di Arturo Calabrese
A Battipaglia la partita per il 2027 è già cominciata. Mentre la maggioranza che sostiene la sindaca Cecilia Francese appare sempre più in difficoltà, Fernando Zara rompe gli indugi e prepara la sua discesa in campo. L’obiettivo dichiarato è ricompattare il centrodestra e costruire una squadra di governo, partendo da tre priorità: sicurezza, sviluppo e sanità. Zara critica duramente gli ultimi anni di amministrazione, parla di una città segnata dal degrado e annuncia l’apertura della sede elettorale. Ma la sfida passa anche dalla scelta del candidato sindaco, che, secondo il già amministratore Zara, dovrà essere individuato attraverso un confronto diretto con i cittadini. Zara ha già ricoperto il ruolo di primo cittadino della città della Piana del Sele e nella sua visione di città c’è molto di quanto fatto nei decenni scorsi, con una progettualità ampia che guarda alla popolazione, al futuro, ai giovani e soprattutto allo sviluppo di quella che viene vista come la porta verso un territorio di alto interesse. A pochi mesi dal voto, Zara annuncia la sua candidatura a sindaco e l’avvio di una serie di tavoli del centrodestra per unire i partiti e le varie anime cittadine.
A pochi mesi dalle elezioni a Battipaglia, con la sindaca Cecilia Francese sempre più sola, qual è la situazione?
“Sinceramente mi appassiona molto poco questa realtà. Per quanto mi riguarda, la prima cittadina doveva andare a casa già da un paio d’anni, ma che vada a casa sei mesi prima delle elezioni o all’elezione mi sembra molto irrilevante. Anche se è vero che affronterà una campagna elettorale non da sindaco e quindi non potrà essere protagonista di ulteriori faccende per le quali non entro nel merito. Però noto e rilevo che è tardiva la consapevolezza della maggioranza del Consiglio Comunale di non appoggiare più la sindaca. Sono dieci anni di grave inadempienza a livello amministrativo, di nessuna visione della città, anzi di una visione mefistofelica che ha portato la città al degrado in cui vive oggi e che è sotto gli occhi di tutti. Quindi cada o non cada è un problema molto relativo rispetto alle condizioni in cui lascia la città”.
Di che situazione parla?
“Basti vedere la stazione. Battipaglia è la porta della Piana del Sele, ma abbiamo un quadro sociale completamente modificato negli ultimi dieci anni e scientificamente modificato. Su 49.500 residenti, un quinto è composto da extracomunitari che vivono soprattutto al centro, dove l’investimento di denaro in attività commerciali e proliferazioni varie ha reso di fatto il centro in mano a queste persone, con tutto quello che ne sortisce. Ciò mette in evidenza la mancanza completa di strumenti per assicurare la sicurezza. In una visione che ho del futuro della città immagino l’assunzione di 50 vigili urbani, di personale, di 50 vigilantes, di un portierato diffuso, di un controllo dei flussi extra che rappresentano in questo momento al centro un fenomeno scandaloso, probabilmente unico in Italia, in cui proprio il centro cittadino è occupato e non vissuto più dalle famiglie dei battipagliesi, dai bambini dei battipagliesi, in un completo degrado. È un fenomeno che va affrontato di impeto e di petto dalla prossima amministrazione”.
Lei parla di prossima amministrazione: argomento sul quale sta lavorando come candidato a sindaco?
“Certo! Sto lavorando per unire il centrodestra e nei prossimi giorni si terranno vari tavoli di discussione anche con le segreterie provinciali dei vari partiti. È necessario che il nome del candidato sindaco sia individuato attraverso un serio sondaggio tra i cittadini. Rimango aperto a qualsiasi tipo di ragionamento e di riflessione, ma con il caposaldo che il candidato sindaco, al di là dell’età, della capacità, delle competenze, debba avere un gradimento in città che ci permetta di fare una squadra di governo, di vincere”.
Se Le dico Futuro Nazionale di Roberto Vannacci?
“Sono un tesserato di Forza Italia, ma non posso negare la storica amicizia che mi lega a Gianni Alemanno. L’ho invitato a Battipaglia a presentare il suo libro sulle carceri, perché la sua esperienza carceraria è di notevole valore politico, oltre che umano, e forse riuscirò a presentare insieme a lui l’opera di Pasquale Aliberti, che ha vissuto un’altra esperienza carceraria molto più dura”.
Possiamo dire che Fernando Zara comincia la sua campagna elettorale verso Battipaglia 2027?
“Sì. A breve inaugureremo la sede elettorale e poi lavoreremo sui temi e sulle tre S. Sicurezza, sviluppo sociale ed economico, sanità. Sono tre argomenti tra loro correlati sui quali sono stati fatti immensi disastri. La città ha perso tutto e in ultimo anche il distretto sanitario, disclocato altrove dal centro. Sono stati creati danni agli anziani, alle famiglie, ai più bisognosi. C’è tanto da fare e sto lavorando ad una squadra composta per il momento da liste civiche, ma sono fermamente convinto che dai tavoli del centrodestra possano nascere dialoghi e interlocuzioni molto interessanti per il futuro della città”.








