EBOLI – La sinistra ebolitana prova a riorganizzarsi in vista delle elezioni amministrative della primavera 2027. Tra i protagonisti di questo percorso c’è Massimiliano Curcio, storico esponente della sinistra locale, già segretario di Rifondazione Comunista durante il secondo mandato del sindaco Gerardo Rosania e successivamente di Sinistra Ecologia e Libertà (S.E.L.). Oggi è alla guida del circolo cittadino di Sinistra Italiana, nell’ambito di Alleanza Verdi e Sinistra. Già assessore al Bilancio e al Piano di Zona nella giunta guidata da Mario Conte, Curcio lavora alla costruzione di un’aggregazione progressista che punta a coinvolgere partiti, associazioni e realtà civiche.
Qual è il progetto politico che state costruendo a Eboli?
Non vogliamo una semplice sommatoria di sigle elettorali, ma uno spazio politico più ampio, un Campo Progressista capace di unire culture e sensibilità diverse sui temi della giustizia sociale, della sicurezza urbana, dell’ambiente, del lavoro, dei diritti e della partecipazione. Vogliamo coinvolgere forze politiche, associazioni, mondo del lavoro, professioni, agricoltura e volontariato. Eboli ha bisogno di ritrovare una prospettiva, ripartendo dai contenuti e da un’idea condivisa di città, non dalle ambizioni dei singoli.
Quale rapporto intendete costruire con PD e Movimento 5 Stelle? È possibile una coalizione unitaria?
Con il Movimento 5 Stelle abbiamo già avviato un confronto politico e programmatico. Al Partito Democratico abbiamo chiesto di assumere un’iniziativa per costruire un’aggregazione di centrosinistra, ma finora non abbiamo registrato passi concreti. La discussione sembra concentrarsi soprattutto sulle dinamiche interne e sull’individuazione del candidato sindaco. Siamo disponibili al dialogo, ma una coalizione non può nascere intorno a un nome: occorrono prima una visione comune, priorità programmatiche e regole condivise. L’unità non si proclama, si costruisce.
Quale bilancio fa della sua esperienza nella giunta Conte?
La mia esperienza da assessore al Bilancio e al Piano di Zona, dal novembre 2021 al settembre 2023, è stata importante. Rivendico il lavoro che ha contribuito all’uscita del Comune dal piano di riequilibrio finanziario e, soprattutto, la nascita del Consorzio ASSI, che ha dato stabilità ai servizi sociali e consentito la stabilizzazione degli assistenti sociali. Non sono mancate, però, le contraddizioni. Nel 2023 sarebbe stata necessaria una verifica politica collegiale della maggioranza, coinvolgendo tutte le forze che avevano contribuito alla vittoria elettorale. Si è preferito ricorrere a interlocuzioni riservate tra il sindaco e singoli consiglieri. Le coalizioni devono avere una visione comune, regole condivise e un metodo trasparente per affrontare le differenze.
AVS proporrà un proprio candidato sindaco o è disponibile a una candidatura condivisa?
Sinistra Italiana-AVS ha una propria identità e intende svolgere un ruolo da protagonista nella costruzione del progetto politico. Abbiamo candidature qualificate, ma non vogliamo che la scelta del sindaco diventi una competizione tra partiti o ambizioni personali. Siamo disponibili a convergere su una figura condivisa, autorevole, competente e credibile, capace di rappresentare l’intera coalizione. Prima vengono il progetto, il programma e il metodo di governo; successivamente si individuerà insieme il candidato più adatto.
Quali sono le priorità programmatiche per rilanciare Eboli?
Serve una nuova idea di sviluppo che unisca crescita economica, qualità urbana, tutela ambientale e coesione sociale. La priorità è il lavoro, soprattutto giovanile e femminile, valorizzando la filiera agroalimentare della Piana del Sele e sostenendo commercio e piccole imprese. Occorre investire sulla rigenerazione urbana, restituire centralità al centro storico, recuperare l’area ex Pezzullo per funzioni civiche, culturali e sociali e realizzare un grande parco urbano. Fondamentali anche mobilità sostenibile, servizi sociali, diritto alla casa, scuola pubblica e inclusione. Il programma dovrà nascere dall’ascolto della città e dalla partecipazione delle comunità.
Come superare le divisioni della sinistra e coinvolgere giovani e società civile?
Bisogna superare personalismi e appartenenze vissute come recinti. Le differenze possono diventare una ricchezza se si riconosce ciò che unisce e si discute ciò che divide. L’unità va costruita nel tempo. Le nuove generazioni non sono disinteressate alla politica, ma spesso non si riconoscono nei linguaggi e nelle strutture tradizionali. Lo dimostrano le mobilitazioni sui temi della pace, del lavoro, della casa e delle disuguaglianze. Dobbiamo ascoltarle, rinnovare i nostri strumenti e creare spazi di partecipazione, anche digitali, nei quali i giovani siano protagonisti delle decisioni. Vogliamo una coalizione più ampia della sinistra tradizionale, capace di parlare a mondi diversi e offrire a Eboli un progetto collettivo e credibile.
Marco Naponiello






