Idee e uomini coraggiosi, per il bene di Salerno - Le Cronache Salerno
Salerno

Idee e uomini coraggiosi, per il bene di Salerno

Idee e uomini coraggiosi, per il bene di Salerno

Salvatore Memoli

Veramente é riduttivo non ascoltare un confronto tra i vari programmi, durante questa competizione elettorale. Ridurre tutto alle storie personali dei candidati, alle procedure fredde delle compilazioni delle liste, alle alleanze o alle poche differenze che esistono tra gli schieramenti, conferma che tutti si muovono con un comune denominatore contro De Luca, ci lascia un senso d’insoddisfazione. Questo modo di fare, non avendo cura di dare precedenza ad un programma di cose da fare, riduce la campagna elettorale ad un grande gossip. Quest’anno a Salerno, la presenza di 7 liste elettorali dell’opposizione aggiunge il dato di candidati che non hanno nessun legame politico con il territorio e nessuna curriculum che attenga al governo del territorio, fatta qualche eccezione. Tutto si riduce a bloccare i voti delle famiglie, più o meno grandi, senza tener conto della militanza in uno schieramento politico, alla preparazione dei candidati, alla prospettiva di una buona selezione della classe politica.Tutto si fa con una fretta ed una superficialità che mortifica le buone regole di un tempo. Risultato, una buona parte dei voti verranno espressi per amicizia, per naturale appartenenza ad una famiglia, senza tener conto della qualità politica e della necessità di garantire la competenza nelle Istituzioni. Il voto é un’espressione responsabile della partecipazione attiva alla gestione della cosa pubblica, non può essere dato per sentito dire. Questo atto richiede l’impegno intellettivo, morale e civile del cittadino elettore che può ascoltare le sollecitazioni di terzi ma deve discernere ciò che è buono per lui e per la comunità che abita. Essere certi di aver scelto il programma e la persona affidabile impone la capacità di essere autonomi nella decisione senza influenza esterna. Non si tratta di prudenza ma di una condizione indefettibile che impedisce alla scelta di essere conseguenza di una leggerezza di cui si é individualmente responsabili. Il voto é un’attività laica tuttavia comporta il ricorso della morale come regolatrice dei buoni principi e della partecipazione responsabile alla condivisione delle competenze nella scelta delle guide responsabili. Risulterà difficile accettare queste condizioni tuttavia impastare una torta con farina non buona ed ingredienti scaduti e, per giunta, darla da mangiare ai propri figli diventa un atto di responsabilità morale e penale, se i figli muoiono. A Salerno abbiamo otto candidati sindaci, il che non é un atto di pluralismo democratico. Piuttosto é una conseguenza dell’incapacità di confronto ed individuazione degli obiettivi da perseguire. Se l’obiettivo é limitare la prosecuzione e la ripetizione di un mandato politico per Vincenzo De Luca, peraltro opinione rispettabile, chi gli é contro aveva l’obbligo di valutare mezzi ed obiettivi disponibili per concordare le forze in campo e per unirle, se veramente si vuole la vittoria. In tempi e casi difficili, non si guarda al particolare bensì all’obiettivo, soprattutto in momenti particolari della storia, della vita sociale ed economica. Tutti sanno che Enzo De Luca è una realtà elettorale forte, vincere contro di lui implica concordanza dei mezzi politici. Così non é stato! Correre da soli, individuare percorsi soggettivi, non premia la qualità delle singole posizioni, condanna l’obiettivo che si sarebbe dovuto raggiungere. Molti pensano al ballottaggio come opportunità. Non sono in grado di stabilire se questo obiettivo si verificherà, penso che un eventuale ballottaggio dovrebbe rimediare tardivamente a quello che i sette candidati sindaci non sono stati capaci di coordinare e raggiungere prima, cioé l’unità programmatica e di obiettivo: fermare De Luca. Un obiettivo che diventa velleitario perché lo si vuole raggiungere senza impegnare il tempo, gli uomini e donne, i programmi che si consacrano alla politica non soltanto nell’imminenza di una scadenza elettorale. La politica é militanza, ascolto, presenza vigile nei ruoli spettanti sul versante delle attese di un territorio, di un’istituzione e di una realtà che impone partecipazione. Non é visione di guerra, di contrapposizione frontale, non é mai velleità! Il sistema elettorale pretende di dividere in due vincitori e vinti, bianchi e neri o rossi, destra e sinistra. Questo innaturale modo di procedere genera e vuole il nemico da abbattere più dei programmi utili alla collettività. Anche a Salerno siamo fermi a questo scontro fisico: tutti contro De Luca. Un ricercare la fazione contro e non la parte utile per costruire la città. Quando le battaglie si personalizzano si autoescludono da una dimensione naturale di costruzione della città dove ognuno deve fare bene la sua parte ed impegnarsi, a prescindere dalla posizione di maggioranza o opposizione. Ed in ogni caso tutti debbono confrontarsi sui temi importanti che toccano la vita comunitaria. Non é chiaro se da queste elezioni nascerà un progetto politico con meno livori, oppure un ulteriore braccio di ferro di visioni parziali, meno combattive, protese soltanto alla sconfitta dell’altro. Sarebbe intelligente promuovere l’impegno politico liberandolo da tutti i valori egoistici ed inutili del tornaconto per approdare ad un confronto dove ognuno deve dare quello che può e che ha. Salerno negli ultimi decenni é cresciuta molto, si é fatta conoscere, ora bisogna passare dalla fase della comunicazione a quella della realizzazione di cose concrete. Indico i quartieri come dimensione del fare, utile a creare condizioni di vivibilità per le persone. Inutile dire, manutenzione, strade, cura delle infrastrutture, trasporti e accoglienza. A Salerno serve tanto lavoro per garantire i giovani, lasciarli vivere in città, garantirgli una vita alla pari con i coetanei del Mondi. Seguono Porto ed Aeroporto come dimensioni economiche, attrattori di benessere e di mobilità. Sé queste due realtà non funzionano bene é quasi inutile pensare all’accoglienza, agli alberghi, ad una rete di strutture intermedie o di base della ricettività. Bisogna lavorare ancora sul Fronte del Mare, avere il coraggio di osare progetti coraggiosi che garantiscono il benessere. La città deve diventare un balcone sul Mediterraneo, essere capace di guardare lontano e di stabilire relazioni di ogni tipo con il Nord Africa. É urgente ed é fruttuoso realizzare queste aperture che ora non sono coordinate e valorizzate. Invece di una campagna elettorale che si riduce a un concorso di bellezza dei candidati, che ci regalano facce sorridenti dai loro costosi manifesti, ci aspetteremmo programmi con idee, propositi di governo di Salerno con iniziative intelligenti, coraggiose, studiate e realizzate senza rinvii. Ecco tutto questo lo auguro e lo chiedo sinceramente a tutti per il bene di Salerno.