Olga Chieffi
Questa sera, alle ore 20, nell’Aula Consiliare del Comune, Enzo Avitabile riceverà il Premio “Pagine d’Autore” alla carriera, conferito dall’Associazione Musicale Internazionale Falaut. “Baronissi è orgogliosa di rendere omaggio a un artista come Enzo Avitabile – sottolinea la sindaca Anna Petta – un Maestro che con il suo talento e la sua visione ha saputo trasformare la musica in un linguaggio universale. È un riconoscimento che premia non solo la sua straordinaria carriera, ma anche il suo impegno culturale e sociale, capace di trasmettere messaggi di pace, giustizia e speranza”. Il progetto nasce grazie all’Associazione Afi Falaut ets, presieduta dal M° Salvatore Lombardi (direttore artistico del premio) e sarò ospitato negli spazi dell’aula consiliare. A essere insignito del riconoscimento sarà Enzo Avitabile, musicista poliedrico e interprete impareggiabile, ormai sulla cresta dell’onda da più di 50 anni, a livello nazionale e internazionale. La serata prevede un talk, durante il quale Avitabile sarà intervistato dal M° Lombardi e omaggerà il pubblico attraverso l’esecuzione di alcuni brani che ne hanno caratterizzato il percorso. La motivazione del premio: “Musicista completo, ha arricchito la musica classica contemporanea intrecciandola con radici popolari, sonorità mediterranee e influenze globali”. «Abbiamo deciso di dare il Premio alla carriera Pagine d’Autore a Enzo Avitabile per il suo lavoro che ha svolto nella musica – spiega Salvatore Lombardi, fondatore dell’associazione Afi Falaut ets – È un musicista completo, che è riuscito a ritagliarsi fama e rispetto ai massimi livelli come cantautore, poeta, suonando il sassofono e confrontandosi con qualsiasi tipo di musica dalla classica al jazz, blues, world. Enzo non fa la musica, è la musica. In fondo Avitabile e la sua musica sono un’unica entità. Inoltre ci è piaciuto il suo intervento durante l’evento/omaggio a Pino Daniele quando sul palco di Piazza del Plebiscito ha parlato di musica giocattolo, artisti giocattolo e sistema giocattolo. Ecco, Enzo rappresenta tutto quello che non è arte giocattolo. Ha inoltre dato notevole svolta e contributo alla nuova letteratura per flauto, dando vita a brani che ha voluto, con mio grande onore, dedicarmi. Pagine d’autore è una nuova creatura della famiglia Falaut e continuerà negli anni, allo scopo di valorizzare i grandi personaggi della musica e della cultura che hanno contribuito alla storia nel mondo dell’arte». «Sono felice e onorato di questo riconoscimento che celebra non solo il mio umile contributo artistico ma la mia instancabile testimonianza umana: con la mia voce, il mio suono e le mie parole, ho cercato di trasformare la musica in impegno civile, in messaggio di pace e dialogo tra i popoli» racconta Enzo Avitabile. Con Enzo Avitabile, faremo un viaggio interiore alla ricerca delle radici della spiritualità, un percorso immaginario, mettendo in risalto i mali ed il dolore delle nostre città, dei tanti Sud e dei popoli sofferenti. Un tema importantissimo e al tempo stesso molto profondo e coinvolgente. Un viaggio nei suoni di ieri e di oggi, con i dialetti, le lingue, i ritmi, le danze, i simboli di appartenenza alle proprie radici, le melodie, le parole, i racconti di vita, le favole ispirate alla lotta per l’esistenza, la fede, le religioni, la magia, le aspirazioni universali. La musica di Avitabile vuole essere una comunicazione diretta, innovativa e trasversale del concetto di sacralità, fatta di quotidianità e tradizioni: attraverso una forte sensibilità comunicativa e strumenti suggestivi e traendo ispirazione diretta dalla nostra tradizione e dall’immanenza spirituale che deriva dalla cultura popolare, elevata in tal senso come importante elemento artistico e di viva espressività artistica proveniente dai “piani bassi” della vita quotidiana e che ascende grazie alla musica. Il ‘sud’ di Avitabile, dunque, non indica solamente un meridione in senso geografico, bensì un’attenta introspezione dell’animo popolare fatta di curiosità, mescolanza e unione fraterna tra appartenenti a un insieme di valori comuni e condivisi, comunicati attraverso note narranti