Carmine Borrelli: Patente nautica, sicurezza e lavoro - Le Cronache Attualità
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Carmine Borrelli: Patente nautica, sicurezza e lavoro

Carmine Borrelli: Patente nautica, sicurezza e lavoro

Carmine Borrelli, socio della Scuola Nautica Alibor di Battipaglia e Salerno, racconta la sua esperienza nel mondo della nautica: dalla nuova patente D1 per i sedicenni alle opportunità professionali per chi vuole trasformare la passione per il mare in un lavoro

«Il mare non si improvvisa». È questo, in fondo, il messaggio che Carmine Borrelli, socio della Scuola Nautica Alibor, vuole trasmettere a chi si avvicina alla nautica, sia per passione sia per lavoro. Una convinzione maturata in circa trent’anni di esperienza da diportista e diventata, negli ultimi anni, una vera attività professionale.

Borrelli, consulente aziendale e da sempre appassionato di mare, nel 2023 ha dato vita alla Scuola Nautica Alibor di Battipaglia, alla quale si è aggiunta successivamente una seconda sede a Salerno. Un percorso nato dalla passione, ma anche dalla volontà di investire in un settore che offre possibilità interessanti, soprattutto per i giovani.

«Ho iniziato ad andare per mare circa trent’anni fa – racconta Borrelli – partendo da imbarcazioni piccole e crescendo progressivamente. Poi ho conseguito la patente nautica senza limiti, sia a motore sia a vela, e successivamente sono diventato anche skipper professionale e istruttore. Nel 2021 è arrivata una riforma importante per le scuole nautiche e ho pensato che fosse il momento giusto per trasformare questa passione in un’attività».

La nuova patente D1: una novità anche per i sedicenni

Uno degli aspetti più interessanti raccontati da Borrelli riguarda la nuova patente nautica D1, introdotta dalla recente normativa. La Scuola Nautica Alibor è stata tra le prime realtà in Campania a completare la formazione specifica per questa nuova abilitazione e il 30 luglio ha visto il primo candidato conseguire la patente presso la Motorizzazione di Salerno.

La D1 rappresenta una novità soprattutto perché consente anche ai ragazzi dai 16 anni di conseguire una patente nautica, seppure con precise limitazioni: navigazione entro 6 miglia dalla costa, esclusivamente in ore diurne e con motori fino a 115 cavalli.

«Prima dei 18 anni non esisteva una patente nautica di questo tipo – spiega Borrelli –. Oggi un sedicenne può già condurre, entro determinati limiti, un’unità con motore fino a 40,8 cavalli senza patente. Io credo quindi che una formazione specifica sia innanzitutto un fatto positivo: se un ragazzo può già andare in mare, è meglio che sappia come farlo, conosca le regole, le dotazioni di sicurezza e abbia consapevolezza dei rischi».

Per Borrelli, però, questa potrebbe essere soltanto la prima tappa verso un sistema di formazione ancora più ampio.

«Mi auguro che in futuro si possa arrivare a prevedere una formazione obbligatoria per tutte le motorizzazioni. Un’imbarcazione piccola può comunque raggiungere velocità importanti e a 25-30 nodi diventa un mezzo che va saputo governare».

La sicurezza prima di tutto

È proprio la sicurezza il tema che ritorna più volte nel racconto di Borrelli. Perché avere una patente non significa necessariamente essere un buon navigante.

«In questi trent’anni ho visto persone con la patente che non rispettano le precedenze, non conoscono correttamente i segnali, non sanno fare un ancoraggio o gestire una situazione di emergenza. Questo accade quando la formazione non è stata realmente assimilata».

Da qui l’importanza di una preparazione che vada oltre il semplice superamento dell’esame.

Alla Scuola Nautica Alibor la teoria e la pratica vengono affrontate parallelamente. Le lezioni teoriche iniziano sin dall’iscrizione e, dopo le prime settimane, si affiancano alle esercitazioni in mare. Il percorso medio, compatibilmente con le convocazioni degli enti competenti, può portare al conseguimento della patente in circa due-due mesi e mezzo.

