La famiglia Pansa porta la Costiera da Papa Leone XIV - Le Cronache Ultimora
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La famiglia Pansa porta la Costiera da Papa Leone XIV

La famiglia Pansa porta la Costiera da Papa Leone XIV

di Raffaella D’Andrea

Da Amalfi al Vaticano, una storia di famiglia iniziata nel 1830. Andrea, Nicola e Marilla alla guida della storica pasticceria: «Il nostro lavoro è anche un modo per custodire e raccontare il territorio» Una torta per il compleanno di Papa Leone XIV, portata direttamente in Vaticano dalla famiglia Pansa. È così che la storica famiglia di pasticceri amalfitani ha portato ancora una volta un pezzo della Costiera e della Campania nel cuore di Roma, rinnovando un legame già nato nel 2024 con Papa Francesco. Un momento di grande orgoglio per la famiglia Pansa ma anche per una terra che attraverso i suoi prodotti, le sue tradizioni e il lavoro delle sue imprese continua a raccontare la propria identità. La visita a Papa Leone XIV dello scorso 16 settembre ha avuto, infatti, un significato che va ben oltre il prestigio dell’incontro: rappresenta la storia di una famiglia che dal 1830 ha fatto della pasticceria un mestiere, una passione e un patrimonio da tramandare. «La prima volta, con Papa Francesco, mi vibrava il cuore – racconta Andrea Pansa–. Questa volta ero un po’ più abituato,ma incontrare il Papa è sempre qualcosa di suggestivo e unco». E al Vaticano, Andrea non era solo. La presenza della famiglia, compresi i figli, ha voluto sottolineare proprio quel valore che rappresenta una delle fondamenta della storia dei Pansa: la famiglia come luogo di trasmissione di valori, responsabilità e tradizioni. Un legame che per i Pansa passa anche attraverso la fede. Già nel 2024 la famiglia aveva incontrato Papa Francesco in occasione della Giornata dei Bambini. Tornare oggi in Vaticano, tutti insieme, assume quindi un significato particolare: non soltanto portare un prodotto della propria pasticceria, ma testimoniare un modo di intendere la famiglia e il lavoro nel quale le generazioni crescono insieme. La storia della Pasticceria Pansa affonda le proprie radici nel 1830 e arriva oggi alla sesta generazione. Una continuità costruita nel tempo e affidata ancora oggi alla famiglia. Sono i tre fratelli Andrea, Nicola e la sorella maggiore Marilla a portare avanti l’attività, ciascuno con il proprio ruolo e le proprie competenze, mantenendo al centro gli stessi principi: qualità, lavoro, rispetto delle materie prime e attenzione al territorio. «La più grande fortuna è avere una famiglia unita, che si vuole bene. Ma non è semplice. Ognuno deve avere il proprio ruolo, in base alle proprie predisposizioni, e portare avanti il proprio progetto nell’interesse dell’azienda. Bisogna remare tutti dalla stessa parte e ciascuno deve sentirsi importante. E poi ci vuole rispetto, anche delle regole che si stabiliscono insieme». È una filosofia che i Pansa hanno cercato di trasmettere anche ai più giovani, senza mai imporre loro una strada. Carlotta, nipote di Andrea, studia Economia a Firenze ed è già alla sua terza stagione lavorativa in azienda. Adriana, figlia di Andrea, frequenta il quarto anno dell’alberghiero. E anche i più giovani della famiglia hanno cominciato a conoscere da vicino il lavoro: Gabriele, prossimo ai 16 anni, sta muovendo i primi passi attraverso uno stage. «Non abbiamo mai forzato nessuno. Se i ragazzi vorranno intraprendere il nostro lavoro, ci farà piacere. Li abbiamo portati con noi agli eventi, alle manifestazioni in giro per l’Italia, li abbiamo resi partecipi. Hanno respirato fin da piccoli questa atmosfera». Villa Paradiso, il cuore verde della pasticceria Se la famiglia rappresenta la prima radice della Pasticceria Pansa, il limone rappresenta quella del territorio. A pochi passi da Piazza Duomo di Amalfi si trova Villa Paradiso, l’azienda agricola della famiglia: circa 6.700 metri quadrati, con un ettaro e mezzo di limoneto e circa 900 piante. È qui che vengono coltivati i limoni destinati a diventare una delle materie prime fondamentali della pasticceria. «Il nostro progetto di pasticceria parte proprio da Villa Paradiso. Sono molto attento a tutto ciò che il nostro territorio offre e avere una nostra azienda agricola ci permette di scegliere direttamente la materia prima e trasformarla». Una scelta che significa anche attenzione alla sostenibilità e alla tutela del territorio. Per Andrea Pansa, infatti, chi lavora con le materie prime locali diventa in qualche modo un guardiano del territorio. «Lo facciamo con grande onore, soddisfazione e tanto rispetto». Ma anche la natura sta cambiando. Il clima sempre più mite ha modificato i normali cicli del limone, anticipando la maturazione e rendendo più difficile conservare il frutto fino all’autunno. «Dieci o vent’anni fa riuscivamo a conservare i limoni fino a ottobre. Oggi, già tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, rischiamo di non averne più perché, se non vengono raccolti, cadono e si perdono». Da qui nasce anche la necessità di trovare nuove forme di utilizzo del prodotto, evitando sprechi e valorizzando ogni parte del frutto. Marmellate, scorze candite, preparazioni per i panettoni e creme: il limone viene trasformato e recuperato nella sua interezza. La storia della pasticceria Pansa passa dalla Santa Rosa, dolce nato in Costiera nel Settecento all’interno di un monastero e reinterpretato dalla famiglia, e arriva poi alla delizia al limone, diventata uno dei simboli dell’insegna. Una pasticceria che mantiene salde le proprie radici ma che, allo stesso tempo, guarda avanti. «In un mondo in cui si cerca sempre di strafare, noi abbiamo scelto di fare cose semplici, legate alla tradizione. Questo non significa non rinnovare: prendiamo il dolce tradizionale e lo rendiamo contemporaneo». Anche le ricette sono state progressivamente adattate ai cambiamenti delle abitudini alimentari, con dolci meno zuccherati e più leggeri. E accanto ai grandi classici nascono nuove interpretazioni, sempre partendo dalle stesse materie prime. È il caso del Pan d’Amalfi, proposto anche in una versione estiva servita in vasetto, con il dolce tagliato a fette, una bagna al limoncello e strati di crema Chantilly. Un prodotto pensato come dolce da passeggio, che porta con sé i profumi e i sapori della Costiera. Dal limone di Villa Paradiso alla nocciola di Giffoni, dalle mele annurche del Casertano alle noci di Sorrento, fino alle pellecchielle del Vesuvio, la filosofia della famiglia Pansa è quella di cercare un rapporto diretto con i produttori e scegliere personalmente le materie prime. «Per me è una grande soddisfazione trasformare questi prodotti. Ogni volta che valorizzo una materia prima del nostro territorio è una grande emozione». È questa la continuità tra il 1830 e il presente: non una tradizione immobile, ma una storia capace di cambiare senza perdere la propria identità.