occorrono nuove strategie organizzative capaci di superare la visione frammentata dell’emergenza urgenza. Ritengo non più rinviabile una riorganizzazione dei P.S. su base di macroaree con una chiara definizione dei livelli di complessità assistenziale, una dustribuzione più razionale delle risorse umane e tecnologiche. Il nuovo Atto Aziendale rappresenta un passaggio decisivo. Rinviare ancora scelte strutturali significherebbe accettare il collasso totale dei P.S. con conseguenze che non possono più essere ignorate”. Sulle attuali criticità sanitarie è intervenuto anche il segretario generale della Funzione Pubblica CGIL Salerno, Antonio Capezzuto, il quale ha suggerito che “sarebbe necessario attivare una lungodegenza per i pazienti anziani e cronici oggi in stazionamento sulle barelle, definire quotidianamente un numero certo di posti letto medici e chirurgici riservati al Pronto Soccorso e programmare dimissioni coerenti con il reale fabbisogno giornaliero. Occorre inoltre istituire percorsi strutturati di continuità assistenziale, con aree dedicate all’attesa di ricovero e alla dimissione protetta, e procedure efficaci di back transfer verso i presidi spoke. Il Pronto Soccorso non può essere lasciato solo: deve essere inserito in una logica organizzativa complessiva che coinvolga tutti i reparti, con una regia chiara e strumenti di governo dei ricoveri adeguati”. Altro aspetto che preoccupa molto i pazienti che si recano al Pronto Soccorso di Mercato San Severino sono i lunghi tempi di attesa per l’accesso, considerati inefficienti e non adeguatamente monitorati in rapporto alle esigenze dei singoli casi.