Fermati all’aeroporto Costa d’Amalfi di Pontecagnano un 47enne iraniano e i suoi due figli minorenni. La polizia di frontiera, insospettita dal loro atteggiamento nervoso, ha approfondito i controlli, scoprendo che i tre viaggiavano con passaporti svizzeri falsi.
Destinazione: Londra. L’uomo è stato arrestato per possesso di documenti contraffatti e condannato a un anno di reclusione con pena sospesa. I minori, denunciati, sono stati affidati temporaneamente a un centro di accoglienza a Bellizzi.
Dopo la liberazione, la famiglia è stata rimpatriata in Iran. Restano tuttavia molte zone d’ombra: chi ha fornito i documenti? Perché transitare dall’Italia?
Gli investigatori ipotizzano l’esistenza di una rete che organizza viaggi illegali verso la Gran Bretagna. Non si tratterebbe di un caso isolato: in altri aeroporti italiani, negli ultimi mesi, diversi cittadini iraniani sono stati bloccati con documenti falsi mentre tentavano di raggiungere Londra.
Ora l’attenzione degli inquirenti si concentra anche sul Salernitano: si cerca di capire se nella zona esistano basi logistiche o fiancheggiatori. L’Italia rischia di diventare ancora una volta la porta d’accesso ai flussi migratori irregolari verso il Nord Europa.





