Ecco perchè è stato condannato Zoccola: turbativa d'asta - Le Cronache Cronaca
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Ecco perchè è stato condannato Zoccola: turbativa d’asta

Ecco perchè è stato condannato Zoccola: turbativa d’asta

di Erika Noschese

Abbassa lo sguardo incredulo, forse deluso, e con la moglie accanto lascia l’aula senza dire una parola. La seconda sezione penale del Tribunale di Salerno, presieduta da Lucia Casale, ha condannato Vittorio Fiorenzo Zoccola, definito il “ras delle cooperative sociali” di Salerno, a due anni di reclusione e a 350 euro di sanzione amministrativa. Per il collegio giudicante, Zoccola è colpevole del reato di turbativa d’asta, mentre è stato assolto dall’ipotesi di corruzione, considerata il capo d’imputazione più grave a suo carico. Il presidente Casale legge la sentenza tutta d’un fiato: non c’è neppure il tempo di realizzare, tra parole che lasciano spazio alla speranza e quelle successive che fanno presagire un incubo difficile da chiudere. Una decisione che non viene digerita dalla difesa. L’avvocato Gaetano Manzi annuncia immediatamente il ricorso in appello. «I capi di imputazione per i quali è intervenuta la sentenza di condanna riguardano esclusivamente la turbativa d’asta. Per il resto, le ipotesi di corruzione, compreso il 353 bis, hanno registrato l’assoluzione, ed erano assoluzioni sulle quali eravamo francamente abbastanza convinti», ha dichiarato il legale. «Leggeremo le motivazioni relative alla turbativa d’asta perché siamo fortemente perplessi: non ce l’aspettavamo. Tra 90 giorni leggeremo le motivazioni e le valuteremo», ha aggiunto Manzi, anticipando appunto l’impugnazione della sentenza. Il difensore ha poi ribadito: «Siamo assolutamente convinti che le condotte contestate fossero del tutto inidonee a ledere il bene giuridico tutelato dalla norma. Anche se fossero state poste in essere nei termini ipotizzati dalla Procura, non sarebbero state in grado di alterare il regolare svolgimento delle gare né di modificarne gli esiti in modo favorevole alle cooperative asseritamente riconducibili a Vittorio Zoccola. L’appello, dunque, ci sarà senz’altro». Al termine della lettura della sentenza, Zoccola appariva visibilmente provato. «Non si aspettava alcuna condanna, né i due anni di reclusione né la multa di 350 euro. Era assolutamente convinto — ribadisce Manzi — che si trattasse di condotte incapaci di produrre gli effetti contestati. Speravamo di essere riusciti a dimostrarlo: leggeremo le motivazioni per capire dove siamo stati inefficaci». L’inchiesta sui presunti appalti truccati è scoppiata nel mese di ottobre del 2021 quando finirono in arresto dieci persone. Tra questi, l’ex consigliere regionale e già assessore al Comune di Salerno Nino Savastano e Vittorio Fiorenzo Zoccola, definito il dominus delle cooperative. Per quest’ultimo, scatta l’arresto in carcere mentre per l’esponente politico, espressione di Campania Libera, nove mesi di arresti domiciliari. Oggi, si chiude un capitolo importante anche per la città di Salerno che per due anni ha fatto i conti con la totale assenza di manutenzione, proprio causa inchiesta.