Eboli. Case famiglia chiuse dopo le video-denunce social - Le Cronache Cronaca
Cronaca Eboli

Eboli. Case famiglia chiuse dopo le video-denunce social

Eboli. Case famiglia chiuse dopo le video-denunce social

di Maria Rosaria Sica

Le video-denunce del giornalista Pino Grazioli avevano acceso nei giorni scorsi i riflettori su presunte gravi irregolarità all’interno di una casa famiglia per minori di Eboli. Oggi, a seguito delle verifiche attivate dalle istituzioni competenti, le due strutture coinvolte sono state ufficialmente chiuse dall’Ambito Sociale S3 – ASSI. Ieri mattina i funzionari dell’ASSI, le assistenti sociali dottoresse Alessandra Scarpa e Chiara Belmonte, i referenti del settore inclusione e il sociologo Francesco Vicino si sono recati sul posto, disponendo la chiusura immediata delle strutture e il trasferimento dei minori presenti in contesti ritenuti idonei, garantendo continuità di tutela e assistenza. Si tratta di una decina di ragazzi accompagnati in nuove strutture di accoglienza. Alcuni minori non erano presenti al momento dell’intervento, in quanto si erano allontanati autonomamente nei giorni precedenti; per loro sono state attivate le procedure di rintraccio e presa in carico da parte dei servizi sociali territoriali.Nei giorni scorsi, attraverso dirette social molto seguite, Pino Grazioli aveva raccolto testimonianze di ex operatori ed ex ospiti che descrivevano un quadro definito allarmante: presunta somministrazione impropria di farmaci, condizioni igieniche precarie, cibo inadeguato, carenze di personale qualificato e una gestione ritenuta non conforme agli standard previsti per strutture di accoglienza minorile. Le accuse sono emerse esclusivamente attraverso testimonianze video, sulle quali ora saranno gli organi competenti a svolgere gli opportuni accertamenti. L’intervento tempestivo di ASSI, con il supporto delle assistenti sociali e della professionalità specialistica del sociologo incaricato, ha consentito di mettere immediatamente in sicurezza i minori, offrendo una risposta concreta e coordinata a una vicenda delicata nata sul terreno dei social ma approdata rapidamente all’attenzione istituzionale. La priorità, fanno sapere dagli ambienti dell’Ambito Sociale, resta la tutela dei ragazzi e il rispetto degli standard di accoglienza, mentre proseguono le verifiche amministrative e tecniche sulle strutture chiuse. L’attenzione dell’opinione pubblica resta alta, ma oggi la vicenda registra un primo intervento risolutivo delle istituzioni, a garanzia della protezione dei minori coinvolti.