e sonorità ricercate. Grazie al suo linguaggio unico e la ricerca trasversale di suoni, ritmi, melodie e chiavi di lettura interpretative della musica contemporanea di tutto il mondo, Avitabile porta la matrice interculturale del nostro territorio alla sua massima espressione, evidenziando la tangibile ricchezza che diverse contaminazioni di musiche e culture possano arrivare tanto da paesi lontani quanto da regioni vicine. E’ noto che la musica è profondamente umana e nello stesso tempo è divina, c’è un orizzonte musicale che sfugge alla nostra condizione di creature mortali ed effimere, ma tendere a questo orizzonte è un’esigenza spirituale che un vero musicista non può eludere, ed Enzo Avitabile è un musicista spirituale in questo senso, è sempre alla ricerca di un significato divino in quello che fa, per questo la sua musica è un inno alla fratellanza e alla contaminazione gioiosa delle diverse culture, il contrario di ogni forma di sovranismo, la più bella sfida a chi vuole rinchiuderci in un recinto di becero nazionalismo; Enzo Avitabile è un musicista eminentemente politico, la sua politica è un abbraccio, un canto che unisce e fonde le voci, le voci dei sommersi e dei salvati, e attraverso la sua musica le vele di Scampia possono salpare verso nuove terre, e gli annegati di tutte le tragedie del mare possono ritrovare una voce inabissata che arriva fino al nostro cuore di viventi. Ogni vera musica e ogni vero canto non dimentica mai i morti, le ombre, le assenze. E solo una musica così concepita e vissuta può dare nuova linfa alla vita. Suo il rito di rinascita un rap napoletano che sappiamo non lontano dal ridire infinito dell’autore del Guarracino che jeva per mare. Esperanto e Africano per Enzo Avitabile, il quale imbraccerà la pentarpa, una piccola arpa pentatonica a sei corde e magari il sopranino in Mi Bemolle, che lui chiama saxello, per avvicinarlo alla cennamella – ma si sa che i sax soprano e sopranino, suonati in un certo modo, e con ancia dura, vanno sempre vicini al suono della ciaramella – per andare a sottolineare la contaminazione greca e turca della nostra tradizione, trovatore del terzo millennio, inseguendo destabilizzanti scie sonore di un archivio liquido e meticcio. Il Mare-Nostrum bagna le sponde di tre continenti, di tre grandi culture e le suggestioni di questa musica nascono dal racconto musicale di un’idea meno scontata di identità e di dimora. La sensualità dei suoni, la memoria millenaria che custodisce e le appartenenze poste in gioco ci convincono che l’importante non è tanto avere una casa nel mondo, bensì creare un mondo vivibile in cui sentirsi a casa. Sappiamo che il Maestro Salvatore Lombardo ed Enzo Avitabile sono stati compagni di classe al conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Conosciamo Avitabile come sassofonista tenore, ma è diplomato in flauto, come anche Marco Zurzolo. Con Salvatore Lombardi Avitabile condivide un progetto dedicato al suo strumento, brani quali Phorbeia, Corda d’amore, Anà, Tela Aida, Aria delle nuvole e altro, Clochard, Legato Staccato, Scampia Suite, Kadisha e Napoletana, che furono presentati proprio a Salerno, nella chiesa di San Giorgio. La prima grande virtù dell’uomo è la verità (secondo alcuni filologi deriva dalla radice iranica ver che significa fiducia realtà). Se noi riusciamo ad agire in modo da suscitare la fiducia degli altri, e al tempo stesso ad avere fiducia negli altri, forse potremo risollevarci dalla nostra condizione che sta cedendo all’ indifferenza. L’ invito è a rompere il guscio d’isolamento, che non è materiale, ma una volontaria reclusione dell’io. La passione non è la cecità di lasciarsi prendere da un’urgenza, ma patire, cioè vivere profondamente e dare spessore ad ogni piccola emozione, una pathosofia come “sapere del senso” volta, contro l’evidente deprivazione emozionale che è riscontrabile negli atteggiamenti psicologici e morali contemporanei; deprivazione patica, insensibilità alla differenza, che ha il suo fondamento nell’illusione della ricerca di un senso della vita nelle cose in-differenti e non piuttosto nell’evento del sentire, nell’emozione vissuta.





