Negli ultimi giorni la gigantesca “S” di Superman, comparsa in Curva Sud, ha fatto rapidamente il giro del web, diventando una delle immagini più condivise e commentate del panorama ultras internazionale. Una coreografia che ha riportato alla memoria la scenografia storica degli anni ’90 e che, ancora una volta, porta la firma creativa di Gigi Pacifico, scenografo della Curva Sud Siberiano da oltre trent’anni. Le immagini della scenografia hanno superato i confini italiani, arrivando anche all’estero e facendo il giro del mondo attraverso pagine, profili e trasmissioni dedicate al tifo ed alle coreografie sportive. In particolare, lo spettacolo della Sud, è stato mostrato ed ammirato da un’emittente argentina, specialista del mondo ultras e lì ha ottenuto il primo posto in una classifica specifica, dedicata alle migliori scenografie del momento. La “S” non è stata soltanto un richiamo visivo al celebre simbolo di Superman, ma un messaggio molto più profondo: un richiamo all’identità, al senso di appartenenza ed alla voglia di rialzarsi attraverso l’orgoglio di sentirsi parte di qualcosa. Perché la “S” di Superman, nei fumetti, non rappresenta soltanto un simbolo grafico. Per il popolo di Krypton richiama soprattutto la speranza ed è proprio questo il significato che Gigi Pacifico e la Curva Sud, hanno voluto trasmettere attraverso quella scenografia: la speranza di rialzarsi sempre, la tenacia di non perdere mai il senso di appartenenza ed il sogno di vedere Salerno tornare a volare alto, ancora una volta. Questo il messaggio di “Salerno Returns”, che fa da didascalia alla coreografia. Negli anni Pacifico è diventato uno dei volti più riconoscibili del mondo del tifo organizzato salernitano, pur restando quasi sempre dietro le quinte. Decine e decine di coreografie, scenografie monumentali, lavori artigianali, costruiti nel silenzio e nella passione, spesso capaci di attirare l’attenzione nazionale ed internazionale. Un percorso lungo più di tre decenni, che oggi prova a trasformarsi in qualcosa di diverso: un impegno civico e creativo per la sua città. La candidatura nella lista “Salerno per i Giovani”, infatti, nasce proprio da questa idea: portare nella vita cittadina, quella stessa capacità di creare entusiasmo, partecipazione e visibilità costruita negli anni attraverso la Curva Sud. Pacifico, consapevole che la creatività non possa risolvere da sola i problemi di una città, ritiene che essa sia l’ingrediente giusto per contribuire a restituire entusiasmo, identità e orgoglio a un territorio che spesso dimentica il proprio potenziale. Ed è proprio questo il filo conduttore che lega il suo percorso personale alle idee che propone per Salerno: valorizzazione dei quartieri, eventi capaci di lasciare un segno, recupero degli spazi abbandonati, coinvolgimento dei giovani, turismo esperienziale e iniziative culturali in grado di raccontare la città anche fuori dai confini locali. Negli ultimi anni Pacifico ha già sperimentato questo approccio attraverso eventi e installazioni urbane. Tra le esperienze più significative c’è stata Paper Week, manifestazione nazionale dedicata al riciclo della carta, dove ha curato la direzione artistica di una grande installazione pubblica a Piazza della Libertà. Un evento che ha trasformato migliaia di libri riciclati in una scenografia urbana capace di attirare attenzione mediatica e partecipazione cittadina, ricevendo anche attestati di stima e lettere di ringraziamento per il valore culturale e sociale dell’iniziativa. Per Pacifico, esperienze del genere dimostrano che anche idee semplici, quando vengono realizzate con passione, impegno e dedizione, possono diventare strumenti di promozione territoriale e lasciare un’immagine positiva della città. Dopo anni passati a raccontare Salerno attraverso immagini, scenografie ed emozioni collettive, Pacifico prova ora a trasferire quello stesso linguaggio nella vita pubblica. Non con promesse irrealistiche o slogan costruiti a tavolino, ma con un approccio che punta soprattutto sull’energia delle idee, sulla valorizzazione delle persone e sul recupero di quel senso di appartenenza che, secondo lui, rappresenta ancora oggi la vera forza della città. Perché se una coreografia può accendere uno stadio e far parlare un’intera tifoseria, allora forse — nella visione di Pacifico — anche una città può ritrovare entusiasmo quando qualcuno riesce a far sentire le persone parte di qualcosa di più grande.





