Angri. Aggressione verbale al candidato sindaco Mauri - Le Cronache Provincia
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Angri. Aggressione verbale al candidato sindaco Mauri

Angri. Aggressione verbale al candidato sindaco Mauri

Angri. Sgoccioli di campagna elettorali avvelenati all’ombra del Castello dei Doria. Paura ieri pomeriggio in strada ad Angri dove l’ex sindaco Pasquale Mauri, avvocato e candidato alla poltrona di primo cittadino alle elezioni di domenica e lunedì, ha denunciato ai carabinieri della locale Stazione, guidati da Andrea Cinque, una aggressione violenta verbale che solo per caso non si è trasformata in qualcosa di più serio. Sarebbe stato sotto casa sua, quando un uomo lo ha atteso e ha iniziato ad aggredirlo verbalmente in modo violento, urlando il suo nome, provocandolo in ogni modo e arrivando a colpire ciò che per Mauri è più sacro: la memoria della moglie Adriana, una persona che non c’è più e che merita solo rispetto. “Ci sono parole che feriscono più di qualsiasi altra cosa. E ieri sono state pronunciate parole che nessun uomo dovrebbe mai ascoltare, soprattutto quando riguardano i propri affetti più cari, duce il diretto interessato vittima dell’aggressione. Cercava lo scontro. Era evidente il tentativo dell’energumeno di provocare una sua reazione, di trascinarlo in una situazione che potesse degenerare e che ha scelto con tutte le sue forze di evitare. Attorno a quella scena c’erano cittadini che assistevano, alcune persone (anche su motorini) intente anche a riprendere da lontano quanto stava accadendo. Un dettaglio per Pasquale Mauri che rende tutto ancora più amaro. “Ieri è stata evitata una tragedia perché ho mantenuto lucidità. Perché mio figlio Roberto, passato in quel momento, è intervenuto con grande sangue freddo. Perché le forze dell’ordine sono arrivate tempestivamente”. Ciò che è accaduto resta gravissimo. Non solo per Mauri na per il clima che si sta respirando. *Perché il confronto politico può essere duro. Le idee possono essere diverse. Le critiche fanno parte della democrazia. Ma quando si supera il confine dell’odio personale, quando si colpisce deliberatamente il dolore umano e la memoria di chi non c’è più nel tentativo di spezzare una persona, allora non siamo più dentro un confronto civile”, aggiunge Mauri che ha sporto denuncia e confida pienamente nel lavoro delle forze dell’ordine affinché venga fatta piena luce su ogni responsabilità. “A chi mi manifesto affetto e vicinanza, voglio dire “Grazie!”. Davvero. Io continuerò ad andare avanti con la stessa determinazione di sempre. Sarò regolarmente tra la mia gente, come ho sempre fatto, continuando questo percorso fatto di incontri, ascolto e presenza. Perché non saranno l’odio, le provocazioni o la violenza a fermare il mio amore per Angri”, conclude il candidato sindaco Mauri.