Inchiesta Sogei: il Domani indica anche nome di Rufini, ma non sarebbe tra i coinvolti - Le Cronache Cronaca
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Inchiesta Sogei: il Domani indica anche nome di Rufini, ma non sarebbe tra i coinvolti

Inchiesta Sogei: il Domani indica anche nome di Rufini, ma non sarebbe tra i coinvolti

Perquisizioni al Ministero della Difesa e in alcune delle principali società pubbliche strategiche nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Roma su appalti nei settori della sicurezza e della cybersicurezza.

I militari della Guardia di Finanza stanno eseguendo accertamenti nei confronti di 26 persone, tra cui figurano anche alti ufficiali della Difesa e dell’Aeronautica. Le ipotesi di reato sono pesanti: corruzione, riciclaggio e autoriciclaggio, turbativa d’asta, fatturazioni false e traffico di influenze.

L’indagine rappresenta un’evoluzione del filone già aperto su Sogei, che nei mesi scorsi aveva portato al patteggiamento a tre anni per l’ex dirigente Paolino Iorio e per l’imprenditore Massimo Rossi, arrestati nell’ottobre scorso.

Nel mirino degli inquirenti anche realtà chiave come TernaRete Ferroviaria Italiana e il Polo Strategico Nazionale, a conferma della rilevanza strategica degli ambiti coinvolti.

Dalle carte emergerebbe un sistema articolato volto alla creazione di fondi neri attraverso fatture per operazioni inesistenti e al successivo riciclaggio, anche tramite canali paralleli come il commercio di beni di lusso destinati ad alimentare relazioni corruttive. Al centro, secondo gli investigatori, una rete di imprenditori e intermediari capace di influenzare i processi decisionali della pubblica amministrazione e orientare l’assegnazione degli appalti nel settore digitale.

Tra i nomi citati compare quello di Giorgio Mulè, attuale vicepresidente della Camera ed ex sottosegretario alla Difesa, che però non risulta indagato. Gli inquirenti stanno verificando la natura di un suo presunto intervento, ancora da chiarire se reale o soltanto millantato.

Secondo alcune fonti di stampa, tra cui “Il Domani”, sarebbe emerso anche il nome di Cristiano Rufini, indicato come prossimo proprietario della Salernitana, ma allo stato attuale non risulterebbero elementi di coinvolgimento diretto nella vicenda.

L’inchiesta, avviata anche grazie a segnalazioni interne allo stesso Ministero della Difesa, prosegue per chiarire responsabilità e portata di quello che si profila come un sistema corruttivo radicato in settori strategici dello Stato.