Olga Chieffi Sabato, alle ore 20.45 al Teatro Comunale Diana di Nocera Inferiore, va in scena A Tua Immagine, il secondo spettacolo de “L’Essere E L’Umano” edizione 2026, rassegna firmata da Artenauta Teatro, ideata dalla direttrice artistica e regista Simona Tortora, con l’organizzazione di Giuseppe Citarella e il patrocinio del Comune di Nocera Inferiore. Il progetto drammaturgico è di Davide Gorla, diretto e interpretato da Enrico Ballardini, Giulia D’Imperio e Davide Gorla, i quali compongono la Compagnia Odemà, con musiche originali di Enrico Ballardini e le luci di Monica Gorla, una visione drammaturgica, la loro, che unisce movimento, voce, musica a una scenografia fatta di pochi e semplici oggetti capaci di invertire i piani della realtà. Approda sulla scena A Tua Immagine, un’opera visionaria che trasforma il palco in un tribunale esistenziale dove sacro e profano collidono. Attraverso un inedito terzetto di attori, lo spettacolo si muove con agilità tra i linguaggi del cabaret e del pastiche comico, offrendo una messa in scena tanto leggera quanto profonda, una riflessione graffiante sull’identità umana. Un ménage familiare tra Dio, Gesù e il diavolo. Immersi nelle nebbie di un “non luogo”, tre personaggi d’eccezione si confrontano con ferocia e ironia: un figlio che chiede conto dei propri privilegi, un padre che tergiversa e un diavolo che osserva il disfacimento di un quadro familiare terribile. Al centro della provocazione, la figura di un Dio inedito. Il progetto non si limita alla satira, ma raccoglie e rilancia le suggestioni di pilastri del pensiero come José Saramago, Goethe, Milton e Pessoa. Il risultato è un’ipotesi drammaturgica che interroga il retaggio delle culture irrigidite e le mistificazioni operate in nome del divino. Smascherando il ricatto morale che alimenta millenni di storia, lo spettacolo invita lo spettatore a una riflessione intima sulla nostra identità collettiva. Sotto la superficie del conflitto teologico emerge un progetto fin troppo umano e materiale: una critica lucida alla fragilità di una società facile da controllare. A Tua Immagine è un invito a guardare oltre il velo delle verità precostituite per riscoprire ciò che resta dell’umano. Nella sua potente scrittura, narra di un Gesù Cristo in tutto e per tutto umano. Il figlio di Dio incarna così i dubbi e le sofferenze propri della condizione universale dell’uomo. La serie di disgrazie, stragi e morti che costellano l’esistenza di Gesù, fino al non cercato e non accettato compimento del destino di vittima sacrificale, diventa così un’occasione per riflettere sulla contrapposizione tra bene e male in terra, l’assurdità di fare il giusto tramite l’ingiusto, l’inesorabilità della colpa, l’imperscrutabile senso della vita e la sconcertante ambiguità della divinità. L’atmosfera risulta spiazzante fin dall’inizio. Un dialogo grottesco tra due lampadine che si accendono e si spengono alternandosi, accompagna con intensità variabile il volume di due voci, una femminile e una maschile. Successivamente, sotto un lenzuolo alla maniera di Kantor, tre bozzoli, tre essenze, si staccano con un’irruenza michelangiolesca dalla materia, trasformandosi in forme. Ma quali forme? Quella di un dio-donna interpretato con maestria da Giulia D’imperio; quella di un povero martire, un personaggio introspettivo interpretato da Davide Gorla, che fatica a rassegnarsi ai vasti progetti del dio padre-madre; e infine quella di un diavolo abbandonato, interpretato da Enrico Ballardini, la cui oscurità inconscia serve solo a mettere in risalto la luce divina.





