C’è un indagato nelle liste della Lega per evasione fiscale e truffa allo Stato - Le Cronache
Attualità Politiche 2022

C’è un indagato nelle liste della Lega per evasione fiscale e truffa allo Stato

C’è un indagato nelle liste della Lega per evasione fiscale e truffa allo Stato

di Erika Noschese

Allo scoccare delle 20, ieri, i giochi erano fatti: partiti e coalizioni hanno presentato i nomi dei candidati alle Politiche del prossimo 25 settembre. Scelte e decisioni tutt’altro che semplici, caratterizzate da lunghe riunioni, discussioni, addii e polemiche. Il Pd oggi dimostra di essere il partito con le idee più chiare: complice l’influenza del governatore Vincenzo De Luca, poche ore di polemica e poi tutto è stato messo a tacere ma la situazione resta delicata. Ad aprire le danze è stato Federico Conte che, a candidatura annunciata, ha dichiarato di volersi ritirare dalla competizione elettorale, non condividendo le scelte fatte. E detto fatto, Conte torna alla sua professione di avvocato e lascia un’alleanza ormai spaccata con numerosi addii, a partire da quello di Alfonso Andria che ha consegnato la tessera nelle mani del segretario provinciale Enzo Luciano. Con l’ex eurodeputato, la polemica si è intensificata non poco ed infatti i vertici regionali del Pd hanno chiesto di rompere il silenzio e sono scesi in campo, a difesa del Partito Democratico, lo stesso Luciano, il presidente della Provincia Michele Strianese, Nicola Landolfi, solo per citarne alcuni. Tra i candidati, sono alla loro prima esperienza alle Politiche il consigliere Luca Cascone, il vice presidente di Palazzo Santa Lucia Fulvio Bonavitacola, il sindaco di Baronissi, Gianfranco Valiante. Nulla da dire sul Psi: non ha presentato candidati, la competizione elettorale – nella città natale del segretario nazionale Enzo Maraio – è azzerata ma, per ora, nessuno sembra intenzionato ad esprimere il suo malcontento anche se i malpancisti non mancano ma, anche questa volta, scelgono di non metterci la faccia.

Centrodestra, la delusione di Forza Italia
In casa centrodestra è stata una corsa contro il tempo. Fino all’ultimo, i partiti hanno provato a trovare la sintesi perfetta. Fratelli d’Italia oggi fa i conti con la delusione degli esclusi ma, complice il taglio del numero dei parlamentari, era una scelta inevitabile. Forza Italia, invece, tanto all’uninominale quanto nel listino non ha espresso alcuna candidatura, escludendo – di fatto – il capoluogo di provincia. Fuori dai giochi anche Nicola Acunzo che aveva lasciato il M5S, a favore degli azzurri, sperando in una ricandidatura che non è mai arrivata. Silvio Berlusconi capolista al Senato per Forza Italia a Napoli, nella lista con alle spalle la senatrice di Bologna Anna Maria Bernini, che è invece capolista nella lista Campania 2. Questo il completamento delle liste di Forza Italia presentate oggi dal coordinatore regionale Fulvio Martusciello. Forte il richiamo anche sul territorio nella coalizione di centrodestra che spinge su un forte ringiovanimento delle liste di Forza Italia, che in Campania dice addio a Domenico De Siano, ex coordinatore fino a un mese fa e senatore uscente, e ad Antonio Pentangelo, coordinatore di Napoli e deputato uscente. Oltre a Tajani, in testa alle altre liste per la Camera in Campania, spiccano volti nuovi come Domenico Brescia, giovane imprenditore partenopeo, ma anche Giuseppe Pecoraro, ex prefetto di Roma. Nell’area di Caserta è capolista Gimmy Cangiano, coordinatore provinciale che arriva alla candidatura dopo anni di lavoro sul territorio per FI. Al Senato a Napoli la scelta cade sull’ex governatore della Campania Stefano Caldoro, attualmente consigliere regionale.

Un indagato nella lista della Lega
Non è delle migliori la situazione nella Lega. In Campania, nel collegio di Napoli spunta – tra i candidati – un attivista di Agropoli. Nulla di strano se non fosse che l’uomo, originario di Torchiara ma residente ad Agropoli, risulta oggi indagato per truffa ed evasione fiscale. Grande escluso, invece, l’ex rettore dell’Università degli Studi di Salerno, Aurelio Tommasetti che – in caso di vittoria di Pierro – si accontenterà di entrare in consiglio regionale.

Terzo Polo
Il Terzo Polo c’è, tanto a destra quanto a sinistra. Anche in questo caso, una corsa contro il tempo tra conferme e smentite dell’ultimo minuto. In casa Azione la novità riguarda Salerno: il consigliere comunale d’opposizione Corrado Naddeo è candidato. Fuori, invece, il coordinatore cittadino Donato D’Aiuto che ha dovuto lasciare spazio ad Elvira Serra, ex candidata sindaco di Agropoli. Il partito guidato da Carlo Calenda a Salerno punta tutto su Mara Carfagna, ministro per il sud uscente che ha diretto i lavori nella scelta delle candidature, confermando Gigi Casciello e Rossella Sessa. E se Atene piange, Sparta non ride: Italia Viva ha fatto i conti con non poche polemiche che hanno spinto il consigliere regionale Tommaso Pellegrino a fare un passo indietro.

Unione Popolare
La vera novità di questa tornata elettorale sembra essere Unione Popolare, la lista nata dall’unione di Potere al Popolo, DeMa e Rifondazione comunista che vede in campo, per Salerno, Simona Libera Scocozza e Lorenzo Forte.

M5S
Potrebbe essere Dario Vassallo, fratello del Sindaco Pescatore ucciso nell’attentato del 2010, la scommessa vincente del Movimento 5 Stelle che oggi prova a ristrutturarsi sul territorio dopo la fuoriuscita di Luigi Di Maio e di altri 60 parlamentari che hanno detto addio a Conte.