Una disamina cruda, diretta e senza sconti delle vicende politiche e amministrative che hanno segnato Eboli negli ultimi decenni. È quella proposta dall’avvocato Edoardo Rocco, candidato sindaco di Eboli per il movimento Cosmo Innovatore, che ripercorre le diverse stagioni politiche della città, soffermandosi su quelli che considera i fallimenti, gli errori e le occasioni perdute delle passate amministrazioni. Rocco parte dagli anni Duemila e da una considerazione che rappresenta il punto di partenza della sua analisi: in poco più di venticinque anni Eboli ha conosciuto cinque sindaci, attraversando numerose fasi politiche, cambi di maggioranza, trasformazioni degli schieramenti e differenti esperienze amministrative. Un percorso che, secondo il candidato, non ha prodotto quella svolta strutturale che la città avrebbe invece meritato. La sua candidatura, annunciata nel dicembre del 2025, nasce proprio da questa convinzione. Rocco aveva indicato come obiettivo quello di «elevare la classe politica», rendere i cittadini ebolitani protagonisti e partecipi della vita politica della città e risvegliare una comunità che, nella sua lettura, è rimasta troppo spesso narcotizzata davanti alle proprie difficoltà. Una candidatura, inoltre, presentata come un impegno personale senza emolumenti. Nel suo racconto, Rocco ripercorre quindi le diverse amministrazioni, soffermandosi sulle scelte che, a suo giudizio, hanno contribuito al progressivo deterioramento di alcuni settori strategici della città. Dal rapporto con il mare alla manutenzione, dalla pista ciclabile al degrado di alcune aree urbane, il candidato evidenzia una serie di interventi e decisioni che considera emblematici di una politica incapace di costruire una visione organica e di lungo periodo. Particolarmente duro è il passaggio dedicato alla gestione economica e patrimoniale dell’Ente e alla vicenda di Eboli Patrimonio e Multiservice. Rocco utilizza una lettura fortemente critica delle scelte compiute negli anni, sostenendo che alcuni strumenti creati dall’amministrazione pubblica avrebbero finito per diventare, nella sua interpretazione, meccanismi legati al consenso politico e alla gestione delle posizioni, piuttosto che autentici strumenti di efficienza e sviluppo. Il candidato non risparmia critiche neppure alle scelte urbanistiche e commerciali. Nel suo excursus compaiono il centro commerciale, l’area Pezzullo e l’ex macello, indicati come esempi di una politica che, secondo Rocco, non sarebbe riuscita a valorizzare fino in fondo le grandi aree strategiche della città come autentiche risorse collettive. Il ragionamento si sposta così dalla semplice contestazione delle singole opere alla critica di un modello politico nel quale, a suo giudizio, le grandi opportunità territoriali rischiano di diventare strumenti di consenso elettorale anziché occasioni di sviluppo. La disamina prosegue attraversando le successive esperienze amministrative e arriva fino alle vicende più recenti. Rocco contesta una politica che, nella sua lettura, avrebbe finito per privilegiare la dimensione dell’immagine e dell’evento rispetto alla soluzione dei problemi strutturali: il centro storico, il mare, la viabilità, il Palasele e più in generale la capacità di programmare il futuro della città. È una critica complessiva, dunque, che non si limita a una singola amministrazione o a un singolo schieramento politico. Il bersaglio di Rocco è un modello di governo della città che, nell’arco di anni, avrebbe prodotto discontinuità, contraddizioni e occasioni mancate, lasciando irrisolte alcune delle principali questioni di Eboli. Nel documento emerge anche una critica alla politica degli annunci e delle promesse, contrapposta alla necessità di costruire un programma concreto e verificabile. Ed è proprio su questo terreno che il candidato sindaco rivendica il progetto di Cosmo Innovatore: un programma che, nelle sue intenzioni, deve essere letto, discusso, criticato e persino migliorato dai cittadini. Non una proposta chiusa, dunque, ma un punto di partenza per un confronto con la comunità. La parola chiave della proposta politica di Rocco diventa così discontinuità. Una discontinuità che non significa soltanto cambiare amministratori, ma cambiare metodo, rapporto con i cittadini e capacità di programmare lo sviluppo. Per l’avvocato Rocco, infatti, Eboli deve tornare a interrogarsi sulle proprie potenzialità e, soprattutto, sulle ragioni per le quali tante opportunità non si siano trasformate in risultati concreti. Dopo l’analisi politica, il percorso di Cosmo Innovatore si prepara ora a spostarsi direttamente sul territorio. Dopo Ferragosto è infatti previsto un nuovo appuntamento video in loco, dedicato al quartiere Paterno. Una puntata che sarà dedicata alle problematiche di questo popoloso e storico abitato della città di Eboli, con l’obiettivo di portare il confronto direttamente tra le strade, le piazze e le realtà quotidiane del quartiere. Un confronto sul territorio che rappresenta la prosecuzione naturale della disamina politica di Rocco: dopo aver ripercorso gli errori e i fallimenti delle amministrazioni del passato, l’obiettivo sarà ora ascoltare i problemi concreti dei cittadini e ragionare sulle possibili soluzioni. Perché, nella prospettiva del candidato sindaco di Cosmo Innovatore, la partita per il futuro di Eboli non può essere giocata soltanto nei palazzi della politica. Deve tornare a essere giocata nei quartieri e tra la gente, partendo dalla conoscenza dei problemi reali e dalla capacità di trasformare le criticità in una proposta amministrativa concreta. Una sfida che Rocco sintetizza nel suo appello finale: il programma di Cosmo Innovatore va letto, discusso, criticato e, se condiviso, sostenuto. «Fatti, non parole e promesse».








