Il Vigile del Fuoco Roberto Mazzone non ce l’ha fatta - Le Cronache
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Cronaca

Il Vigile del Fuoco Roberto Mazzone non ce l’ha fatta

Il Vigile del Fuoco Roberto Mazzone non ce l’ha fatta

di Erika Noschese

Li hanno cercati per più di un giorno, poi nel pomeriggio è arrivata la notizia che si temeva: sono morti Matteo Pozzoli e Roberto Mazzone, i due piloti del Canadair che, ieri, dopo un impatto con un costone roccioso del monte Calcinera, è precipitato ed esploso. La notizia è stata confermata dalla Procura di Catania che ha aperto un’inchiesta con due tronconi: uno sul disastro aereo, l’altra sul rogo scoppiato due giorni fa nella zona di Linguaglossa che l’equipaggio del velivolo stava cercando di spegnere. “Cordoglio per la loro scomparsa” e “profonda vicinanza alle famiglie e ai colleghi’ dei due piloti sono stati espressi dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, non ha fatto mancare il suo messaggio di cordoglio, ricordando Mazzone come uomo “molto conosciuto ed apprezzato nella nostra comunità per il servizio di volontariato svolto con l’associazione Soccorso Amico. Un uomo generoso ed un professionista di alto valore che lascia un ricordo indelebile in tutti noi, un esempio illustre di dedizione al bene comune tanto dei sofferenti quanto dell’ambiente. Ai familiari ed a quanti ne hanno apprezzato la vità e la generosità un abbraccio di solidale condivisione in questo immenso dolore”. Il capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, Laura Lega, ha parlato di “profondo dolore” ricordando Pozzoli e Mazzone, “professionisti che hanno perso la vita nel compimento di un’operazione di soccorso al servizio dei cittadini”. Anche il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Salerno ha inteso esprimere il “profondo cordoglio” per le vittime del tragico incidente. Il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, ha “l’impegno e lo spirito di abnegazione che da sempre contraddistingue il lavoro degli equipaggi della flotta aerea dello Stato”. Il Canadair di proprietà della società internazionale Babcock è decollato ieri da Lamezia Terme ed era al terzo ‘lancio’ sul rogo di acqua di mare, prelevata al largo di Giarre. L’ultimo drammatico volo è stato ripreso con cellulare dal personale della Forestale che si trovava sulla collina di fronte al monte Calcinera. Nelle immagini si vede l’aereo volare a bassa quota, urtare la montagna e cadere. L’esplosione del Canadair non ha lasciato scampo ai due compenti l’equipaggio. Mazzone era salernitano, aveva 62 anni, era primo ufficiale, lascia una moglie e due figli. Istruttore di volo con una lunga esperienza, nel 2003- racconta un amico – aveva evitato che l’aereo che stava pilotando dopo un’avaria si schiantasse al suolo uccidendo dei bambini. Era riuscito a atterrare sul lungomare di Salerno, incolume, insieme all’allievo al quale stava dando lezioni, l’imprenditore Rosario Pellegrino. “Era una persona seria e molto prudente”, racconta Gennaro D’Alessio che con la vittima ha condiviso oltre 30 anni di volontariato nell’associazione Soccorso amico. Pozzoli, il comandante del Canadair 28, era lombardo. Originario di Erba, figlio dell’ex sindaco leghista del comune in provincia di Como, era arrivato alla Bacock dopo anni all’aeronautica militare. Nel 1997 era scampato alla morte: mentre pilotava un Siai 208 si schiantò sul monte Lupone, in provincia di Latina. Nell’incidente perse la vita il collega Maurizio Poggiali. Del disastro Pozzoli venne ritenuto responsabile e condannato a un anno e sei mesi. Sull’incidente il fratello della vittima, l’attore Fabio Poggiali, poi morto suicida, ha scritto un monologo teatrale. Pozzoli è stato anche condannato a risarcire il danno allo Stato dalla Corte dei Conti. Suo fratello, Simone Pozzoli, presente sul luogo della tragedia a Linguaglossa, ha parlato di “dicerie e storie assurde che sono terribili”, auspicando che “venga fuori la verità e riconosciuto quanto ha fatto”. “Siamo qui, sul luogo dell’incidente dove mio fratello ha perso la vita mentre spegneva un incendio che qualcun altro ha acceso – ha detto ai giornalisti – e sono anni che mio fratello spegne incendi ed è partita la macchina del fango che è soltanto vergognosa”.