Giunta, opposizione all'attacco - Le Cronache Ultimora

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Giunta, opposizione all’attacco

Giunta, opposizione all’attacco

Continuano le polemiche sulla nuova giunta comunale varata dal sindaco Vincenzo De Luca. A criticarne composizione e indirizzo politico sono i consiglieri comunali di Avs, M5S e Salerno Democratica, Franco Massimo Lanocita, Claudio Russolillo, Rino Avella e Giso Amendola, che parlano di una sostanziale continuità con il passato nonostante le promesse di cambiamento avanzate durante la campagna elettorale. Secondo l’opposizione, De Luca aveva giustificato la propria candidatura sostenendo la necessità di rilanciare una città in difficoltà, ma la scelta di confermare la gran parte degli assessori uscenti rappresenterebbe una smentita di quella impostazione. I consiglieri ricordano come il sindaco abbia motivato le nomine facendo riferimento alla continuità amministrativa e alla necessità di avviare rapidamente il programma di governo. Una posizione che, a loro avviso, contrasta con le criticità più volte denunciate negli ultimi mesi, dal decoro urbano alla manutenzione del verde, dalla mobilità alle opportunità occupazionali per i giovani. Le critiche riguardano anche alcune deleghe specifiche. Nel mirino finisce quella alla medicina territoriale e alla prevenzione sanitaria, assegnata dall’ex presidente della Regione, accusato dall’opposizione di essere corresponsabile delle difficoltà del sistema sanitario locale. Perplessità vengono espresse anche sul fronte delle pari opportunità: pur essendo stato istituito un assessorato allo sport, è scomparsa la figura della vicesindaca e non è stata assegnata alcuna delega specifica alle politiche di genere. Altro elemento contestato è la decisione del sindaco di trattenere per sé la delega al Bilancio, scelta interpretata dalle minoranze come un tentativo di mantenere un controllo diretto sull’intera macchina amministrativa. I gruppi di opposizione annunciano quindi una vigilanza costante sull’operato della nuova amministrazione, promettendo un’opposizione rigorosa sia nelle istituzioni sia sul territorio. Sulla stessa linea interviene anche l’associazione Salerno Migliore, che esprime un netto dissenso nei confronti della nuova squadra di governo cittadina. Secondo il presidente Alessandro Turchi, le nomine confermerebbero una continuità pressoché totale con la precedente amministrazione guidata da Vincenzo Napoli, un’esperienza che era stata criticata dallo stesso De Luca durante la campagna elettorale. Per l’associazione, la città avrebbe avuto bisogno di una svolta profonda dopo oltre trent’anni di governo della stessa area politica. Le dichiarazioni programmatiche sulla semplificazione burocratica, la sicurezza, il decoro urbano e la qualità dei servizi vengono considerate insufficienti senza un reale rinnovamento delle figure chiamate a governare. A giudizio di Salerno Migliore, le scelte compiute dimostrano l’assenza di una vera discontinuità e confermano una gestione politica che avrebbe contribuito al progressivo peggioramento della qualità della vita e delle prospettive della città. L’associazione sostiene inoltre che il nuovo sindaco abbia già esercitato negli anni un ruolo centrale nella guida dell’amministrazione comunale, direttamente o indirettamente, e che la composizione della giunta rappresenti l’ennesima conferma di questa continuità. Da qui il rammarico per quella che viene definita un’occasione mancata di cambiamento. Una lettura analoga arriva anche dai vertici provinciali dell’Unione di Centro. Il commissario provinciale Roberto Lambiase e il responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc, Mario Polichetti, ritengono che il nuovo esecutivo comunale non segni una reale rottura con il passato, ma rappresenti piuttosto una riorganizzazione degli stessi equilibri politici. Lambiase richiama il dibattito che ha accompagnato la campagna elettorale e si chiede se il problema fosse davvero l’amministrazione precedente oppure la gestione degli assetti di potere. Per descrivere la situazione utilizza il celebre paradigma del Gattopardo, secondo cui tutto cambia affinché nulla cambi davvero. Anche Polichetti fa riferimento alla stessa immagine, sostenendo che le promesse di discontinuità si fermino alla superficie mentre gli assetti sostanziali restano immutati. A suo giudizio, la questione non riguarda soltanto la composizione della giunta ma l’intera impostazione politica dell’amministrazione, che continuerebbe a muoversi lungo schemi già consolidati. Una critica che si aggiunge a quelle provenienti dalle opposizioni e dalle associazioni civiche e che alimenta il confronto politico nei primi giorni del nuovo mandato amministrativo.