Greco (Italia del Meridione): "Questione meridionale mai terminata" - Le Cronache
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Greco (Italia del Meridione): “Questione meridionale mai terminata”

Greco (Italia del Meridione): “Questione meridionale mai terminata”

Italia del Meridione è un neonato partito di stampo meridionalista ma che ha ramificazioni in tutta Italia. A guidarlo, primus inter pares, è Orlandino Greco, amministratore di lungo corso e attualmente sindaco di Castrolibero, in provincia di Cosenza. Il partito ha poco un consigliere a Foggia, dove la coalizione di cui faceva parte IdM ha vinto con un’alleanza di idee. Il tema centrale della nuova realtà politica è quello di unire sud e nord abbattendo i divari che si sono andati via via ampliando nel corso dei secoli e dei decenni. “Dobbiamo dare a tutti le stesse possibilità – dice il primo cittadino calabrese – andare a studiare altrove non può essere la soluzione, ma una scelta. È ovvio che io non posso trattenere un ragazzo di Agropoli che vuole andare a studiare a Torino, ma posso fare in modo che quella sia un’alternativa”. Nelle parole di Greco c’è anche spazio per la sanità: “È sbagliato il metodo di riparto delle risorse, ma semplicemente in base al numero di cittadini che vivono nelle regioni meridionali. Su questo, ha ragione il presidente De Luca – ha aggiunto – e ora è arrivato il momento di agire e di far cambiare questa legge assurda e assolutamente anacronistica”.

Cominciamo da un dato di fatto: la questione meridionale non è mai finita…

“Non solo non è mai finita, ma i divari si sono ancor di più acuiti. Se facciamo un passo indietro nella storia, ci rendiamo conto che le situazioni socio-economiche del primo dopoguerra, sotto vari punti di vista c’è stato un aumento del divario tra nord e sud sempre maggiore. Questo rappresenta un vulnus, un problema per la crescita del Paese. Dobbiamo ritornare ad un modello degasperiano e d è quello che l’Italia del Meridione propone. Al di là di destre e sinistre, di sopra e sotto, ci si batta per eliminare i divari. Questo è il tema dei temi. Faremo le alleanze nei comuni, nelle province, nella regione solo e soltanto nell’ipotesi di progetto o di soluzione a questo problema del divario”.

Aproposito di alleanze: a Foggia Italia nel Meridione ha una rappresentanza in consiglio comunale. Cosa ne pensa?

“Il partito in questo momento ha un consigliere a Foggia, dove abbiamo vinto in una coalizione che non è centrodestra, ma abbiamo presentato il partito anche a Genova dove il segretario regionale della Liguria è Antonello Barbieri, presidente dell’associazione Fusione Comuni ed è anche assessore in un comune ligure. Quindi abbiamo consiglieri e nostri rappresentanti non solo al Sud ma anche a Genova e Savona. Presenteremo il partito anche a Milano per far capire che non bisogna essere localizzati all’interno del sud del Paese. Questo essere legati troppo ad un territorio è un dispendio inutile di energie, quindi ci siamo da Foggia a Savona passando per Agropoli con una crescita continua perché parliamo di temi della politica”.

Il Sud, come detto, è indietro rispetto al nord e all’Europa su tanti temi. Su tutti i trasporti…

“Voi in Campania siete fortunati e lo dico da calabrese. Sono stato al nord per lavoro e di ritorno a Salerno non avrei avuto modo di arrivare a Cosenza in treno perché a quell’ora, e non era poi tardissimo, di treni non ne sarebbero più partiti. Per tornare a casa, ho dovuto chiamare un‘auto da Cosenza. Questa è la differenza: ci sono 87 Frecciarossa che da Roma vanno a Milano, qualcuno arriva a Salerno e poi si ferma. Questo non è un Paese che può crescere perché è a due velocità. Noi non vogliamo indietro ciò che ci è stato tolto, ma vogliamo uguaglianza nei diritti, dei servizi offerti, negli investimenti, nelle potenzialità”.

Sui giovani?

“Dobbiamo dare a tutti le stesse possibilità. Andare a studiare altrove non può essere la soluzione, ma una scelta. È ovvio che io non posso trattenere un ragazzo di Agropoli che vuole andare a studiare a Torino, ma posso fare in modo che quella sia un’alternativa. Posso fare in modo che quella persona vada a Torino perché lui vuole andare, ma non perché deve. Vincenzo De Luca su una cosa ha ragione: la proposta di Italia del Meridione è una legge di iniziativa popolare che miri alla modifica del sistema di riparto del fondo sanitario nazionale. Il metodo di riparto, oggi, si basa sul livello legato alla popolazione anziana che è una cosa folle perché p chiaro che un giovane che nasce in Campania o in Calabria ha sette anni di aspettativa di vita in meno rispetto a un coetaneo del settentrione. Non v’è dubbio che gli anziani possano curarsi al meglio al nord anche perché sono più ricchi e quindi l’età media aumenta”.

Dunque come fare?

“Il riparto deve essere stabilito in ragione della deprivazione sociale, delle malattie croniche che sono tantissime al sud, in ragione della situazione economica. È normale che saremo sempre regioni povere e lasciate indietro. Sulla sanità non si scherza. L’emigrazione sanitaria costo 14milioni di euro all’anno ai cittadini del sud che vanno a finanziare gli ospedali del nord. Sono sei i miliardi per l’emigrazione scolastica e infine c’è l’emigrazione lavorativa con tanti italiani che vanno al nord con la speranza di tornare al sud, ma nel frattempo spendono lì e fanno girare lì l’economia”.

In ultimo, c’è da fare un ragionamento: è importante dare al giovane la possibilità di scegliere dove fondare il proprio futuro, ma c’è anche da riportare quei giovani che il sud lo hanno abbandonato…

“Questo è il nostro obiettivo. Bloccare i giovani che vanno via alla ricerca di un futuro, ma principalmente far in modo di far tornare chi è andato via. Per fare ciò è necessario che le condizioni di vita siano migliori rispetto a quello che trovano o che hanno trovato. Quando torneranno, i nostri giovani avranno esperienza e potranno lavorare qui al sud dove ci sono le radici e la propria storia. Come Italia del Meridione siamo sicuri che ce la faremo”.