di Mario Rinaldi
Tra strappi e nuove alleanze si sta cercando di definire il quadro delle prossime amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale di Salerno. Il campo largo, che si è spaccato, cerca nuovi alleati: il Movimento Cinque Stelle e Sinistra Italiana avrebbero indicato il deputato Franco Mari, Ma sullo sfondo c’è anche il nome di una consigliera uscente (già candidata sindaca alle passate elezioni), Elisabetta Barone, dirigente scolastica del Liceo “Alfano I”, che in una nostra intervista è uscita allo scoperto affermando che domani scioglierà la riserva sulla sua candidatura a sindaco.
Il campo largo si è spaccato. Le sue impressioni.
“Ho molto creduto che ci potesse essere la possibilità di creare un’alternativa all’amministrazione uscente e questo perché nei quattro anni e mezzo che ho vissuto in consiglio comunale ho avuto la chiara percezione di una situazione di immobilismo ed incapacità di visione strategica che avesse a che vedere con il presente e il futuro della città. Quindi, ovviamente nulla di personale nei confronti di nessuno, ho conosciuto tante persone con cui è stato importante confrontarsi e condividere alcune posizioni almeno nelle commissioni consiliari, anche se poi nell’assemblea del consiglio comunale le critiche che la stessa maggioranza rivolgeva alla giunta non sempre sono arrivate. Quindi penso, come tanti cittadini, che si avverte il bisogno di un cambio di passo in questa città per restituire la possibilità di avere un presente e un futuro”.
Cosa è accaduto al campo largo. Perchè non è stato possibile andare insieme?
“Io avevo la sensazione di partecipare ad un tavolo condiviso, tant’è che si stava cercando la soluzione più adeguata a fare sintesi di questo tavolo che sicuramente vedeva al suo interno sensibilità molto diverse, ma questa diversità era la forza di questa alleanza elettorale. Lo è stata quattro anni e mezzo fa quando io ho guidato questa coalizione. Penso che la diversità sia un elemento di grande ricchezza perché consente alle persone di raccogliere un punto di vista completamente diverso e quindi di non polarizzare la coalizione su interessi di parte, ma di accogliere le diverse posizioni, tutte egualmente legittime ed esprimenti legittimi interessi. Questo per me poi il cuore della democrazia. Il problema è che questo tavolo non è stato gestito da chi aveva interesse soltanto a creare sintesi tra le diversità, ma da partiti che avevano interessi di posizionamento e che hanno fatto prevalere, purtroppo, questi interessi rispetto al all’idea di un cammino condiviso”.
Il suo movimento politico non sostiene nè Lanocita nè Zambrano. Lei è fuori dai giochi?
“Molti mi stanno dicendo di non mollare e di non disperdere quello che è stato costruito a favore di un senso comunitario condiviso. La scelta non è semplice perché da una parte possiamo prendere atto del fatto che è stato distrutto il campo di gioco, quindi non c’è più partita e quindi uscire di scena riorganizzando l’impegno critico al di fuori degli assetti istituzionali. L’altra scelta è quella di ripresentare “Semplice Salerno” con la sua candidata sindaca, che sarebbe la sottoscritta, per testimoniare la possibilità di uno spazio aperto al coinvolgimento della società civile e libera dalle logiche e dagli interessi sia personali che di partito. Non sono un battitore libero e con degli amici di “Semplice Salerno” stiamo facendo un percorso di discernimento perchè molti mi chiedono di non mollare, di non disperdere anche l’esperienza fatta in questi quattro anni che mi vede sicuramente più capace di comprendere una serie di logiche e di dinamiche che quattro anni fa non comprendevo. Quello che mi farà decidere in un senso o in un altro sarà una domanda che mi insegue in questi giorni: quanto ciascuno di noi possa essere principio di cambiamento superando le logiche di appartenenza? Quanto abbiamo la forza di offrirci con le capacità di ascolto agli altri con spazio di dialogo e di partecipazione democratica? Ovviamente è una scelta faticosa. Non ho ancora sciolto il nodo. Entro domenica questo nodo andrà sciolto. Aggiungo che, quando ho compreso che si era creata la frattura, da una parte del tavolo che sosteneva la candidatura di Zambrano e dell’altra parte che sosteneva la candidatura di Di Lorenzo che non era accettata da tutti, perché AVS non si è seduta a quel tavolo in cui si confrontavano queste due possibili candidature, la prima tentazione è stata quella di tirarmi fuori dai giochi perchè ho capito che era saltato il campo e che quindi non c’era più una partita rispetto alla possibilità di costruire un’alternativa. Poi, essendo stata sollecitata ho iniziato questo percorso di discernimento”.
De Luca in campo ancora una volta. Cosa ne pensa?
“La prima considerazione da fare riguarda il fatto che la consiliatura sia stata sciolta con largo anticipo rispetto alla sua scadenza naturale e non per sfiducia dell’opposizione, che pure più volte aveva sfiduciato questa maggioranza, ma ovviamente non aveva la forza per poter mandare a casa chi legittimamente amministrava la città in quanto eletto con il consenso degli elettori. In secondo luogo, il fatto che un “estraneo” abbia deciso di staccare la spina alla maggioranza di governo mi inquieta perché sento in pericolo la democrazia. Una cosa è se fossero stati gli elettori a mandare a casa quella giunta, altra cosa è se a mandare a casa quella giunta sia qualcuno dall’interno. Lo trovo poco democratico e pericoloso. Solo nelle monarchie funziona in un determinato modo, ma nelle democrazie vige il principio dell’alternanza. Quindi, aldilà del giudizio su quello può essere l’operato dei singoli, io dico che è un bene per la democrazia che ci sia un’alternanza anche delle persone. Sarebbe bene che dopo due consiliature ognuno tornasse alla propria professione”.
Cosa si aspetta dalla nuova amministrazione?
“La prima questione riguarda l’urbanistica. E’ ancora una volta in gioco il presente e il futuro di questa città. Sarebbe necessario evitare la continua speculazione edilizia e la continua cementificazione di una città che non sopporta più il cemento. Io al posto di Piazza della Libertà avrei visto un grande agrumeto, un giardino dove il cittadino salernitano con il turista avrebbe potuto sedersi contemplando il mare. Seconda questione: questa è una città che non ha spazi di incontro pubblici, che non siano piazze o il lungomare. In città non c’è un luogo pubblico gratuito dove ad esempio qualche giovane possa cimentarsi nella sperimentazione di esibizioni artistiche. Se volessero farlo devono fittarli pagando dei costi. Il teatro Verdi ad esempio è lottizzato, così come altri teatri comunali. Quindi, importante creare spazi dove i giovani possano sperimentarsi, dove possono crearsi delle hub culturali che diano vita a progetti di evoluzione e di arricchimento della nostra città. Non si è compreso perché a Salerno il Forum dei Giovani non è stato costituito come in altre realtà comunali limitrofe. Il turismo è un’altra questione importante da affrontare, ma bisognerebbe farlo attraverso una visione strategica di accoglienza che possa comprendere tutte le necessità dei visitatori. Ad esempio l’ostello della gioventù, che è stato molto utilizzato, ad oggi non esiste più. Quindi creare una visione di insieme per favorire lo sviluppo socio-economico del nostro territorio”. Tanti i temi affrontati da Barone, che molto probabilmente domani annuncerà lo scioglimento della riserva, annunciando forse la sua discesa in campo nella qualità di candidata sindaco.





