Giustizia. Mazzeo: I dem votano no - Le Cronache Ultimora
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Giustizia. Mazzeo: I dem votano no

Giustizia. Mazzeo: I dem votano no

Sabato, a Roma, si è svolta l’iniziativa nazionale del Comitato per il No al Referendum della Giustizia.

Marco Mazzeo, Componente dell’Assemblea, Direzione e Segreteria Provinciale del Partito Democratico della Provincia di Salerno, la linea del partito è chiara.

“Assolutamente sì. La Segretaria Nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha preso parte all’iniziativa nazionale del Comitato per il No al Referendum della Giustizia, è stata chiara. Condivido le sue parole. Questa non è una riforma della giustizia perché non migliora l’efficienza del sistema giustizia, non renderà più veloce i processi, non assumerà l’organico che manca, non inciderà sulle condizioni di sovraffollamento delle carceri dove è record di suicidi. Non è una riforma che tocca alcuno dei nodi che possono rendere più efficiente la giustizia del Paese”.

Quindi voterà no?

“Certamente. Non è neanche una riforma che incide sulla separazione delle carriere visto che molti passaggi sono stati già limitati dalla riforma Cartabia e riguardano numeri molto bassi. Per il destino di 20 o 40 persone si cambia la Costituzione? E allora, se non serve al funzionamento della giustizia né alla separazione delle carriere, a cosa serve questa riforma e a chi serve? Serve a chi sta già potere e vuole sfuggire a ogni controllo. Serve a chi crede che chi governa non debba essere sottoposto a controlli. Serve a dire che la legge non è uguale per tutti. È stata chiara la stessa presidente Meloni quando la Corte dei Conti ha fermato il Ponte sullo Stretto, ha detto che la riforma della giustizia e della Corte dei Conti sono la riposta più adeguata a una intollerabile invadenza che non fermerà l’azione di governo. Così chi governa vuole avere la giustizia al suo servizio. Ecco la politica vuole limitare l’indipendenza della magistratura”.

La Riforma serve agli italiani?

“Questa riforma non serve agli italiani ma solo a chi governa per avere mani libere e stare sopra a leggi e Costituzione. La democrazia non è un assegno in bianco nelle mani di chi prende un voto in più alle elezioni”.

Nei giorni scorsi, Francesco Boccia, Capogruppo del Partito Democratico al Senato, si è espresso in merito alla situazione in Venezuela.

“Si, condivido pienamente le parole del Capogruppo Boccia. La linea del Partito Democratico è chiara: dalla parte dell’opposizione democratica, nel rispetto del diritto internazionale. Contro il regime di Maduro, senza ambiguità. Contro la guerra, senza doppi standard. Trump non può attaccare un paese sovrano. Nel 2024 Edmundo González Urrutia è stato il candidato unitario e il volto istituzionale dell’opposizione venezuelana, dopo che il regime aveva impedito la candidatura di María Corina Machado, poi insignita del Premio Nobel per la Pace nel 2025.

Un tentativo di riportare la sfida a Nicolás Maduro dentro un perimetro democratico e costituzionale, soffocato da elezioni senza verifiche indipendenti credibili. Quel tentativo è stato soffocato: il regime di Maduro ha proclamato la propria vittoria senza verifiche indipendenti credibili, confermando ancora una volta la natura autoritaria del sistema di potere venezuelano.Dal 2024 non abbiamo mai smesso di denunciare il regime, le violazioni dei diritti umani e la repressione dell’opposizione. Ma nulla giustifica in alcun modo un’azione militare contro un Paese sovrano.

La democrazia non si esporta con le bombe e l’uso unilaterale della forza mina le basi stesse del diritto internazionale e dell’ordine multilaterale. Il Governo italiano condanni senza titubanze l’intervento militare deciso da Donald Trump e lavori, insieme all’Unione europea e alle Nazioni Unite, per il ripristino pieno del diritto internazionale e per il primato della diplomazia. Condannare un regime non significa accettare la legge del più forte. Difendere la democrazia significa difendere le regole che la rendono possibile”.

A novembre, invece, si sono svolte le elezioni regionali: Campania, Puglia e Veneto.

“Complimenti a Antonio Decaro e a Roberto Fico per la straordinaria vittoria e grazie a tutte le forze della coalizione progressista. L’alternativa c’è. Il riscatto parte dal Sud. La partita per il 2027 è già apertissima. Ho sempre detto che uniti si vince, ma il margine delle vittorie di Decaro e Fico dimostra che uniti si stravince. E anche dove perdiamo, come in Veneto, raddoppiamo i consensi rispetto al 2020. Il Partito Democratico cresce ovunque, primo partito in Puglia e in Campania. La linea testardamente unitaria viene premiata dagli elettori, e la porteremo avanti fino alla vittoria”.

Prossimamente si terrà il Congresso Provinciale del Partito Democratico di Salerno. Lei era un papabile candidato alla Segreteria Provinciale.

“In politica ci sono tante dinamiche. Sono stato, sono e sarò sempre a disposizione del Partito Democratico. Auguro buon lavoro a Giovanni Coscia, già Consigliere Provinciale e Consigliere Comunale di Salerno, candidato unitario alla Segreteria Provinciale del Partito Democratico della Provincia di Salerno. Sicuramente farà un buon lavoro”.

Anche perché ci sono tanti comuni che andranno al voto in Provincia di Salerno. Forse, in Primavera, si voterà a Salerno. Marco Mazzeo sarà candidato al Consiglio Comunale?

“Ho già dato la mia disponibilità al Partito. Sono impegnato da tanti anni con una lunga militanza. Confermo che sarò candidato al Consiglio Comunale di Salerno. Per amore. Per passione. Per Salerno”.