di Mario Rinaldi
Cinque anni fa ha ricoperto la posizione di candidato sindaco del centrodestra. Oggi, invece, sarà a sostegno di Raffaele Giordano e se si candiderà lo scopriremo solo nelle prossime settimane. Tuttavia, l’avvocato Marcello Murolo, che tiene molto al futuro prossimo della sua Cava, ha cercato di fare il punto dell’attuale situazione politica, che secondo una sua analisi è ancora in una fase di stallo.
Ultimi mesi dell’amministrazione targata Servalli. Cosa lascia?
“Quasi nulla. Conti del Comune disastrati, disordine amministravo (si veda il caso incredibile dei cosiddetti “ammanchi di cassa”), una macchina comunale sfasciata, un corpo di Polizia Locale ridotto al lumicino, una città degradata, una serie di opere pubbliche (quasi tutte progettate e finanziate sotto le precedenti amministrazioni, più di 10 anni fa) bloccate e non ancora completate, una città che ha preso il suo peso specifico e il ruolo che in passato ha avuto in ambito provinciale. E quello che è peggio, un senso di sfiducia diffuso, che coinvolge tutti: operatori economici, professionisti, cittadini comuni. L’amministrazione porta il nome di Servalli, ma la responsabilità coinvolge tutti quelli tutti i partiti di sinistra che in questi dieci anni hanno governato con lui e che hanno pensato sempre solo al loro piccolo orticello e alle loro piccole clientele. Il risultato è una città che non è più in grado di immaginare il proprio futuro e che non ha linee di sviluppo segnate sulle quali progredire”.
Il quadro politico inizia a prendere forma in vista delle elezioni della prossima primavera con i vari schieramenti in campo. Il suo punto di vista.
“Il quadro politico non inizia affatto a prendere forma, e questa è la conseguenza politica più negativa di questi dieci anni di governo del centro-sinistra. Se da un lato il centro-destra è unito ormai da tempo sulla candidatura di Giordano e sul suo programma di rinnovamento della classe politica, le forze che dovrebbero costituire la continuità dell’esperienza politica di Servalli sono frammentate come mai era successo in precedenza, divise da una sorda lotta di potere, imbarazzate da una eredità che loro stesse sanno essere percepita come negativa. Ne è riprova il fatto che il candidato più credibile e accreditato di quello schieramento, e cioè il dott. Accarino, nello scendere in campo ha lanciato come sua parola d’ordine quella della “discontinuità”, prendendo così le distanze (almeno sulla carta) da quelle forze politiche che dovrebbero sostenerlo e fornirgli il personale politico per la nuova amministrazione”.
Il centrodestra, già da diverso tempo ha indicato Raffaele Giordano come leader. Cosa ne pensa?
“Penso, ovviamente, che sia l’unica alternativa e l’unico autentico fattore di discontinuità che può scendere in campo. Molti commentatori, di fronte al disastro lasciato dal centrosinistra, invocano un maggiore impegno della società civile e la discesa in campo di un civismo organizzato. Bisogna ricordare, allora, che Raffaele Giordano è appunto l’esponente di un movimento civico, Siamo Cavesi, attivo ininterrottamente da quasi 10 anni, che nell’ultima consiliatura ha espresso tre consiglieri comunali che hanno sempre portato avanti con coerenza un progetto di opposizione, e che nella vita è un docente universitario e professionista affermato che si è dedicato alla politica solo per passione. Mi pare allora che le caratteristiche di quel cambiamento che molti auspicano si trovino già tutte nella sua persona e nella sua storia politica”.
5 anni fa era lei il candidato sindaco del centrodestra. Ora quale sarà la sua posizione?
“È ovvio che la mia posizione sarà quella di sostegno al progetto politico – amministrativo di Giordano, che è lo sviluppo coerente di quello che ho cercato di portare avanti io alle scorse elezioni e che, per tutta una serie di motivi, non ha trovato sufficiente accoglienza tra gli elettori. Ora le cose sono cambiate e la percezione della realtà dei fatti è più precisa. Sono convinto che i cittadini cavesi sapranno capire che quella di Giordano è l’unica possibilità concreta e realistica di voltare veramente pagina”.
Quale futuro vede per Cava? E cosa, secondo lei, è necessario cambiare per invertire la rotta?
“La situazione è molto complessa e le sfide sono tante. In sintesi, si possono riassumere così. C’è una sfida amministrativa, e cioè rimettere ordine nella macchina comunale, bonificare i conti dell’ente e riassumere il controllo finanziario della spesa, cercare di concentrare tutte le energie sull’obiettivo di ridare una fisionomia presentabile a Cava: penso alle strade, ai servizi alle frazioni, al traffico, al decoro cittadino, alla tutela del nostro ospedale. Poi, parallelamente, c’è un obiettivo politico. La comunità Cavese deve ritrovare fiducia in se stessa e Cava deve riprendersi quel ruolo di leadership culturale e amministrativa che per decenni le è stato riconosciuto a livello provinciale e regionale e che negli ultimi anni, purtroppo, si è significativamente appannato”. Fiducia a Giordano, dunque, e visione fiduciosa sul contributo che questo candidato sindaco potrà offrire al governo cittadino in caso di affermazione. Ma soprattutto, Murolo ripone una grande speranza nella riconquista della leadership culturale di Cava.





