Franco Amatucci, l’uomo dei confronti all’americana - Le Cronache Ultimora
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Franco Amatucci, l’uomo dei confronti all’americana

Franco Amatucci, l’uomo dei confronti all’americana
Aldo Bianchini
SALERNO – L’ing. prof. Franco AMATUCCI è stato in vita uno dei principali tecnici di riferimento dell’allora ministro per i problemi delle aree urbane on. avv. Carmelo Conte che gestiva uno dei dicasteri più importanti, dal punto di vista delle risorse economiche che aveva a sua disposizione, e che all’epoca dettava veramente legge su tutto il territorio nazionale.
Ovviamente nel cerchio magico del potere contiano c’erano anche altri validissimi tecnici che rivestivano come Amatucci ruoli cattedratici universitari ma tutti, ad eccezione dell’ing. Raffaele Galdi, stavano seduti in un girone leggermente più largo rispetto a quello occupato e gestito (in alcuni casi anche con l’arroganza tipica del potere) dai “due compassi d’oro” (Amatucci ; perché così venivano appellati i due tecnici dagli altri invidiosi tecnici e, in genere, dall’immaginario collettivo della gente comune.
I due tecnici gestivano, insieme, lo studio tecnico più accorsato, più moderno e più corposo come risorse umane (in esso lavoravano circa cento tecnici tra ingegneri, architetti e geometri) dell’intera provincia di Salerno con ramificazioni nazionali ed internazionali sulla base di una produzione progettuale senza precedenti nella storia e senza ripetizioni nel presente.
Amatucci e Galdi erano sicuramente socialisti e che da socialisti e tecnici di fama erano stati scelti dall’allora ministro Conte per creare, istruire, presentare progetti “esecutivi” di rilevanza nazionale partendo proprio dalla città di Salerno che, se vorrà il direttore di leCronache.it Tommaso D’Angelo, sarà giusto ricordare in un prossimo articolo.
Ecco perché per scardinare il “sistema di potere politico contiano” la magistratura  salernitana (o almeno una piccola parte di essa), e non solo, cominciò l’attacco indiscriminato mettendo il 16 aprile 1992 sotto sequestro giudiziario il grande e invidiato studio tecnico di Parco Arbostella, che come data può essere indicata come l’inizio della cosiddetta “tangentopoli salernitana”. Galdi fu arrestato la prima volta il 19 luglio 1992, mentre Amatucci fu arrestato (l’unica volta) il 29 aprile 1994.
Per contenimento doveroso di spazio mi limiterò, oggi, a raccontare i due momenti in cui il prof. ing. Franco Amatucci cercò di cambiare la storia senza riuscirci; le due giornate particolari vissute dal tecnico si svolsero la prima nella Procura di Sala Consilina il 9 maggio 1994 e alla seconda prevista per il 10 dicembre 2001 presso la Procura di Salerno non si presentò percheè era deceduto la sera di domenica 9 dicembre 2001 per arresto cardiaco nel suo studio.
Nel primo caso fu protagonista di un confronto all’americana, dinanzi al procuratore di Sala Consilina Domenico Santacroce e dei due pm Vito Di Nicola e Luigi D’Alessio, con il dr. Enrico Zambrotti (definito il Tarzan finanziario del Partito Socialista e proconsole del ministro Conte); nel secondo caso era attesissimo come protagonista del confronto, dinanzi al pm Filippo Spiezia della Procura di Salerno titolare del fascicolo su Salerno Sistemi, direttamente con l’allora deputato nazionale on. Vincenzo De Luca. Ma quel confronto, come detto, non ebbe mai luogo.
CONFRONTO DI SALA C. con ZAMBROTTI: L’incontro avvenne al terzo piano del Tribunale di Sala Consilina il 9 maggio 1994 (lunedì); io accompagnai l’amico Franco Amatucci da Salerno a Sala; ovviamente rimasi nel corridoio del terzo piano fuori dall’ufficio di Santacroce ed ebbi modo di salutare sia il procuratore che i due PM ed anche lo stesso Zambrotti (li conoscevo tutti); il confronto ebbe una durata di circa quattro ore. Alla fine in macchina Franco mi racconto per sintesi quanto avvenuto; tra l’altro mi raccontò la storia dei finanziamenti per i lavori del prolungamento della tangenziale di Salerno. Dopo qualche settimana da quel confronto scattarono le manette per alcuni politici e imprenditori molto noti sul territorio provinciale. Ma la cosa che più mi impressionò delle rivelazioni di Amatucci fu il fatto che, a suo dire, nel corso dell’acceso confronto fatto di accuse e controaccuse il dr. Zambrotti per giustificare le enormi spese del PSI arrivò a dichiarare che ogni mese elargiva la cifra di “cinque milioni di lire” a favore di un giornalista che doveva curare i rapporti con la stampa e con le istituzioni del territorio che a lui Zambrotti era molto a cuore. Ovviamente conosco il nome del giornalista ma dopo ben 32 anni è opportuno mantenerlo in segreto.
CONFRONTO di SALERNO con l’on. DE LUCA: Passano alcuni anni e dal 1994 arriviamo agli inizi del mese di dicembre 2001; i fatti attengono la vicenda giudiziaria relativa al processo incardinato con il nome di “Salerno Sistemi – Amatucci + altri”; in questi altri c’era anche il nominativo di Vincenzo De Luca che nella qualità di “segretario provinciale del PCI”. C’era stato nei mesi precedenti un interrogatorio di De Luca che davanti al pm Spiezie aveva dichiarato di non aver mai conosciuto l’ing. Amatucci, ma quest’ultimo sentito a parte aveva confermato la sua conoscenza diretta facendo riferimento a particolari molto precisi del posto dell’incontro. Divenne, quindi, necessario un confronto all’americana tra De Luca e Amatucci fissato per lunedì 10 dicembre 2001. Nel mezzo ci fu un interrogatorio dell’ex sindaco Vincenzo Giordano e la mia chiamata come persona informata dei fatti. Tutto questo potrete trovarlo, se volete, nel libro “La tangentopoli salernitana 1992 – 1994” (ed. Officine Editoriali Da Cleto – infoçofficineeditorialidacleto.it – tel. 3356696982) scritto da me e pubblicato nel dicembre del 2025. In ballo c’erano le presunte percentuali concesse al PCI di Salerno dalla Società Italiana Condotte sui lavori pubblici ottenuti sul territorio. La vicenda è lunga, contorta e molto complicata; comunque il 10 dicembre 2001 arriva e l’ing. Amatucci non si presenta perchè la sera precedente era, purtroppo, deceduto nel suo studio di Via Canalone per un infarto fulminante; la sua salma era stata addirittura bloccata per ordine del pm Filippo Spiezia (si sospettava, forse, un omicidio in quanto era scomparsa la borsa del tecnico che conteneva i documenti per il famoso confronto) ma poi liberata nel giro di 24 ore.
 Ma la storia, ovviamente, continua; e se il direttore D’Angelo vorrà potrà essere raccontata.