«Cerchiamo di essere molto flessibili con gli allievi, che spesso sono lavoratori, professionisti o imprenditori. Ma soprattutto cerchiamo di non lasciarli impreparati. Facciamo più ore pratiche di quelle minime previste quando è necessario».

Una filosofia che, racconta Borrelli, viene riconosciuta anche dagli stessi allievi.

«Recentemente alcuni ragazzi che hanno sostenuto l’esame mi hanno fatto un complimento che mi ha fatto particolarmente piacere: mi hanno detto che riuscivo a spiegare le cose con semplicità e senza creare confusione. Per me questo è importante».

Ma il mare può rappresentare anche un’opportunità lavorativa concreta. È forse questo uno degli aspetti meno conosciuti della nautica, soprattutto tra i giovani.

«Oggi molti ragazzi vengono da noi per conseguire la patente perché vogliono lavorare nel settore nautico. E di lavoro ce n’è. Ci sono richieste da parte di società di charter, proprietari di imbarcazioni e operatori del settore».

Borrelli stesso ha recentemente conseguito l’abilitazione come ufficiale di navigazione del diporto di seconda classe, una figura professionale che apre nuove possibilità a chi vuole lavorare come skipper.

«È un’abilitazione che permette di professionalizzare una figura che per molto tempo è stata gestita in maniera poco strutturata. Oggi chi vuole fare dello skipper una professione può seguire un percorso formativo specifico e conseguire l’abilitazione».

Una specializzazione che può trasformarsi in un’interessante opportunità professionale, soprattutto in un territorio come quello campano, fortemente legato al turismo nautico.

«Quando c’è voglia di lavorare, le possibilità ci sono. Molti imprenditori, se trovano un marinaio preparato e affidabile, cercano di tenerlo con sé. E può anche diventare un percorso professionale stabile».

Circa 300 patenti in tre anni

In poco più di tre anni di attività, la Scuola Nautica Alibor ha accompagnato al conseguimento della patente nautica circa 300 persone.

Un risultato significativo per una realtà nata a Battipaglia nel 2023 e sviluppatasi poi anche con una sede a Salerno.

«Credo che il nostro punto di forza sia proprio la formazione. Una scuola nautica non deve limitarsi a preparare qualcuno a superare un esame. Deve insegnargli a stare in mare».

Un’attività che, naturalmente, ha anche costi importanti: imbarcazioni, manutenzione, carburante, ormeggi, istruttori e gestione delle strutture sono solo alcune delle voci che incidono sull’organizzazione di una scuola nautica.

«Solo per la navigazione pratica i consumi sono importanti. Un gommone può arrivare a consumare 20-25 litri di carburante all’ora. Poi ci sono manutenzione, ormeggio, personale e tutte le altre spese di gestione. È un settore nel quale bisogna investire molto».

Il rispetto del mare

Alla fine della conversazione, però, il discorso torna inevitabilmente al mare.

«Il primo consiglio che darei a chi esce in barca la domenica è di mettere sempre la sicurezza al primo posto. Non bisogna mai sentirsi padroni del mare, bisogna conoscere le condizioni meteo-marine e sapere quando è meglio non uscire».

E poi c’è un’altra regola, che Borrelli considera altrettanto importante: il rispetto dell’ambiente.

«Il rispetto per il mare deve essere la prima cosa. Dopo trent’anni che navigo, purtroppo vedo sempre più immondizia in acqua. Dobbiamo ricordarci che il mare non è soltanto il luogo dove andiamo a divertirci: è un ambiente che dobbiamo proteggere».

Una consapevolezza che riassume anche il senso del percorso professionale di Borrelli: formare persone capaci di vivere il mare con maggiore sicurezza, responsabilità e rispetto, trasformando quando possibile una passione in una concreta opportunità professionale.