Giulia Savarese illustra il progetto “Insight” - Le Cronache
Attualità

Giulia Savarese illustra il progetto “Insight”

Giulia Savarese illustra  il progetto  “Insight”

Di Andrea Orza

 Ormai collaudato il programma “Insight”. Messo a punto il dialogo eclettico tra gli Atenei universitari tra Italia e Grecia e finanziato dalla Comunità Europea, l’iniziativa Erasmus Plus è stata presentata in occasione del week-pride a Salerno. Il progetto “Insight” suggerirà delle linee guida per stabilire delle disposizioni definitive ed inclusive sulla salute in ambito LGBTI+. A rappresentare l’Università degli Studi di Salerno saranno Giulia Savarese, docente di Psicologia dell’Educazione e Psicologia dell’Handicap e della Riabilitazione presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia e Luna Carpinelli, psicologa e psicoterapeuta poliedrica, esperta in psicodiagnosi in ambito clinico, oggi affiliata presso l’ateneo berlinese. La dott.ssa Giulia Savarese illustra le novità in programma.

 In breve, cosa ci si aspetta dal progetto “Insight”?

“Anzitutto la possibilità di collaborare con partners stranieri, in modo particolare greci, ci ha offerto spunti interattivi e inaspettati. Essendo, già da diverso tempo, coinvolti nel terzo settore presentano determinazione e dimestichezza essenziali per affrontare un discorso proteiforme come quello sostenuto dalla nuova dialettica LGBTI+. Certo, secondo il progetto imbastito, offriremo anzitutto una “strumentazione” medico-psicologica che faciliterà la relazione dottore-paziente non binary. Andremo a creare un’attrezzatura di formazione a distanza disponibile non solo per i fruitori più prossimi al progetto ma per tutti coloro che si preparano a lavorare nell’assistenza sanitaria.

 

Quale sarà la realistica ambizione del progetto?

 

“La nostra società tende a clusterizzare l’identità di genere, spesso avanzando supposizioni lacunose e inopportune verso la compagine LGBTI+. Il circolo vizioso verrà interrotto solo lavorando all’accuratezza dei contenuti e approfondendo i dati. Ad esempio, da statistiche recenti risulta che i pazienti LGBTI+ sono esposti ad un maggior rischio oncologico perché a disagio al solo pensiero di un appuntamento con il medico. Il nostro approccio non formerà solo i dottori l’intero personale sanitario, ma anche gli educatori, anch’essi garanti di una cura in senso lato. Il nostro paese è ancora indietro, siamo ancora lontani dal disegno progressista dei nord-europei ma comunque negli ultimi anni l’opinione pubblica è maggiormente coinvolta nelle tematiche di genere. Probabilmente arriveremo ad una fermentazione totale dell’assurdità e quindi bisognerà iniziare a pensare democraticamente e meglio. Dopo la riunione tra i Rettori delle Facoltà di Medicina si è deciso di inserire obbligatoriamente la Medicina di Genere. Per adesso, ai miei alunni non insegno una strategia d’approccio al paziente unica e indiscutibile ma consiglio una riflessione partecipativa e al passo con i tempi.”

 

Le cattive abitudini sono dure a morire, cosa rende speciale “Insight”?

 

“L’iniziativa non vuole assicurare solo un supporto ideologico su cosa significhi “sentirsi non binary”, la novità sta nel dare una forma e regolare (non dogmaticamente) le diverse prospettive del binomio medico-paziente LGBTI+. L’impegno sarà tangibile e trasversale dato il contesto internazionale in cui è stato plasmato. Dovrà correggere il vocabolario improprio e superare la noncuranza latente anche al fine di preparare i medici del futuro ad una migliore competenza sul tema.”