Dubbi sull'iter di ricapitalizzazione: gli enti continuano a litigarsi il Cstp - Le Cronache
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Dubbi sull’iter di ricapitalizzazione: gli enti continuano a litigarsi il Cstp

Dubbi sull’iter di ricapitalizzazione: gli enti continuano a litigarsi il Cstp

di Marta Naddei

Potremmo scomodare Gino Paoli e la sua celeberrima “Senza fine” per dare un titolo alla vicenda Cstp. Già, perché nonostante tribunali e ministeri che incombono sul destino dell’azienda di trasporto pubblico, la situazione sembra non sbloccarsi mai, restando sempre ferma davanti a querelle politiche, intoppi procedurali, chiarimenti richiesti. Ieri l’ennesimo capitolo della storia: l’assemblea dei soci, aggiornata già una prima volta la scorsa settimana, ha preso altri tre giorni di tempo. Nuova riunione giovedì pomeriggio. L’inghippo è sempre quello della ricapitalizzazione. Tra lettere d’intenti da parte dei soci e conti che non tornano, alcuni degli enti proprietari hanno chiesto delucidazioni in merito alla fattività ed all’applicabilità della procedura amministrativa intrapresa. In sostanza, allo stato, ilCstp, su indicazione del commissario giudiziale Raimondo Pasquino, sta procedendo sulla scorta della vecchia ricapitalizzazione, quella che sarebbe dovuta essere, almeno in parte, conclusa entro il 20 luglio, quando i soci avrebbero dovuto versare 2 milioni e 600 mila euro nelle casse aziendali a titolo di copertura perdite e ricostituzione del capitale sociale. Il tutto era legato alla procedura di concordato preventivo, poi revocata lo scorso 16 luglio in seguito alla richiesta da parte dello stesso Cstp. Il dubbio di alcuni soci risiede nel fatto che, con la procedura conclusa e con l’apertura di quella che dovrebbe traghettare l’azienda verso l’amministrazione straordinaria, si sarebbe dovuto azzerare anche tutto l’iter di ricapitalizzazione, intraprendendone uno ex novo, ovvero con nuove delibere da parte dei consigli. Per questo, entro giovedì, al consulente legale dell’azienda, l’avvocato Giuseppe Fauceglia, spetterà il compito di far luce su questo aspetto: insomma o si proseguirà con la vecchia ricapitalizzazione o se ne dovrà avviare una nuova. Il tutto con i tempi che occorrono, con le scadenze incombenti e, soprattutto, con l’incognita della tenuta economica degli enti stessi. «Noi abbiamo fatto tutti gli atti e accompagneremo le operazioni di ricapitalizzazione – ha spiegato l’assessore provinciale Michele Cuozzo – Noi, al contrario di qualcun altro, non abbiamo debiti con il Cstp. Quello che deve essere ben chiaro è che non ci sarà nessuno che da solo salverà il Cstp e nessuno che lo farà fallire. In entrambi i casi meriti e responsabilità saranno di tutti». Si è detto rammaricato, invece, per la piega che ha assunto la vicenda, l’assessore comunale Luca Cascone: «Ho tentato in tutti i modi di salvare la baracca, ma sono stato accusato di fare politica, ma non era il mio intento». Intanto, questa mattina il consigliere provinciale del Pd, Giovanni Coscia depositerà una richiesta di convocazione urgente di consiglio provinciale sul Cstp.